Il Recovery fund passa da bazooka a flebo - Seconda parte

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La genesi dell’alleanza innaturale fra i Dem e i Cinque Stelle si fondò sull’alibi della necessità superiore per sbarrare la strada del governo al nemico di turno additato come il male assoluto. Un’operazione fraudolenta che sclerotizza il pensiero, surrogandolo con le etichette preconfezionate di populista, nazionalista, xenofobo, etc.

Un governo gracile, nato per negazione in una esclusiva logica avversativa al leader della Lega Matteo Salvini, che sta logorando un intero Paese non può continuare a sottrarsi alle sue responsabilità, ma dovrebbe prendere atto della totale carenza di efficacia politica per restituire la parola ai cittadini.

Andrea Amata, 20 giugno 2020

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6 Commenti

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  1. RECOVERY.
    Nomen omen.
    Solo una mente malata può chiamare “recovery” un fondo che vuole rilanciare l’economia e l’Europa. E nel 2021.
    Se volete impedire un tracollo della occupazione e delle attività economiche dovevate mettere i soldi subito. Già ora siamo in ritardo.
    Occorre investire su scelte strategiche e strutturali, tagliare drasticamente gli sprechi ed i disservizi dello Stato. Smetterla con le procedure assurde e immobilizzanti: quello che le leggi prevedono si può fare direttamente, senza ulteriori autorizzazioni. Controllo ex post.
    È giusto che i soldi europei siano dati con un controllo accurato sul loro impiego, viste le abitudini italiche alla tangente, al furto e all’imbroglio.
    La cosa migliore sarebbe, su base volontaria, emettere in Italia un “Fondo De Gasperi” ad un interesse netto sopra l’ inflazione di due punti di rendimento, con cedole semestrali, e convincere gli italiani a tornare a investire i risparmi sul destino del loro Paese.
    Ma serve un governo ed uno Stato credibili: che pagano le fatture ed i debiti e che non si inventano nuove tasse e nuovi balzelli ad ogni finanziaria.
    Parliamo di fantascienza.
    Con questo governo, con incompetenti agli esteri, alla scuola, alle infrastrutture, alla giustizia, un laureato in lettere all’economia… siamo da RECOVERY.

  2. Amata,

    le ricorda qualcosa “Rendita Italiana”? L’unica via da seguire e’ solo quella. Anzi se la UE avesse analizzato l’editoriale di Draghi sarebbe giunta alla medesima conclusione. Evidentemente era distratta. Eppure la BCE ha parlato con estrema chiarezza. “ non c’e’ Peggior sordo di chi non vuol sentire”. E noi ci dovremmo fidare di questa UE con il MES secondo quel genio incompreso del m
    Ministro dell’ Economia e degli altri ququaracqua’ che si sono accodati. Dilettanti allo sbaraglio è estremamente pericolosi.
    .

  3. La tedesca ha fatto e detto come conte. Il pdc ha cominciato con 1500 miliardi di nocciole poi è sceso a 1000 poi a 750 poi 350 ancora 150 poi 80 poi hanno sbagliato i calcoli al fegato insomma non c’è un euro? La presidente tedesca ha preso la palla al volo e ha promesso 750 miliardi e tagliamo la testa al toro. Il toro si è ribellato ed i soldi anche la ue li ha allungati con l’acqua ed è diventato un mes con restituzione con interessi che ci costeranno carissimi. Fine della favola il presidente del consiglio dovrebbe essere arrestato x ffalse promesse incapacità politica e abigeato perché voleva ptendersi pure il toro. Prendiamola ridendo che l’inverno sta arrivando. Saluti fott. Porro.

  4. Era scritto nelle cose. Come era scritto nelle cose che «”Palamara -messo alle strette- uscisse allo scoperto” e dicesse “Adesso vi dico tutti i nomi…”». Così è arrivata, e non è più procrastinabile, l’ora delle dimissioni: a cominciare dal Quirinale.
    Oramai il re è nudo: cercare di volerlo continuare a vedere vestito e ammantato di etica è una sceneggiatura che ha fatto il suo tempo e rende ridicolo ogni gesto di chi testardamente vuole continuare a restare al suo posto. La seconda carica dello stato si trasferisca al Quirinale, per il tempo necessario: da lì dia l’incarico di formare un nuovo governo (non troverà fatica a trovare la maggioranza) alla terza carica dello Stato. Venga affiancata la parte sana della magistratura da quella militare fino al compimento delle riforme necessarie. E avanti così. Se terremoto deve essere che terremoto sia. Lo Stivale avrà tutto da guadagnare.

  5. Caro Amata non sarà che anche l’unione europea ha preso esempio da Conte e si esprime soltanto al futuro : faremo diremo provvederemo daremo così intanto come lui sa fare molto bene si prende tempo e alla fine sono solo parole al vento.Intanto è tutto fermo e finito finalmente il grande fratello Politic sentiremo nuovamente faremo daremo provvederemo ecc…..

  6. La sclerosi cerebrale di questo governo ha portato al non più riparabile errore di confondere tra prestiti, indennizzi ad aziende, elemosine dall’Europa e sforamenti bilancio. All’inizio della ballata solitaria di Giuseppi andavano reperiti fondi per risarcire aziende, professionisti ed imprenditori per il fermo imposto per legge. Piuttosto che cassa integrazione sarebbe stato più efficiente conservare gli stipendi attraverso gli indennizzi. I soldi dovevano essere reperiti attraverso aste di BTP, come indicato da Draghi e dalla stessa BCE. Appena possibile, andavano emessi BTP riservati a risparmiatori italiani per reperire risorse “nazionali”. Ora ci troviamo in carenza di liquidità e saremo costretti a nuovi sforamenti di bilancio con il rischio di non avere più la copertura della BCE, essendo finita l’emergenza; in più abbiamo larghi strati della popolazione in sofferenza, sia per la dimenticanza di intere categorie, sia per errori nell’indicare i mezzi più adatti per fare giungere a destinazione i finanziamenti erogati. I prestiti dell’Europa sono apprezzabili per il cambiamento di mentalità dai quali sono nati, ma non sono assolutamente in grado di sopperire all’urgenza che si è creata con il fermo di ogni attività. Siamo lieti di poterli avere in futuro, ma è molto difficile poterci arrivare senza cedere buona parte della nostra sovranità. E temo che il governo, almeno nella sua parte pensante, ci stia conducendo su questa strada. Sarò il primo ad essere lieto se questa triste profezia non dovesse realizzarsi.

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