Quella della formazione resta una sfida ancora tutta da vincere per l’Italia. Non solo perché dalle università del nostro Paese escono in percentuale meno giovani laureati rispetto a quanto avvenga nel resto dell’Unione europea, ma anche per le discipline più gettonate. Se gli studi umanistici vanno per la maggiore sono infatti ancora pochi i laureati Stem, acronimo inglese che raccoglie competenze tecnico-scientifiche quali ingegneria, matematica, scienze naturali o statistica.
Occorre quindi un cambio di passo, serve un gioco di squadra istituzioni-imprese per evitare che questo gap formativo ricada sulla competitività del Paese, soprattutto in un mondo che sta per essere ridisegnato da rivoluzioni tecnologiche quali l’intelligenza artificiale.
Tra le imprese che hanno fatto da apripista nell’affrontare la sfida, c’è iliad, il gruppo tlc che in poco più di sette anni di attività ha cambiato il mercato italiano, totalizzando 12,8 milioni di utenti attivi nel mobile e fisso.
iliadship, iniziato il nuovo corso del terzo anno
Fulcro dell’impegno di iliad nella formazione è iliadship, il progetto con cui la società sostiene ogni anno dieci giovani universitari accompagnandoli in un percorso di crescita che unisce formazione, mentorship e contatto con il mondo del lavoro (Qui il link). Pochi giorni fa il primo incontro al termine del bando che ha selezionato cinque ragazze e cinque ragazzi provenienti da alcuni dei più importanti atenei italiani: Politecnico di Milano, La Sapienza di Roma, Università di Pisa, Torino, Trento e Bologna e NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. Un mix quindi di competenze che riflette la natura multidisciplinare del progetto.
Levi: “iliad investe nelle competenze dei giovani”
«Per iliad, creare connessioni sostenibili significa anche investire nelle competenze delle nuove generazioni offrendo ai giovani strumenti concreti e una community in cui crescere e confrontarsi», ha spiegato Benedetto Levi, Amministratore Delegato di iliad Italia. «iliadship nasce tre anni fa con questo obiettivo e si conferma, un’edizione dopo l’altra, un progetto unico per guardare alla formazione in modo innovativo, in grado di generare un impatto concreto sull’intero ecosistema italiano».

Orientamento agli studi e povertà educativa
Da qui anche l’impegno di iliad per l’orientamento dei giovani agli studi STEM e al lavoro che vedrà presto la società di nuovo in campo nel proporre nuovi format e programmare altri incontri nelle principali città italiane, proseguendo un tour già avviato nel 2025. L’evento sarà un’occasione speciale per scoprire le materie STEM in un contesto informale ma altamente stimolante, dove si intrecciano apprendimento e divertimento. L’ultima edizione ha visto il contributo di esperti come Roberto Vaccani, Francesco Profumo e Luisa Torsi.
Il risultato sarà una sorta di “road show” della formazione e della conoscenza con cui iliad vuole contrastare la povertà educativa attraverso percorsi di formazione per le giovani generazioni. Come quello che prosegue da oltre tre anni con l’associazione “Il Cielo Itinerante”, dove lo studio dello spazio e l’osservazione del cielo sono il fil rouge di un racconto con cui iliad stimola i giovani a puntare in alto, a volgere lo sguardo e i desideri al di là del contesto socio-economico in cui sono nati. Un modo per avvicinare bambini e bambine, spesso in condizioni di povertà educativa, allo studio delle materie STEM che iliad e “Il Cielo Itinerante” hanno declinato in numerose iniziative sul territorio come “Il tour Italia Brilla”, che ha con convolto oltre 450 bambini in diverse città italiane, o “Il progetto Operazione Cielo, in collaborazione con l’Università di Stanford” ma anche Summer Camp itineranti.
In fondo lo stesso termine “desiderio” esprime nella sua etimologia latina (de-sidus) proprio la mancanza che l’uomo prova delle stelle e la sua voglia di mettersi alla ricerca, di scoprire. Perché la formazione è un tema sempre più strategico nel nostro Paese ed è ora che raccolga l’attenzione che merita.

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