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La (dannosa) eredità del comunismo italiano

partito comunista italiano
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La storia del comunismo italiano è stata una storia seria, troppo. E, a cent’anni, dalla sua nascita ufficiale, non è ancora finita. Continua, ma continua in farsa.

Quegli uomini che le dettero inizio infervorati da una fede profonda ma settaria, manichea, violenta (“la violenza è la levatrice della storia” già per Marx) hanno oggi i loro eredi in politici senza fede, cinici, attaccati al potere per il potere. È un classico per gli uomini di tutte le fedi. Come è un classico che essi non sconfessino il loro passsato e si creino nuovi idoli altrettanto pervasivi in cui far finta di credere, anche davanti alla loro coscienza.

Dal primo punto di vista, stiamo assistendo in questi giorni alla esagerata esaltazione del ruolo democratico che avrebbe svolto il Pci nel secondo dopogurra, del tutto dimentichi che quella politica “togliattiana” veniva seguita per direttive moscovite, e su basi geopolitiche sovranazionali, piuttosto che per intima convinzione (come l’atteggiamento verso i fatti di Ungheria del 1956 e di Praga nel 1968 avrebbe dimostrato ampiamente).

Dal secondo punto di vista, quella fiera dell’ipocrisia che è rappresentata dal “politicamente corretto” nostrano è sotto gli occhi di tutti ed è quotidianamente denunciata su queste pagine. La storia però non può essere giustiziera, e noi liberali dobbiamo concedere a quella comunista quello che i comunisti non concedono alla fascista. Ci fu del buono, come è sempre naturale nelle cose umane, anche in tanti comunisti o ex comunisti.

Ecco, l’eredità che il comunismo ha lasciato a tutti, anche a molti (ahimé) che militano a destra, è una visione gnostica della realtà: Bene contro Male, manicheismo, settarismo, delegittimazione morale dall’avversario. In una parola: mancanza in Italia di una condivisa sensibilità liberale.

Corrado Ocone, 21 gennaio 2021

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paolospicchidi@
paolospicchidi@
24 Gennaio 2021 18:21

@Culla`Lei mi rimprovera di aver preso, non capito e nemmeno letto uno scritto di Lewis Carroll, per scrivere un mio post, quello che ho scritto è invece un mixage di un racconto di Cesare Zavattini e credo un racconto di origini indiane e qui sotto le riporto entrambi. Lewis Carroll di cui molti anni anni fa ho letto con piacere Alice nel paese delle meraviglie e che lei dice io non ho capito, su che basi? Comunque, me lo spieghi lei che l’ha capito. E’ un ricordo della mia infanzia. Abitavo a Gottinga nel dicembre del milleottocentosettanta. Mio padre ed io giungemmo all’Accademia quando il presidente Maust stava cominciando l’appello dei partecipanti alla Gara Mondiale di Matematica. Subito babbo andò a mettersi fra gli iscritti dopo avermi affidato alla signora Katten, amica di famiglia. Seppi da lei che il colpo del cannone di Pombo, il bidello, avrebbe segnato l’inizio della storica contesa. La signora Katten mi raccontò un episodio, ignoto ai più, intorno all’attività di Pombo. Costui sparava da trent’anni un colpo di cannone per annunciare il mezzogiorno preciso. Una volta se n’era dimenticato. Il dì appresso, allora, aveva sparato il colpo del giorno prima, e così di seguito fino a quel venerdì del milleottocentosettanta, Nessuno a Gottinga si era mai accorto che Pombo sparava il colpo del giorno avanti.… Leggi il resto »

paolospicchidi@
paolospicchidi@
22 Gennaio 2021 21:01

@Tutti gli Anticomunisti a vario titolo presenti su questa Zuppa, me compreso/e anche no; e @tutti quelli capaci e disposti a vedere i propri scheletri, orrori e storture del proprio “armadio” ad esempio quello Liberale che e` anche un po’ il mio “armadio” e anche no. Di Libri Neri, non c’è solo quello sul Comunismo, libro che ne elenca le storture e gli orrori, libro di cui tra l’altro non avevo bisogno, visto che qualcosa delle storture e degli orrori ancora prima che venisse pubblicato, l’avevo letto su altri libri e articoli e ricordo che spesso si trattava degli stessi comunisti o persone di sinistra che ne denunciavano le storture e gli orrori. Ma di Libri Neri ce n’è per tutti i gusti e tutti ben documentati e non solo dagli oppositori ma anche dagli stessi sinceri sostenitori. E non manca quindi anche quello sul Liberismo. Ognuno celebra le bellezze proprie e denigra gli altri, sottolineando per l’appunto le bruttezze altrui, dimenticandosi di elencare, vedere le proprie bruttezze. Partiamo, per farci piacere, dalle bellezze del Liberismo, l’elenco delle bellezze del Liberismo e dintorni: Diritti Civili (proposte e realizzate spesso grazie alla punta più avanzata del Liberismo cioè i Radicali e appoggiate dai…lo sappiamo tutti, anche dai comunisti ma anche dal PLI. E se non ricordo male da qualche DC ecc.… Leggi il resto »

Enrico
Enrico
22 Gennaio 2021 18:49

Fa bene Cazzullo a rinfrescare la memoria di tanti veri e altrettanti finti smemorati. Lo ha già detto, da molto tempo, la storia con gli 80 e passa milioni di morti ammazzati in nome della più sanguinaria ideologia del secolo scorso: il marxismo leninista, perfezionato nella sua efficienza assassina dal “grande piccolo padre stalin”. Né, in quest’opera, è mancato, il concorso entusiasta dei partigiani rossi, qui in Italia.

Chi vuole festeggiare il centenario del comunismo farebbe bene a leggersi “Il sangue dei vinti” di Pansa.
Non lo ricordano i tanti, tutto casa e sezione, che ostentavano, con l’Unità in mano, la loro totale ignoranza.

Fingono di non ricordarlo i magnati del PCI che si sono affrettati a mascherasi dietro sigle e stemmi falsi, quando è crollato loro addosso il muro di Berlino. Con loro “non ricorda” nemmeno l’enorme massa dei lori clienti, costretti ad abbozzare per il tozzo di pane che, a tempo debito, ricevono.

Ricordano la tirannide comunista, e se ne sentono orfani, quelli dell’estrema sinistra; quelli che il pittoresco gergo popolare chiamava “bombaroli” e “gruppettari”. Fuori tempo massimo si sono riciclati indossando la casacca grillina. Non a caso, però, quel movimento, ormai, cerca solo potere e ha particolari riguardi a attenzioni per la Cina.

Giuseppe
Giuseppe
22 Gennaio 2021 8:30

Vorrei ricordare che i primi aderenti al fascismo furono coloro che poi virarono a sx. Marx aveva pronosticato male. Il comunismo non poteva che attecchire la’ dove c’era più miseria materiale e culturale. L’Italia, unica in Europa e con il vaticano, è stata la più vulnerabile. La doppiezza dei dirigenti è nota. ( rivedere,per il grosso pubblico, il film Baaria). Continuiamo su questa falsariga perché il conservatorismo è appannaggio di costoro. Pensano che la nostra cultura, ancorché bistrattata, sia da buttar via. Non è così. La competizione è la molla del progresso,non l’asservimento all’indottrinamento pro domo propria.

Werner
Werner
22 Gennaio 2021 0:35

L’Italia è impregnata di marxismo culturale più per colpa della DC che del PCI. Ricordiamoci che gli ha dato la scuola, che soprattutto dopo il Sessantotto, non fu più luogo di istruzione e formazione, ma di indottrinamento al marxismo culturale.

Gianluca
Gianluca
21 Gennaio 2021 23:49

L’Italia è la nazione occidentale ove il comunismo si è manifestato con maggior virulenza, altrove ha avuto un ruolo assolutamente marginale se non inesistente e dobbiamo chiederci perchè. Le cause possono essere tre: l’Italia è stata oppressa per secoli dal potere papalino, di cui i comunisti erano fieri avversari prima di apprestarsi a morire democristiani. Poi eravamo un popolo estremamente povero e sappiamo che povertà ed ignoranza viaggiano solitamente in coppia. L’ignoranza, per inciso, è il brodo di coltura di una ideologia confusa e menzognera come quella marxista. Infine entrano in gioco i rapporti di forza su scala internazionale, è chiaro che l’URSS aveva individuato la sua prossima preda nell’Italia, da invadersi attraversando il confine italo-jugoslavo, donde una pioggia di finanziamenti a quello che altrimenti sarebbe rimasto ciò che era, il fratello minore del Partito Socialista. Tre cause per una sfiga galattica: il PCI e i suoi derivati, compreso il terrorismo rosso, pure quello only made in Italy.

paolospicchidi@
paolospicchidi@
21 Gennaio 2021 20:18

****E I LIBERALI NO? Comunque…. Alla Gara Mondiale della Conta dei Morti, Feriti, Malnutriti, Malvestiti, Malcurati, Torturati, Imprigionati, Schiavizzati, Avvelenati, Esiliati, Deportati eccetera eccetera Causati dalle IDEOLOGIE, RELIGIONI ECC DEGLI ALTRI, vennero inviati a rappresentare per ogni fazione i migliori giovani e forti storico/matematici a disposizione per ogni singola parte per dare addosso alle altre parti. Tutti avevano la lingua lunga e la parlantina svelta. Nel grande salone in cui erano convenuti, c’erano tutti: Cristiani (divisi nelle loro varie divisioni) idem per gli Islamici, Ebrei, Induisti, Buddhisti, Shintoisti, le Religioni animiste, Agnostici, Atei. Religioni Sud Americane Precristiane, Oceaniche, Africane ecc ecc, poi c’erano i Socialisti i Comunisti, i Liberali, I Nazisti; i Fascisti, gli Anarchici, i Sovranisti, gli Europeisti, i Si Vax e i No Vax, i Mondialisti, i Repubblicani, i Monarchici gli ecologisti e quelli contro i vegetariani ecc e gli onnivori, ecc ecc insomma c’erano Tutti ma proprio Tutti, nessuno escluso. Ed erano TUTTI UGUALMENTE seduti intorno a una grande tavola rotonda. IL “GIUDICE” ad un certo punto suonò il gong e la gara cominciò. Tutti urlavano ed enumeravano i delitti altrui in gran quantità e non ne riconoscevano nemmeno uno di delitto perpetrato dalla propria parte e andarono avanti così per ore. Ad un certo punto il GIUDICE suono di nuovo il gong, la gara venne sospesa… Leggi il resto »

Fabio Bertoncelli
Fabio Bertoncelli
21 Gennaio 2021 17:46

L’eredità del comunismo?
Sangue e miseria.

L’eredità del comunismo italiano?
Sangue (il Triangolo della Morte), miseria e malaffare politico. E idioti come Kim.