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Il governo Draghi inciampa sui bonus - Seconda parte

Anche l’ex banchiere preferisce l’assistenzialismo dei bonus al buon senso liberale

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Ma c’è anche il bonus patente, il bonus docenti, il bonus nido. E il bonus bancomat: archiviato il cashback, il governo Draghi introduce il bonus bancomat 2022. Un’agevolazione per professionisti e commercianti che potrà arrivare fino a 480 euro. Il bonus consiste in un credito d’imposta per l’acquisto, affitto e utilizzo del Pos. Per richiederlo è necessario rivolgersi al proprio commercialista entro il 30 giugno 2022.

Ecco la parola magica: commercialista. In questa giungla di bonus serve un commercialista che sappia distinguere il bonus che richiede Isee e quello che vale per tutti, quello facilmente aggredibile da quello cui serve una intermediazione. Ogni bonus una categoria produttiva premiata. La politica sembra tornare alle primitive logiche del baratto: un vantaggio un voto.

Invece di promuovere l’economia nel suo complesso, invece di favorire la crescita della ricchezza di tutti – favorendo il lavoro e abbassando la pressione fiscale generale – siamo piombati nel Far West dei favori e dei privilegi. La Legge di Bilancio ritorna a essere la diligenza da assaltare, cercando di strappare una norma di favore. La “bonus mania” distribuisce occasioni selezionate, in base al lobbista più efficiente e al gruppo parlamentare (e di governo) più sensibile a questa o a quella lobby.

Nel migliore dei casi è assistenzialismo paternalista, dove lo Stato sceglie e orienta, al posto della libertà del cittadino, dove e come indirizzare la spesa individuale. Nel peggiore dei casi è solo marchettificio di sempiterna memoria.

Antonio Mastrapasqua, 21 dicembre 2021