Cronaca

Il rettore che sfida i violenti pro-Pal: “Boicottare Israele? Mai”

Roberto Tottoli, rettore dell’università degli studi di Napoli L’Orientale: “Università ostaggio delle azioni di pochi”

rettore roberto tottoli studenti

C’è chi dice no. Chi non boicotta Israele. Chi non si dimette dalla fondazione Med-Or. Chi non si fa intimidire dagli studenti pro-Palestina che da mesi impongono scelte al Senato Accademico (vedi Torino) o impediscono ai giornalisti di parlare (vedi Napoli). In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Roberto Tottoli, rettore dell’università degli studi di Napoli L’Orientale, con una ferma convinzione, afferma che “le richieste di boicottaggi vanno respinte sempre perché con le continue crisi internazionali possono estendersi a chiunque: oggi è Israele, domani potrebbe essere l’Iran”.

Il rettore Tottoli sottolinea l’importanza del confronto accademico come pilastro dell’università: “Non dobbiamo interrompere le relazioni – dice – ma promuoverle, perché l’accademia è luogo di confronto”. Anche di fronte alle minoranze che “mettono sotto scacco” l’università con proteste e occupazioni, la risposta di Tottoli è chiara: “È quello che abbiamo necessità di concordare, ma in generale lo statuto dell’università rifugge dall’intervento delle forze dell’ordine”. Secondo Tottoli, “agli scontri si vedono sempre le stesse facce: quelli della Sapienza sono quelli della Federico II e quelli che ho visto qui da noi”.

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Durante l’occupazione degli spazi universitari, il rettore si è impegnato a mantenere la calma, consapevole che gli occupanti si affidano al fatto che “l’università non vuole intervenire”. La polizia, infatti, normalmente, non interviene negli Atenei. E gli okkupanti di professione ne approfittano. Eppure, la gestione della situazione non vede un allineamento perfetto tra tutti i rettori: alcuni sono più accomodanti con gli attivisti pro-Palestina, come hanno dimostrato i casi di Pisa, Torino e anche Bari. “La partecipazione a Med-Or, la fondazione di Leonardo, è a livello personale, anche io ne faccio parte e per me è un argomento irricevibile – dice Tottoli – non vedo perché qualcuno dovrebbe dirmi di togliermi da un progetto di ricerca. La questione di attaccare Leonardo la trovo un argomento discutibile. L’altra questione, che terrei separata, è quella del boicottaggio delle università israeliane: noi ci siamo sempre battuti contro qualsiasi boicottaggio, non è inclusivo, e lo dico nonostante abbia docenti che firmano alcuni appelli. Non mi meraviglierei se adesso arrivassero anche richieste di boicottare l’Iran, visto che siamo uno dei centri più importanti di studi della cultura iraniana”.

Nonostante la preoccupazione per le dinamiche correnti, il rettore non si dice impaurito: “No, non particolarmente, mi sembra solo triste che l’argomento sia in balia di rivendicazioni di pochi, mentre la reazione della maggioranza sia l’indifferenza”. Emerge il desiderio che gli studenti prendano una posizione più attiva, immaginando un futuro di dialogo e speranza: “Se ci fosse una parte consistente di studenti che dicesse ‘basta, cominciamo a parlare, immaginiamo un futuro migliore’, sarebbe una grande lezione.”

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