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Incredibile delirio Covid: report incinta respinta dalla Nuova Zelanda e accolta dai talebani

L’assurdo “pellegrinaggio” di una reporter neozelandese: costretti a rifugiarsi in Afghanistan

Charlotte Bellis

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Il Covid tutto inghiotte, anche la libertà, anche i diritti più elementare. Al punto che, qualche volta, diventa difficile distinguere una democrazia liberale dal regime dei talebani.

Da questo punto di vista, la storia di Charlotte Bellis, giornalista neozelandese in forze ad Al Jazeera, ha dell’incredibile. La donna, che si trovava al quartier generale dell’emittente in Qatar, ha scoperto di essere incinta. Tuttavia, nel Paese, essere in dolce attesa senza essersi prima sposate è considerato addirittura un reato. La reporter e il suo compagno, quindi, avrebbero dovuto fare la cosa più ovvia: rientrare nella loro nazione d’origine. Manco per idea: le norme antivirus, con lo strascico di restrizioni ai movimenti dei viaggiatori, lo impedivano. La coppia ha allora fatto un altro tentativo in Belgio, ma essendo privi di un permesso di lungo soggiorno, i due si sono ritrovati di nuovo nei guai.

Sapete come hanno risolto? Bellis ha dovuto riprendere in mano la sua rubrica afgana e sfruttare i contatti che aveva maturato con le locali autorità. Insomma, ha dovuto chiedere ospitalità ai talebani. I quali, con ogni probabilità consapevoli dell’occasione di guadagnare, senza la minima fatica, un clamoroso spottone mondiale, l’hanno accolta a braccia aperte. Persino rassicurandola: “Qui andrà tutto bene” – che lo dicessimo noi italiani ai tempi della prima ondata di Covid, durante il regno del caudillo Giuseppe Conte, è un altro paio di maniche…

Ecco a cosa si è ridotto l’Occidente: paralizzato dal virus, da limitazioni demenziali che peraltro, com’è ormai ampiamente dimostrato, non servono a impedirne la diffusione, umiliato persino dai talebani.