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La guerra in Ucraina

Il miliziano di Azov in Parlamento: scandalo in Grecia - Seconda parte

Dopo l’intervento di Zelensky parla Michail, soldato del battaglione Azov. Tsipras: “Una vergogna”

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La polemica ha riguardato Alessandro Orsini, docente censurato dalla Rai per aver assunto posizioni divergenti dal racconto dei media mainstream sulla guerra in Ucraina. Chi scrive è ben lungi dal condividere le posizioni del battaglione Azov, di Orsini o, in altro modo, le tesi filo-russe che si manifestano a gran voce anche in Italia. Ma l’elemento che deve distinguere il continente europeo dalla Russia di Putin rimane la tutela e la valorizzazione del pluralismo contro l’unanimità; della parola contro la propaganda. In definitiva, della libertà contro la censura orwelliana.

La stessa Thatcher ricordava come fosse necessario rispettare la libertà di parola sia dei comunisti che dei fascisti: “Per tutta la vita, mi sono opposta a vietare le organizzazioni estremiste: se lo fai, diventano clandestine e questo offre loro un’eccitazione che non avrebbero, se potessero perseguire i loro obiettivi alla luce del sole. Li batteremo sul terreno del dibattito”. Esatto: “Li batteremo sul terreno del dibattito”. Oggi, l’Europa e l’America soffrono della malattia che la Lady di ferro si prefigurò di combattere ed estirpare. Il dibattito viene soppiantato, scartato, censurato. Le opinioni scorrette sono assimilate nel campo del “negazionismo” o del “nazismo”, senza prima averle ascoltate e poi giudicate.

Quella società aperta, che ha permesso di sconfiggere il totalitarismo rosso del secolo scorso, sta progressivamente lasciando il posto alla società coperta, da cui trae le fondamenta la Russia di Vladimir Putin. L’Occidente sta dimenticando i suoi valori, le sue tradizioni. La propaganda corre a tutta velocità, investe e annulla il dubbio, la voce dissonante, l’espressione contraria. Tutelare la libertà è diventata una rivoluzione.

Thatcher e Reagan la pensavano diversamente: la libertà doveva essere conservazione. Ma i loro insegnamenti sono ormai un lontanissimo ricordo, ipotecato dal passato.

Matteo Milanesi, 8 aprile 2022