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Il vero virus cinese è il lockdown - Seconda parte

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In questo modo, il valore delle società del Nasdaq come Microsoft o Amazon è pure esploso in borsa arricchendo i miliardari che le possiedono di centinaia di miliardi. Bill Gates, ad esempio, ha dichiarato di avere donato un paio di miliardi all’Oms e a istituti che raccomandavano il lockdown. Non sorprende: l’uso di computer e software è esploso e Microsoft è salito di oltre 300 miliardi in borsa e la quota di Bill Gates di circa 30 miliardi, oltre al resto dei suoi investimenti.

Da aprile la Cina produceva normalmente ed esportava più di prima in Occidente dove il lockdown invece ostacolava la produzione, ma i governi distribuivano sussidi e si indebitavano. Ad esempio, il costo dei containers dalla Cina è triplicato per il volume di beni in più esportati. Nel frattempo il “virus cinese” ha determinato alla fine la sconfitta di Trump, il primo Presidente Usa che cercava di contrastare l’imperialismo cinese.

Tutta la storia del lockdown è in fondo una strategia politica cinese ben architettata, prima rivolta a soffocare le proteste interne a Wuhan (come da loro è abitudine) e poi a sfruttare l’occasione per indebolire l’Occidente e sconfiggere Trump.