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Iren investe 12,7 miliardi per crescere aiutando l’ambiente

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Iren stanzia 12,7 miliardi per crescere accompagnando il Paese da qui al 2030 verso un futuro davvero sostenibile che vede le sue pietre miliari nella decarbonizzazione, nello sviluppo delle rinnovabili, nelleconomia circolare, nellefficienza energetica e nella salvaguardia delle risorse naturali. Insomma quello preso da Iren è un “impegno di sistema” per di più affiancato a 7.000 assunzioni nell’arco del piano, con cui la multiutility presieduta da Renato Boero e guidata da Gianni Vittorio Armani vuole affermarsi come punto di riferimento nel territorio, imporsi come leader nella transizione ecologica ed essere la prima scelta degli stakeholder per gli alti livelli di qualità del servizio offerto. Emblematiche di questo approccio due iniziative industriali del gruppo per il riutilizzo della plastica e per la produzione di pallet da scarti di legno, quindi tutelando le foreste. Ma andiamo con ordine. 

 

Un piano industriale tutto verde 

L’amministratore delegato di Iren, Gianni Vittorio Armami

Il piano industriale della multiutility poggia su un ammontare complessivo di 12,7 miliardi di investimenti, il doppio rispetto alla media annua del periodo 2015-2020, di cui circa l’80% sono del tutto green. Si tratta di un grande sforzo finanziario e industriale con cui Iren centrerà tre obiettivi strategici: 1) la transizione ecologica con una progressiva decarbonizzazione di tutte le attività e il rafforzamento della leadership nelleconomia circolare e nellutilizzo sostenibile delle risorse; 2) la territorialità con unestensione del perimetro nei territori storici e levoluzione a partner di riferimento per le comunità ampliando il portafoglio di servizi offerti, 3) la qualità attraverso il miglioramento delle performance e la massimizzazione dei livelli di soddisfazione dei clienti e dei cittadini. Gli 8,7 miliardi di investimenti verdi sono dedicati in particolar modo per supportare la resilienza delle città e per progetti di decarbonizzazione; grande attenzione poi all’economia circolare, con un impegno di oltre 2,5 miliardi, il 66% dei quali è destinato allo sviluppo delle 5 filiere connesse alla raccolta urbana, tra cui lespansione della capacità di trattamento e riciclo e allo sviluppo di due impianti waste to energy e waste to chemical. In ogni caso più del 70% degli investimenti cumulati è destinato ai settori regolati o semi regolati, al fine di potenziare, ammodernare e digitalizzare i servizi a rete, con particolare focus sugli impianti di depurazione, di estendere il teleriscaldamento e di migliorare la qualità del servizio della raccolta rifiuti urbani con lobiettivo di incrementare il recupero di materia in impianti propri. Ma c’è spazio anche per lo shopping: 1,8 miliardi di euro, pari al 14% del totale, destinati al consolidamento di società partecipate, alla partecipazione alle gare gas e sul fronte dei rifiuti aumentando le porzioni di territorio (in termine tecnico “Ato, Ambiti territoriali ottimali”) in cui Iren è leader.

 

 

La centrale Iren per il teleriscaldamento situata nell’area del Politecnico, a Torino

 

Dividendi in crescita 

Iren conta di centrare al 2030 un utile netto prossimo ai 500 milioni, si tratta di  270 milioni in più rispetto al 2020. Tutto questo, nonostante il forte incremento degli investimenti permetterà di confermare la remunerazione agli azionisti del precedente piano con un dividendo pari a 10 euro per azione sullutile netto 2021 (+5,3%) e una crescita del 10% annua fino al 2025. Nella seconda parte di piano, la cedola sarà pari al 50-55% dellutile netto di gruppo. “Iren si pone come il partner preferenziale per cittadini e pubbliche amministrazioni per soddisfare le necessità e trovare soluzioni avanzate”, sottolinea il presidente Renato Boero ricordando laccelerazione delle attività di crescita per linee esterne con operazioni di M&A o con “il consolidamento di società già partecipate. Sono inoltre previsti 1,6 miliardi di euro in progetti legati allinnovazione e 600 milioni legati alla digitalizzazione dei nostri business”. Limpianto strategico del nuovo piano industriale poggia su tre pilastri: “transizione ecologica, la qualità del servizio e la territorialità”, aggiunge l’amministratore delegato e direttore generale Gianni Vittorio Armani. “Grazie a 12,7 miliardi di investimenti – prosegue Armani –  il Gruppo Iren sarà in grado di raddoppiare il proprio business ottenendo un ebitda atteso pari a 1,8 miliardi, grazie anche allingresso nel perimetro di 7.000 nuovi lavoratori. Nonostante la decisa accelerazione sul fronte degli investimenti, siamo confidenti di mantenere unequilibrata struttura finanziaria che ci permetterà di offrire unappetibile politica dei dividendi grazie alla robusta generazione di cassa”. In particolare Iren vuole mantenere lattuale livello di rating dellagenzia Fitch pari a BBB.

 

L’impianto I BLU San Giorgio di Nogaro (Udine)

 

Pallet da legno riciclato e plastica per l’asfalto

Per apprezzare meglio lo stringente concetto di “economia circolare” scelto da Iren nelle proprie strategie industriali vale la pena soffermarsi su due iniziative del gruppo: l’innovativo impianto che sorgerà a Vercelli per produrre pallet esclusivamente da scarti del legno e, in provincia di Udine, il sito di San Giorgio di Nogaro dedicato all’impiego della frazione non recuperabile della plastica. Partiamo da nord ovest, siamo a Vercelli e grazie a un investimento di 56 milioni sorgerà il primo sito in Italia capace di produrre pallet pressato esclusivamente da legno riciclato: 750.000 pezzi all’anno oltre a blocchetti (135.000 metri cubi) da inserire come distanziali tra le assi dei pallet tradizionali. Si stima che l’impianto permetterà di evitare l’abbattimento fino a un massimo di 115mila alberi, un contributo consistente alla riforestazione del nostro Paese prevista dal Piano di Ripresa e Resilienza elaborato dal governo. Sarà garantito infatti il recupero totale della materia prima, che potrà “tornare all’origine” ed essere riutilizzata, potenzialmente allinfinito. Tutti i processi di trattamento del legno all’interno del sito rispetteranno inoltre ampiamente le soglie di emissione previste sia in termini di polveri che di additivi con riferimento ai valori minimi e tutti i mezzi di movimentazione saranno elettrici. La massima attenzione all’ambiente ha ispirato anche l’esperienza iBlu che, con limpianto di San Giorgio di Nogaro, ha permesso di sviluppare soluzioni innovative come limpiego della frazione non recuperabile della plastica (plasmix) anche nel settore siderurgico, utilizzando il polimero come agente riducente nel processo di fabbricazione dellacciaio o nei conglomerati bitumosi utilizzati nel rifacimento dei manti stradali. Un modo per risparmiare materia prima e riutilizzare un prodotto altrimenti destinato ad essere smaltito.

 

 

 

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