Il vertice che ha visto riunirsi le grandi potenze dell’Est e del Sud del mondo a Tianjin impone alcune riflessioni.
È noto da anni che l’asse politico ed economico del mondo sta sempre più spostandosi ad Oriente, verso la Cina e i Paesi che le ruotano attorno. Secondo molti Trump è l’unico responsabile di star distruggendo l’Occidente e di favorire l’ascesa dei Paesi orientali. Proprio colui che sta cercando in tutti i modi di non far convergere verso Pechino la Russia, che oggi rappresenta l’ago della bilancia tra Oriente ed Occidente. Criticare il Tycoon è cosa più che legittima. Sorprende però constatare da chi arrivano le critiche.
A condannare Trump sono coloro i quali lo accusavano di aver sdoganato a livello internazionale il criminale di guerra Putin con il vertice in Alaska; gli stessi che non si sono resi conto, ed il vertice di Tianjin ne è una prova lampante, che Putin in questi anni ha continuato a fare affari con mezzo mondo.
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Altra ipocrisia ideologica è che a criticare il presidente degli USA per la politica internazionale siano i più convinti occidentalisti e i più strenui europeisti filo-ucraini, coloro che continuerebbero a sanzionare la Russia all’infinito o che forse andrebbero a combattere con Macron. Il nodo non è l’essere filoucraini, che è giustissimo, ma ignorare che Trump sta sanzionando l’India di Modi proprio perché continua ad acquistare petrolio russo.
Sorprende infine che ad accusare Trump di star rafforzando l’Oriente siano anche le persone più antiamericane ed antioccidentaliste che esistano. Tra di loro vi sono anche politici e giornalisti di fede dichiaratamente comunista, che hanno sempre strizzato l’occhio alla Russia e all’ ascesa della comunista Cina. In democrazia è lecito pensare ciò che si vuole, ma servirebbe più coerenza ed onestà intellettuale.
Flavio Maria Coticoni, 6 settembre 2025
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