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Fine Covid mai

Il mistero sui morti di Covid. Ora i virologi chiedono il “riconteggio”

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I soliti maligni diranno che quando tira aria di cambiamento politico nella stanza dei bottoni, data l’imminenza delle elezioni parlamentari, anche nel mondo oscuro dei virologi della paura scatta la corsa a riposizionarsi su linee più consone ai futuri governanti. Sta di fatto che alcuni di questi personaggi portati sugli scudi dalla pandemia di coronavirus hanno iniziato a mettere in discussione uno dei principali capisaldi della gestione liberticida portata avanti da Speranza & company: la conta dei morti.

Suscitando un certo stupore, ha aperto le danze il consigliere prediletto dello stesso ministro della Salute, quella sorta di moderno Savonarola che risponde al nome di Walter Ricciardi il quale, solo poche settimane fa, prevedeva oltre 30 mila morti nel 2022 se non si fosse intensificata la lotta al Covid-19. Ebbene, con il classico “contrordine compagni”, l’ex ragazzo di padre Tobia sembra che sia stato improvvisamente folgorato sulla via di Damasco dei dubbi, mai espressi finora. “Da noi si muore di più di Covid – attacca deciso Ricciardi – e bisogna approfondire i motivi: sarei favorevole ad una indagine medico-scientifica. Bisogna analizzare vari aspetti e non è possibile, al momento, dare una risposta certa”.

Si è mosso anche Roberto Burioni, santone televisivo quasi intoccabile, il quale però, dopo il colossale flop della quarta dose del vaccino, sembra più che altro intenzionato a sostenere la causa dei grandi produttori mondiali dei farmaci, in questo caso della Pfizer. In un post pubblicato il 19 agosto su Twitter, il virologo pesarese dichiara: “Ieri altri 147 morti per Covid. Amici farmacisti mi raccontano di abbondanti prescrizioni di azitromicina (un antibiotico inutile per la cura di Covid e dannoso in generale) e rarissime prescrizioni di Paxlovid – il farmaco della Pfizer – Si può sapere dalle autorità come stanno davvero le cose?“.

Ma come spesso accaduto in simili frangenti, è l’infettivologo Matteo Bassetti che, con tanto di dati alla mano, riesce a fare chiarezza sul tema strumentale della conta dei morti. “Io lo dico da tempo: o contiamo male i decessi, e secondo me è la spiegazione più probabile, perché se entri con il Covid, anche quando muori – argomenta il direttore di Malattie infettive del San Martino di Genova – resti in quel calderone, oppure, ipotesi per me meno probabile, vengono curati male: non vengono dati gli antivirali quando ce ne è bisogno, vengono dati troppi antibiotici”. Bassetti usa un caso come esempio: “In Sicilia solo il 3% è in ospedale per il Covid e il resto è solo positivo. Dunque il 97% è lì positivo a un tampone, ma ricoverato per tutt’altro – spiega – La forbice anche nei dati della Fiaso è ampissima: siamo a 80% “con Covid” e solo il 20% con polmonite o altri sintomi. Io so chi è che compila le schede di morte: sulle cause accessorie c’è quasi sempre anche il Covid-19″.

D’altro canto, già nell’estate del 2020, durante un convegno organizzato dalla Lega sul tema della pandemia, Maria Rita Gismondo, responsabile di Microbiologia clinica del Sacco di Milano, citò uno sconvolgente rapporto dell’Istituto superiore di Sanità – rapporto poi caduto completamente nell’oblio -, in cui si sosteneva che dall’esame di alcune migliaia di cartelle cliniche riguardante i decessi attribuiti al Covid, solo 12 erano avvenuti per causa diretta. Il che la diceva già lunga sul colossale abbaglio collettivo che ha poi permesso di strutturare un vero e proprio stato di polizia sanitaria, il quale in parte è ancora in vigore.

Tanto è vero che ancora oggi, nonostante sia oramai evidente a tutti che i morti, per così dire, proprio non tornano, la grande informazione continua a pubblicare i suoi funerei bollettini quotidiani, accompagnandoli con l’immancabile “ancora altri n decessi di Covid-19”, dando l’idea – totalmente contraddetta da una analisi attenta dei dati – che la scure mortale del virus continui a colpire a casaccio molte persone in buona salute.

Anche in considerazione del fatto che in Italia, sebbene le nostre infallibili autorità sanitarie siano convinte che oramai si muoia solo di Covid-19, ogni giorno si verificano circa 1.800 “altri” decessi. Purtroppo per noi la morte non è stata ancora abolita per decreto, ma ci stanno lavorando.

Claudio Romiti, 23 agosto 2022