Salute

“Il tumore? Non guarirò. Voglio solo arrivare al compleanno dei miei figli”. L’appello di Jessica che stringe il cuore

La giovane mamma di Olginate lotta contro un tumore e si aggrappa alla speranza di un farmaco per avere ancora tempo da vivere con Thiago e Leone

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“Più tempo”. Ecco cosa chiede Jessica Scarpa, 36 anni, due bambini piccoli e un desiderio che oggi vale più di ogni altra cosa: potere festeggiare i 4 anni dei suoi gemelli a Gennaio. La giovane mamma sta combattendo contro un tumore metastatico al pancreas che le ha cambiato la sua vita in poche settimane. Una diagnosi arrivata all’improvviso, quando tutto sembrava finalmente aver trovato il suo posto.

Il tempo, sempre quello, si è fermato di colpo. «Io non voglio morire». Lo dice in un video su instagram con la voce spezzata dall’emozione, consapevole della gravità della sua malattia, ma senza aver perso la voglia di lottare.

Il matrimonio, i figli tanto desiderati e la diagnosi

Nata a Desio, Jessica per anni ha lavorato come parrucchiera, gestendo un negozio a Milano. Poi il matrimonio, nell’aprile 2025, e finalmente l’arrivo dei suoi due bambini, desiderati e attesi a lungo. «I miei bambini sono arrivati dopo tanta attesa. Sono tutto», racconta al Corriere della Sera. Ma appena due mesi dopo le nozze è arrivata la notizia che nessuno dovrebbe mai ricevere. All’inizio erano dolori alla schiena e allo stomaco. Jessica pensava fosse soltanto stress, la stanchezza di una mamma alle prese con due bambini piccoli. Poi, una mattina, si è svegliata con la pelle e gli occhi ingialliti. Sono seguiti gli esami, il ricovero e, nel giro di appena 24 ore, una diagnosi terribile: adenocarcinoma duttale del pancreas.

«È stato tutto velocissimo. Non ho avuto nemmeno il tempo di capire cosa stesse accadendo». La malattia avanza, ma Jessica continua a lottare Il primo intervento chirurgico non è bastato. La malattia ha continuato ad avanzare, raggiungendo anche il fegato. Sono arrivati i trattamenti, la chemioterapia, le difficoltà e i segni lasciati sul suo corpo da una battaglia durissima. I capelli rossi e folti hanno lasciato il posto a una testa rasata, il volto è diventato più scavato. Ma dentro Jessica continua a esserci una madre che vuole esserci, che non vuole arrendersi all’idea di dover lasciare i propri figli troppo presto.

Il farmaco sperimentale

La speranza di Jessica è legata al Daraxonrasib, un farmaco ancora in fase di sperimentazione che potrebbe riuscire a tenere sotto controllo la malattia, rallentandone l’avanzata. Non si tratta di una cura definitiva, ma di una possibilità concreta a cui lei e la sua famiglia guardano con fiducia, nella speranza di guadagnare tempo prezioso.

Mentre negli Stati Uniti si sono aperte le possibilità di accesso al trattamento attraverso il percorso autorizzativo previsto dalla FDA, in Europa la procedura non è ancora arrivata a conclusione. Una prospettiva che rende tutto più complicato, soprattutto per Jessica, che non può permettersi di aspettare a lungo.

Le cure che sta ricevendo a Lecco, infatti, non prevedono al momento la possibilità di accedere a questo medicinale. Per questo, insieme al marito Emanuele, sta cercando di raggiungere una struttura sanitaria americana disposta a prendere in esame il suo caso. Saranno necessari ulteriori esami per stabilire se potrà effettivamente sottoporsi al trattamento.

La raccolta fondi

Una corsa contro il tempo, resa ancora più difficile dai costi della terapia: il trattamento ha infatti un prezzo di circa 40mila dollari al mese, una spesa enorme che la famiglia da sola non può sostenere. Per questo Jessica ed Emanuele hanno lanciato una raccolta fondi su GoFundMe. E la risposta è andata ben oltre ogni aspettativa.

In pochi giorni sono arrivate migliaia di donazioni, con circa 360 mila euro da oltre 6mila donatori. Messaggi di affetto, condivisioni e gesti di solidarietà sono arrivati da tutta Italia. «Una risposta così bella non me l’aspettavo. Mi stanno scrivendo persone da tutta Italia. Ci sono condivisioni. È qualcosa che mi commuove e mi dà la forza di andare avanti», racconta Jessica.

Dietro ogni donazione c’è un essere umano che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. C’è chi ha contribuito con una piccola somma, chi ha condiviso la raccolta, chi le ha scritto parole di incoraggiamento. Un’ondata di affetto che ha trasformato una battaglia familiare in una speranza condivisa da migliaia di persone. Perché, in questo momento di grande difficoltà, l’amore e il sostegno delle persone che le stanno accanto sono la forza più grande a cui potersi aggrappare

Il compleanno dei gemelli

«A gennaio i miei bambini compiranno quattro anni. Io voglio esserci» Il pensiero di Jessica torna sempre lì, ai suoi bambini. A gennaio Thiago e Leone compiranno quattro anni. Un compleanno che lei vorrebbe vivere insieme a loro, stringerli, spegnere le candeline e poter conservare quel giorno come un altro ricordo felice della loro infanzia. Io voglio esserci. Voglio che quel giorno diventi un ricordo che li accompagni per tutta la vita”.

È questa la sua battaglia. Non una richiesta di miracoli, non la pretesa di sapere cosa accadrà domani. Soltanto il desiderio di una mamma che non è pronta a dire addio, che vuole continuare a tenere per mano i suoi figli, accompagnarli nei primi passi della vita e regalare loro ancora tanti momenti insieme. Perché, a volte, la speranza più grande è semplicemente poter continuare a esserci.

Cristina de Palma, 3 novembre 2026

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