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La canzone-profezia sulla crisi di governo

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Per spiegare la nostra noiosa crisi di governo, voglio provare la strada dell’esegesi di un curiosa canzone che mia nonna mi cantava da bambino. Ora, non voglio far finta di tirarmela, ma con Google ho scoperto che era di Rodolfo De Angelis e, grazie a Wikipedia, ho scoperto che mentre De Angelis stava vivendo la sua vita incrociando Marinetti, Depero e tanti altri, la pubblicava nel 1933 con il titolo Ma cos’è questa crisi, unendo al testo un ritornello indimenticabile Paparapappapapapà… al quale nonna si dedicava con assoluto fervore (la canzone la trovate su youtube).

Oggi voglio svolgere una parziale analisi del suo testo visionario, per cercare di capire con un poco di ironia e di fantasia, cosa stia succedendo alla politica italiana. Raccomando l’ascolto prima di proseguire…

Si lamenta l’impresario (Mattarella) che il teatro più non va…

Ma non sa rendere vario lo spettacolo che dà…

“Ah la crisi…”

Ma cos’è questa crisi… ma cos’è questa crisi…

Metta in scena un buon autore (Renzi)

Faccia agire un grande attore (chissà chi sarà) e vedrà…

Che la crisi passerà!

La nostra esegesi vede già nella prima strofa l’impresario Sergio Mattarella lamentarsi per il goffo teatrino del governo Conte e della sua corte di miracolati ministri 5 Stelle. Lo spettacolo è deprimente e ormai ha stancato il pubblico. L’impresario sa che per andare avanti ci vuole un colpo di scena e che deve trovare un buon autore, l’ottimo Matteo Renzi, per scrivere un nuovo spettacolo e un grande attore per portarlo in scena.

Insomma, è sorprendente scoprire come già nel 1933 fosse scritto che Renzi sarebbe stato l’autore non solo dell’attuale, ma anche del prossimo governo per inaugurare il quale, con la complicità dell’impresario, è in questi giorni in cerca del nuovo attore “Che la crisi passerà!”.

Ma De Angelis andava avanti:

Un riccone avaro e vecchio dice: ahimè così non và

Vedo nero nello specchio chissà come finirà…

“Ah la crisi… mmh”

Ma cos’è questa crisi…

Ma cos’è questa crisi…

Cavi fuori il portafogli

Metta in giro i grossi fogli e vedrà…

Che la crisi finiràà!!

Eccola la nostra Unione europea, il “riccone avaro e vecchio”, che smettendo di vedere nero decide di affrontare questa crisi tirando fuori il portafogli con generosità e finalmente in modo solidale, mettendo in campo grandi risorse “Che la crisi finiràà!!”: la doppia à finale con doppio punto esclamativo mi fanno pensare che l’autore non volesse esprimere un auspicio ma fare una affermazione.

Ma autore e impresario, con l’aiuto blando di qualche Personaggio dimenticato (Pd), dovranno affidare al nuovo attore, sicuramente capace di coinvolgere altri protagonisti, i “grossi fogli” ovvero portare a termine i progetti del Recovery plan. Che, ormai si è capito, mai saranno fatti gestire dalla ciurma dei buoni a nulla e pronti a tutto del Conte, tra poco, prof Giuseppe. E lo sguardo si allarga nell’ultima strofa:

Tutte quante le nazioni si lamentano così

Conferenze riunioni ma si resta sempre lì

“Ah la crisi… ehhhh…”

Ma cos’è questa crisi…

Ma cos’è questa crisi…

Rinunziate all’opinione della parte del leone e chissà…

Che la crisi finirà!