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Il vero virus cinese è il lockdown

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di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

Sono usciti di recente diversi reportage sulla vera storia del lockdown originato in Cina e poi “esportato” in Occidente, ad esempio uno intitolato The Thirty Tyrants su Tablet Magazine. Il lockdown, innanzitutto, era sconsigliato sul sito dell’Oms fino a dicembre 2019 e così anche nei documenti ufficiali del Cdc americano.

La quarantena per reprimere le proteste

Entrambi queste due organizzazioni sanitarie scrivevano che le misure di “distanziamento sociale” e “quarantena” applicate indistintamente all’intera popolazione e in particolare a milioni di persone sane non avevano base scientifica. Questo fino a dicembre 2019. A gennaio 2020 però in tutto il mondo si sono viste le immagini di Wuhan in cui tutto era chiuso e non si poteva uscire dalla città o dalla regione e nemmeno uscire di casa. Questa tecnica del lockdown era stata applicata sempre a Wuhan alcune mesi prima, a giugno 2019, per soffocare delle grandi proteste contro l’inquinamento di enormi inceneritori che avvelenavano la popolazione. Ma di questo non ha parlato nessuno.

Inoltre era stato applicato in modo sistematico contro la minoranza degli Uighuri e in generale in Cina è sempre stato un modo per impedire che una protesta si diffondesse. È un punto da tenere presente, perché anche da noi lockdown magari più morbidi potrebbero essere adottati anche a emergenza conclusa, basti pensare al fatto che già si parla dell’uso della mascherina anche ad emergenza conclusa.

A dicembre 2019 l’epidemia si è diffusa, forse a causa di errori commessi dall’unico laboratorio militare per la guerra batteriologica cinese che è situato vicino al famoso mercato del pesce. Il governo inizialmente lo ha censurato e poi per timore di nuove proteste come in giugno ha imposto il lockdown e chiuso tutti in casa e bloccato l’uscita da Wuhan. Il motivo non era impedire la diffusione del contagio perché in gennaio milioni di residenti di Wuhan erano stati per le vacanze in giro per la Cina per cui la diffusione fuori da Wuhan era già avvenuta. Inoltre la Cina non ha affatto bloccato i voli internazionali e anzi ha lamentato quando alcuni paesi hanno cercato di farlo per quelli dalla Cina per cui non le importava che si diffondesse nel mondo. Non c’era nessuna ragione sanitaria per il lockdown a Wuhan, dato che appunto finora nessuna autorità scientifica lo aveva mai raccomandato. Era invece solo una misura politica repressiva tipica del regime dittatoriale cinese per soffocare le proteste.

Tuttavia, dopo che il virus aveva attirato l’attenzione del mondo e si era anche diffuso tramite i voli dalla Cina, il governo di Xi ha usato la sua influenza sull’Oms, dove il capo è un etiope molto legato, come anche il suo governo, alla Cina, per raccomandarlo al resto del mondo.

Il metodo Wuhan in Occidente

Il governo di Xi a Wuhan invece ha tolto il lockdown l’8 aprile e da maggio in tutta la Cina non si rispettavano più le “distanze” affollandosi di nuovo al ristorante o in discoteca o in spiaggia come prima. Ma allo stesso tempo il regime di Xi ha usato tutti i mezzi per raccomandarlo al resto del mondo e ha colto l’occasione in particolare per usarlo contro Trump, che all’epoca era avviato a vincere l’elezione con l’economia americana che girava ai massimi.

L’Oms si è prestata a questa operazione politica e ha modificato la sua raccomandazione, senza fornire nessuna nuova evidenza scientifica che lo dimostrasse utile. Per chi avesse dubbi, John Ioannidis, uno dei primi cento scienziati al mondo, esperto in metodologie scientifiche ed epidemiologo, ha pubblicato con altri uno studio comparativo su venti paesi a Stanford che dimostra come il lockdown non serve e i danni sono maggiori dei benefici (vedi “Assessing mandatory stay- at- home and business closure effects on the spread of Covid-19”).

I veri dati della Cina

L’unica ragione per cui il lockdown è stato raccomandato in Occidente era la Cina lo aveva adottato a Wuhan. L’Italia è stata la prima a farsi convincere a farlo in stile Wuhan e poi con il suo esempio la Spagna, Francia, Uk e Usa.

La Cina intanto aveva invece riaperto tutto da aprile e ha detto che non aveva più decessi. Il motivo è che, se si guarda le statistiche di Wuhan in alcuni studi pubblicati, non mostravano mai morti sopra gli 80 anni per il Covid-19. Evidentemente chi aveva più di 80 anni e moriva non veniva mai classificato come Covid. Anche in Italia, se si escludessero dal conto dei morti Covid quelli sopra gli 80 anni, il fenomeno Covid si ridurrebbe del 90%. Sia le grandi multinazionali, che hanno tutte importanti interessi in Cina, che la Cina stessa hanno beneficiato enormemente del lockdown. I governi occidentali, per compensare la chiusura delle attività sociali e il confinamento in casa della popolazione hanno fatto enormi deficit, ma la produzione è stata ostacolata dal lockdown e il deficit estero specie degli Usa è esploso verso la Cina.

Lockdown, un affare per le multinazionali

Come si sa inoltre, per effetto del lockdown centinaia di milioni di persone in Occidente sono state costrette a stare in casa, attrezzandosi con computer, tablet e cellulari, video conferenze e spedizioni e consegne a casa. Questo ha creato un boom per le multinazionali della tecnologia digitale e dei servizi di spedizione come Amazon, che di fatto distribuisce prodotti che provengono in maggioranza dalla Cina, Google, Apple, Facebook, Microsoft, i semiconduttori ecc.