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In caso di governo giallorosso, ecco il nuovo Presidente della Repubblica

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Ancora non sappiamo se ci sarà una nuova maggioranza. Speriamo di no. Intanto si può osservare un fatto. Cruciale, nella trattativa, è la volontà della sinistra (tutta, Pd e 5 stelle) di eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Sarebbe già pronto Romano Prodi, simbolo del potere eurocratico. La sinistra infatti non ritiene che un uomo o una donna di destra (liberale, cattolica, conservatrice) possa rappresentare l’unità della nazione. Sono degni soltanto cattolici di sinistra ed ex comunisti.

Senza tornare troppo indietro, possiamo notare che solo due presidenti erano ascrivibili all’area di centrodestra. Giovanni Leone, che di fatto mise fine al primo tentativo di centrosinistra, fu costretto a lasciare il Quirinale a causa di una inchiesta di Camilla Cederna sull’Espresso. Inchiesta totalmente infondata. Cederna ed Espresso furono condannati per diffamazione, Leone fu riabilitato. Ma ormai se n’era andato. L’altro fu Cossiga fatto passare per pazzo dai Democratici di sinistra che ne chiedevano l’impeachment quasi tutti i giorni.

Vediamo invece un paio di profili indicativi. Oscar Luigi Scalfaro rappresentava il cattolico di sinistra. Aveva fatto parte, per sua stessa ammissione, di tribunali del popolo che, alla fine della guerra, fucilarono presunti fascisti senza giusto processo. Giorgio Napolitano rappresentava gli ex (?) comunisti. Napolitano nel 1956 lodò i carri armati sovietici che invadevano Budapest, all’inizio degli anni Settanta lodò l’umanità dell’Urss che si limitava a esiliare Solzenicyn e nel 1977 si oppose, su ordine di Berlinguer, alla Biennale del dissenso alla quale erano stati invitati gli artisti dissidenti d’oltrecortina. Ecco gente così va bene. Un conservatore, no.

Alessandro Gnocchi, 27 agosto 2019