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Il diritto di satira è sacro. Se viene da sinistra

In tv e sui social (dove si moltiplicano i casi di profili e pagine rimossi o bloccati) c’è un doppiopesismo sulla satira di sinistra e quella di destra?

La satira feroce di Crozza su Salvini e il caso Krancic in questo estratto da Quarta Repubblica del 10 novembre 2019

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4 Commenti

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  1. Non saprei più neanche se definirla “satira” quella di Crozza visto che ormai l’aspetto moralisteggiante da ariano del bene ha preso decisamente il sopravvento nei suoi interventi, annichilendo quel residuo minimo richiesto di consapevole autoironia che ogni autore di satira deve avere nel proprio bagaglio professionale.

  2. Io non ho capito: ma la satira che viene da destra è censurata? Ma da chi? Ma dove sta? Ma chi la fa? Non c’è: questa è la verità.
    Perché? Perché il fenomeno della satira presuppone un pretesto per attivarla, un appiglio, un aggancio su cui costruire un nuovo testo (l’operazione satirica) e a destra di ganci ce ne sarebbero mille.
    Molti sono anche i personaggi a “sinistra” che si prestano bene a questo processo per diversi motivi, da Di Maio a Conte ma nella destra non vedo né Marziale né Pirandello capaci di prenderli per il **** come si deve.

    • Dimentica “Il Bagaglino”.
      Gli autori, gli attori et similia erano (sono) “di destra” ma mai si sono distinti per volgarità o per faziosità, né sono mai stati impegnati ideologicamente nelle loro attività: tanto è vero che “le vittime” erano le prime a riderne. Andreotti volle incontrare Lionello, suo imitatore, al Bagaglino e, tra un complimento ed una risata, gli disse che, fosse stato un po’ più alto, lo avrebbe mandato in giro al posto suo. Cossiga volle incontrare, al Quirinale, il suo imitatore Doví e gli disse di attendere un minuto perché aveva “un paio di ministri da sbrigare”…
      È qui la differenza tra la “satira” che offende e quella che regala critiche obiettive condite da un sempre apprezzabile sorriso.
      Quella “di sinistra” occupa il primo caso.

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