Esteri

Il lato oscuro del governo Zelensky - Seconda parte

Il caso del diplomatico ucraino ucciso, la censura dei media d’opposizione, l’accusa “nazi”. L’altra faccia del comico diventato leader

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Ma in Ucraina la cosiddetta “rivoluzione di Maidan” ebbe come evento centrale una strage di un centinaio di persone, in maggioranza colpiti da cecchini. A distanza di tempo diversi reportage e ad esempio il documentario molto dettagliato di Oliver Stone “Ucraina in fiamme” del 2016, mostra molte testimonianze sul fatto che furono gli ultranazionalisti di Pravi Sektor ad appostarsi nel palazzo del conservatorio e sparare sulla folla per creare vittime.

La censura di Zelensky

Purtroppo, la storia dell’Ucraina degli ultimi anni non è piena solo di corruzione e ruberie che hanno fatto perdere alla moneta il 95% del valore e fatto emigrare milioni di persone. È una storia anche di violenza, che data dal 2014 e non da ora. Il governo Zelensky ha chiuso tutti i giornali, tv e partiti considerati dissidenti o di opposizione senza che nessuno sollevasse obiezioni nella Ue o in Usa. Ma in più c’è anche una storia di rapimenti, arresti e omicidi da parte degli ultranazionalisti di cui abbiamo fornito alcuni esempi. I milioni di cittadini ucraini di origine o lingua o con un senso di appartenenza russa sono ora considerati sospetti, ma parliamo di milioni di persone sparse soprattutto nella parte sud ed est del paese.

L’Italia allineandosi ancora una volta con una regia “made in Usa” espelle diplomatici russi, sta inviando armi e applica un embargo quasi totale alla Russia. Questo avrà conseguenze pesanti per la nostra economia innanzitutto. Ma non è vero che stiamo aiutando un popolo aggredito. Il problema che nessuno vuole vedere è che ci sono due popoli dentro i confini dell’Ucraina, che purtroppo non riescono a convivere insieme. Anche se un popolo è in minoranza sull‘intero territorio nazionale è maggioranza in alcune regioni, e si tratta di una parte di popolazione discriminata da anni. Il fatto della lingua è fondamentale, chi in casa e con i conoscenti parla solo ucraino si sente diverso da chi invece parla quotidianamente russo. E questi ultimi sono alcuni milioni di persone. Forse il caso dell’Ucraina ci dimostra ancora una volta che la fine degli Imperi (in questo caso di quello sovietico) si porta dietro una lunga scia di dolori.

Versioni contrapposte

Non è affatto vero che è una situazione in cui da una parte ci sono gli ucraini e dall’altra i russi che invadono dall’esterno. Se si parla con russi di Mariupol o Odessa e non solo del Donbass o Donesk si sentono minacciati dai nazionalisti ucraini e questo avviene tempo. Se si parla con dei russi, anche quelli che vivono in Italia e quindi sono esposti a tutta l’informazione anti-Putin, si sente dire che i russi stanno combattendo per difendere altri russi da quelli che chiamano “nazi”, ma che in realtà sono nazionalisti ucraini. Il governo ucraino è in mano a nazionalisti che ora che sono in guerra e trattano tutti i russi dell’Ucraina come potenziali spie, sabotatori o “complici della Russia”. Questa è la ricetta purtroppo perfetta per avere violenze, arresti, torture e omicidi, ma all’interno delle zone controllate dal governo ucraino. Il caso citato all’inizio di uno degli stessi negoziatori ucraini che improvvisamente viene assassinato come presunta spia è emblematico.

La realtà è diversa da quello che la propaganda di Zelensky trasmessa acriticamente dal mattino alla sera su tutti i media occidentali farebbe sembrare. Ci siamo allineati alla propaganda di guerra a senso unico già per Afghanistan, Iraq, Siria e Libia (e anche per il bombardamento di Belgrado). Non abbiamo imparato niente.

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