Quando un partito perde voti, di solito fa una riflessione profonda. Profonda, si fa per dire: la colpa è sempre degli altri. La domanda vera sarebbe un’altra: hai perso per demerito tuo o per merito degli altri? Perché quando il corpo elettorale arriva al limite della pazienza, quando si sente ignorato, quando chi governa fa finta di niente, succede una cosa molto semplice: la gente cambia cavallo e non te lo viene a dire. Il popolo “silenzioso”, quello che vota senza fare rumore (e anche quello che fino a ieri si asteneva), cerca un partito che sia in totale contrasto con chi sta al potere.
Meglio ancora se quel partito riesce a trasformare il malcontento in un messaggio chiaro: “non vi vogliamo più”. È quello che è successo in Germania. L’AfD, Alternative für Deutschland, ha cavalcato lo scontento. Come? Con una strategia antica e sempre efficace: parlando con i cittadini. Se sei presente sul territorio, se ascolti davvero, se non tratti l’elettore come un fastidio, il gioco è fatto. Non serve essere politologi, analisti, sociologi: basta capire che cosa vuole la gente e perché. Capito questo, capito tutto.
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Ora, non è detto che l’AfD continui su questa scia: il successo è locale, circoscritto. Ma se i partiti europei, soprattutto quelli di sinistra, continuano a fare gli gnorri, a ignorare il malessere, a raccontare che va tutto bene mentre la gente dice il contrario… allora sì, che le sorprese arriveranno. E non saranno di poco conto.
Ezio Pozzati, 8 settembre 2026
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