Qui al bar, benché non navighiamo nell’oro, siamo anche contrari alla tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere per finanziare gli aiuti agli automobilisti. Saremo degli sporchi liberali – sporchi no, liberali sì – ma non capiamo nemmeno che cosa voglia dire “extraprofitti”: se, all’improvviso, in città non arrivasse più caffè e noi fossimo gli unici a venderlo, è probabile che molti più clienti verrebbero da noi, che noi alzeremmo i prezzi e che guadagneremmo ben più del solito. Un extraprofitto, appunto. E quindi? A chi abbiamo rubato? Abbiamo “speculato”? O soltanto legittimamente utilizzato a nostro vantaggio una situazione contingente? Peraltro, nel caso dei carburanti, oltre al bilancio delle aziende ci sono da considerare pure i dividendi degli azionisti. Per citare il Dogui: loro pagano e pretendono. Giustamente.
Ecco perché il tetto che è riuscito a negoziare il governo, cominciando da Eni e facendo poi da traino anche per Ip, è l’unico tetto che si può imporre se non si vogliono azzardare mosse di dubbia costituzionalità, come chiede di fare la sinistra. Una società privata sceglie autonomamente di rinunciare a una parte dei guadagni che le spetterebbero. Se la vedrà lei con gli azionisti. Nessuno l’ha obbligata. Avrà subito una “moral suasion”. E per carità: questo rientra nelle facoltà della politica. Una politica saggia, diciamo, che ha il dovere di rispettare i diritti degli investitori e di tutelare gli interessi della comunità. Una politica che media tra le due anime della maggioranza: Forza Italia e Lega, l’una contraria e l’altra favorevole al tributo sugli incassi derivanti dalla crisi di Hormuz.
Diciamoci la verità: se alla logica del tetto volontario cominciassero ad aderire pure altri operatori, magari spinti dal timore di perdere clientela, questo sarebbe un oggettivo successo dell’opzione liberale del governo. Altro che “mancanza di strategia”, come vanno blaterando Elly Schlein e Giuseppe Conte. I problemi sono risolti? No. Ma forse è meglio non scoprire come li affronterebbero loro.
Il barista, 28 settembre 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


