in

La difesa è sempre legittima. Per un liberale - Seconda parte

Ma se proprio si vuole normare questo caso-limite, certo lo si deve fare nella direzione più benevola verso chi esercita l’autodifesa. Altrimenti questo disgraziato, oltre al danno di uno Stato latitante nella missione di tutelarlo, deve fare i conti con la beffa di uno Stato che lo persegue per essere stato obbligato a provvedere in proprio. È una beffa abituale in Italia, è la cronaca di un Paese strabico e vile, che condanna le vittime ad anni di carcere e perfino a risarcire i rapinatori, gli aggressori o i loro parenti (l’ultima storia è quella di Angelo Peveri, ma la casistica è purtroppo sterminata).

Per cui, con buona pace dell’Associazione Nazionale Magistrati (il cui presidente si è permesso di chiedere un “rinvio sine die”), dei deputati del Pd che straparlano di Far West, dei franchi tiratori a Cinque Stelle che votano contro il loro stesso governo, la legge in approvazione in queste ore, bandiera del ministro Salvini e sintetizzata nell’idea che non esista eccesso di legittima difesa, è un minimum di civiltà liberale. Stando a Locke, non alla Berghém Fest della Lega.

Giovanni Sallusti, 6 marzo 2019

Condividi questo articolo
  • 1K
    Shares

9 Commenti

Scrivi un commento
  1. Ottimo articolo. Il concetto è sacrosanto.
    E’ agghiacciante che si assista ad un certo dibattito, così come ci sia chi blateri di incostituzionalità, totalmente inventata ma ormai usata per impedire tutto quanto sia politicamente avverso.
    Paese comunista, ideologizzato fino al midollo.
    Ideologia da combattere con molto più vigore, culturalmente parlando, di quanto si sia fatto finora.
    Siamo semplicemente alla negazione delle fondamenta degli stati liberali moderni, alla negazione dei principi della convivenza civile.
    Se non è comunismo questo, non so cosa lo sia.
    Sono sia ignoranti che pericolosi, invasati come dei talebani perchè convinti di essere “nel giusto”.

  2. Si potrebbe assegnare ad ogni nucleo familiare(anche monofamigliare,ma solo se “etnicamente itagliano!) il totale di 1 agente di pubblica sicurezza.
    E con il liberalismo stiamo apppposto!
    Oltremodo,se ciò dovesse lasciare dei margini di insicurezza,si dovrebbe dare in agio(dopo un training presso le malavite organizzate,rigorosamente autoctone che sono un nostro fiore all’occhiello)agli “itagliani” di dotarsi di una 7 parabellum(ma anche della 9 ecchecazzo!!!…almeno sventriamo con più certezza i vari bastardi!)da usare in ogni dove il tal “itagliano” si trovi in difesa di se.
    Si ribalta il concetto di proprietà privata in una estensione su scala nazionale.
    In pratica,la famiglia,l’agente e l’arma personale possono agire in un contesto di “difesa personale” in ogni dove si sentano preda dell’insicurezza nel propio suol patrio.
    Per esempio,mi trovo su una seggiovia e vedo sotto di me,facciamo a 50 mt,un negro ciondolante magari,posso desumere dopo il training con la mia mafia itagliana,pure aderente alla fede islamica(un connubio perfetto! Da stroncare con diletto!) e la mia,personale o famigliare ma da tutelare sopra ogni legge “dei comunisti”, incolumità fisica sente un pericolo… sparo!
    Il problema potrebbe incistarsi se invece di un negro islamista ciondolante,seccassi Carlo Conti…ma voglio vedere se un giudice mi condannerebbe per un simile errore…alla fin fine anche il Conti,siamo sicuri nn sia un negro?
    Io devo difendermi,cazzo!
    E con l’anarchia risolviamo il problema della sovrabbondanza dei plebei.

  3. Si, sembra che vi siano discordanze politiche tra le vedute comuniste di Bergoglio e quelle di Gesù Cristo: il regno dell’aldilà infatti sembra un regno di estremissima destra, assolutamente meritocratico (i tralci che non portano frutto verranno raccolti e bruciati), assolutamente classista (una parte della gente viene cacciata all’inferno e lì ci rimane) certamente un regno basato sulla DISUGUAGLIANZA sociale. Infatti la lotta per l’uguaglianza sociale (vedi D’Alema) è una lotta per una società INGIUSTA e che assolutamente NON FUNZIONA.

  4. La contrarietà ad approvare una legge che stabilisca la legittimità incondizionata a difendersi e a difendere i propri beni da chi aggredisce o minaccia di farlo nasce dalle due culture a lungo egemoni in Italia, quella del cattolicesimo sociale, che con l’arrivo di Bergoglio ha pressoché assolutizzato l’evangelico “porgi l’altra guancia” e il perdono, e quella comunista che, contrariamente al principio liberale di privilegiare la responsabilità personale, deresponsabilizza il criminale e responsabilizza il contesto sociale, ovviamente tanto più quanto più si allontana dagli ideali di società socialista. Vale citare a tal proposito la definizione di “socialmente vicini” attribuita ai criminali comuni (assassini, rapinatori, stupratori) reclusi nei lager sovietici ed i privilegi loro accordati rispetto al trattamento inumano riservato ai “politici” (lo testimoniano Solzenicyn in Arcipelago Gulag e Salamov ne I racconti di Kolyma). Non dobbiamo pertanto meravigliarci del paradosso giurisdizionale italiano che condanna più severamente la vittima che si è difesa di quanto non faccia con l’aggressore, cui consente addirittura la richiesta di risarcimento degli eventuali danni fisici subiti per mano della vittima.
    P.S. Giusto per sottolineare a quali aberrazioni contraddittorie si possa arrivare in certe “narrazioni” tese, se non a giustificare, quantomeno a sfumare pregiudizialmente, in nome di uno sciagurato ecumenismo, la responsabilità degli autori di crimini imperdonabili (guarda caso una strage operata da terroristi musulmani), ricordiamoci delle parole di Bergoglio che a proposito della strage di Charlie Hebdo e delle sue motivazioni disse ai giornalisti più o meno che “se qualcuno offende mia madre (nel caso si trattava di Maometto – n.d.r.) io gli do un pugno”. Domanda: ma non è allora che Bergoglio giustifica la difesa come legittima solo se riguarda i musulmani ? Anche un papa, soprattutto se si chiama Bergoglio, può “non aver mai usato la Brillantina Linetti” come diceva l’ispettore Rock in un Carosello anni ‘60 a giustificazione del suo unico errore (molti di più per Bergoglio).

  5. Il cuore comunista dell’italia si ritrova nelle sue leggi protettrici di malviventi e nelle tante persone che le condividono. Davigo è arrivato a dichiarare che un furto amministrativo di un colletto bianco – facendo una divisione – equivale a un tot di scippi !
    (probabilmente a lui dello stress degli scippati e delle ferite in caso di cadute non gliene frega niente). Finché esisterà questa mentalità comunista nulla cambierà.

  6. Il motivo per cui la difesa è sempre legittima lo ha ripetuto innumerevoli volte Sgarbi a Quarta Repubblica: quando avviene l’infrazione non posso conoscere l’entità del pericolo e quindi mi difendo come posso. Subito. Senza attendere di subire l’offesa.
    Meloni ne aggiunge un altro pezzo: la proporzionalità può essere richiesta ad un esponente delle forze dell’ordine, addestrato (almeno in teoria) a gestire situazioni di pericolo e non ad un comune cittadino.
    Considerazioni troppo di buon senso.

  7. Condivido , ma la Giustizia Italiana non contiene : Severità della Pena , Immediatezza della Pena e Certezza della Pena forse non ci sarebbero questi dibattiti e persone come Sansonetti e Vauro dovrebbero trovare altri argomenti ( clandestini a parte ) per guadagnarsi un gettone di presenza nei talk show.

  8. Purtroppo si getta comunque fumo negli occhi, il caso di Peveri è stata una veloce esecuzione in strada (fuori dall’abitazione) con gli operai che avevano immobilizzato il ladro e lo avevano pure malmenato….
    Cerchiamo di essere almeno onesti se si vuole essere credibili….
    Cordiali Saluti

  9. Ma certo! Quelli, proprietari di un’isola sarda o di un attico a Manhattan o di un palazzetto da 2 milioni di euro a Firenze o proprietari di 1 miliardo di beni immobili hanno sempre proclamato che “la proprietà è un furto”, no?
    Quindi, per coerenza, lo Stato non si deve impicciare se qualche bravo ragazzo proletario attenta alla tua proprietà.
    Alla tua, non alla loro…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *