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La difesa è sempre legittima. Per un liberale

Questo stucchevolissimo dibattito sulla legittima difesa non dovrebbe neppure esistere, in un Paese di cultura liberale appena passabile. Certo, l’Italia non rientra in questa categoria. E infatti stanno spacciando per idea rivoluzionaria quella che dovrebbe essere un’ovvietà. La difesa è sempre legittima. Mai come in questo caso lo slogan politico e la ciccia filosofica coincidono.

Basterebbe ricordarsi di un gentiluomo britannico di nome John Locke, niente niente il padre del liberalismo. Per costui la costruzione di qualcosa come lo Stato assumeva un senso solo se finalizzata a garantire i diritti naturali dell’individuo: vita, libertà e proprietà. È per questo, che paghiamo il prezzo di una presenza intrusiva, sanzionatoria, opprimente tramite la tassazione, nelle nostre vite. Per essere assicurati nelle nostre libertà fondamentali. Quindi, se qualcuno sta minacciando la mia vita, l’integrità del mio corpo e della mia volontà, o quella dei miei cari, le mie proprietà, è evidente che lo Stato ha già fallito.

Siamo tornati prima del patto sociale e della politica, da un punto di vista liberale ortodosso ma coerente non avrebbe neppure senso che il Parlamento legiferasse su una situazione che implica la sua esautorazione. Mi riprendo il diritto di difendere i miei diritti, per palese inadempienza di chi avevo delegato a farlo, punto.

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9 Commenti

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  1. Ottimo articolo. Il concetto è sacrosanto.
    E’ agghiacciante che si assista ad un certo dibattito, così come ci sia chi blateri di incostituzionalità, totalmente inventata ma ormai usata per impedire tutto quanto sia politicamente avverso.
    Paese comunista, ideologizzato fino al midollo.
    Ideologia da combattere con molto più vigore, culturalmente parlando, di quanto si sia fatto finora.
    Siamo semplicemente alla negazione delle fondamenta degli stati liberali moderni, alla negazione dei principi della convivenza civile.
    Se non è comunismo questo, non so cosa lo sia.
    Sono sia ignoranti che pericolosi, invasati come dei talebani perchè convinti di essere “nel giusto”.

  2. Si potrebbe assegnare ad ogni nucleo familiare(anche monofamigliare,ma solo se “etnicamente itagliano!) il totale di 1 agente di pubblica sicurezza.
    E con il liberalismo stiamo apppposto!
    Oltremodo,se ciò dovesse lasciare dei margini di insicurezza,si dovrebbe dare in agio(dopo un training presso le malavite organizzate,rigorosamente autoctone che sono un nostro fiore all’occhiello)agli “itagliani” di dotarsi di una 7 parabellum(ma anche della 9 ecchecazzo!!!…almeno sventriamo con più certezza i vari bastardi!)da usare in ogni dove il tal “itagliano” si trovi in difesa di se.
    Si ribalta il concetto di proprietà privata in una estensione su scala nazionale.
    In pratica,la famiglia,l’agente e l’arma personale possono agire in un contesto di “difesa personale” in ogni dove si sentano preda dell’insicurezza nel propio suol patrio.
    Per esempio,mi trovo su una seggiovia e vedo sotto di me,facciamo a 50 mt,un negro ciondolante magari,posso desumere dopo il training con la mia mafia itagliana,pure aderente alla fede islamica(un connubio perfetto! Da stroncare con diletto!) e la mia,personale o famigliare ma da tutelare sopra ogni legge “dei comunisti”, incolumità fisica sente un pericolo… sparo!
    Il problema potrebbe incistarsi se invece di un negro islamista ciondolante,seccassi Carlo Conti…ma voglio vedere se un giudice mi condannerebbe per un simile errore…alla fin fine anche il Conti,siamo sicuri nn sia un negro?
    Io devo difendermi,cazzo!
    E con l’anarchia risolviamo il problema della sovrabbondanza dei plebei.

  3. Si, sembra che vi siano discordanze politiche tra le vedute comuniste di Bergoglio e quelle di Gesù Cristo: il regno dell’aldilà infatti sembra un regno di estremissima destra, assolutamente meritocratico (i tralci che non portano frutto verranno raccolti e bruciati), assolutamente classista (una parte della gente viene cacciata all’inferno e lì ci rimane) certamente un regno basato sulla DISUGUAGLIANZA sociale. Infatti la lotta per l’uguaglianza sociale (vedi D’Alema) è una lotta per una società INGIUSTA e che assolutamente NON FUNZIONA.

  4. La contrarietà ad approvare una legge che stabilisca la legittimità incondizionata a difendersi e a difendere i propri beni da chi aggredisce o minaccia di farlo nasce dalle due culture a lungo egemoni in Italia, quella del cattolicesimo sociale, che con l’arrivo di Bergoglio ha pressoché assolutizzato l’evangelico “porgi l’altra guancia” e il perdono, e quella comunista che, contrariamente al principio liberale di privilegiare la responsabilità personale, deresponsabilizza il criminale e responsabilizza il contesto sociale, ovviamente tanto più quanto più si allontana dagli ideali di società socialista. Vale citare a tal proposito la definizione di “socialmente vicini” attribuita ai criminali comuni (assassini, rapinatori, stupratori) reclusi nei lager sovietici ed i privilegi loro accordati rispetto al trattamento inumano riservato ai “politici” (lo testimoniano Solzenicyn in Arcipelago Gulag e Salamov ne I racconti di Kolyma). Non dobbiamo pertanto meravigliarci del paradosso giurisdizionale italiano che condanna più severamente la vittima che si è difesa di quanto non faccia con l’aggressore, cui consente addirittura la richiesta di risarcimento degli eventuali danni fisici subiti per mano della vittima.
    P.S. Giusto per sottolineare a quali aberrazioni contraddittorie si possa arrivare in certe “narrazioni” tese, se non a giustificare, quantomeno a sfumare pregiudizialmente, in nome di uno sciagurato ecumenismo, la responsabilità degli autori di crimini imperdonabili (guarda caso una strage operata da terroristi musulmani), ricordiamoci delle parole di Bergoglio che a proposito della strage di Charlie Hebdo e delle sue motivazioni disse ai giornalisti più o meno che “se qualcuno offende mia madre (nel caso si trattava di Maometto – n.d.r.) io gli do un pugno”. Domanda: ma non è allora che Bergoglio giustifica la difesa come legittima solo se riguarda i musulmani ? Anche un papa, soprattutto se si chiama Bergoglio, può “non aver mai usato la Brillantina Linetti” come diceva l’ispettore Rock in un Carosello anni ‘60 a giustificazione del suo unico errore (molti di più per Bergoglio).

  5. Il cuore comunista dell’italia si ritrova nelle sue leggi protettrici di malviventi e nelle tante persone che le condividono. Davigo è arrivato a dichiarare che un furto amministrativo di un colletto bianco – facendo una divisione – equivale a un tot di scippi !
    (probabilmente a lui dello stress degli scippati e delle ferite in caso di cadute non gliene frega niente). Finché esisterà questa mentalità comunista nulla cambierà.

  6. Il motivo per cui la difesa è sempre legittima lo ha ripetuto innumerevoli volte Sgarbi a Quarta Repubblica: quando avviene l’infrazione non posso conoscere l’entità del pericolo e quindi mi difendo come posso. Subito. Senza attendere di subire l’offesa.
    Meloni ne aggiunge un altro pezzo: la proporzionalità può essere richiesta ad un esponente delle forze dell’ordine, addestrato (almeno in teoria) a gestire situazioni di pericolo e non ad un comune cittadino.
    Considerazioni troppo di buon senso.

  7. Condivido , ma la Giustizia Italiana non contiene : Severità della Pena , Immediatezza della Pena e Certezza della Pena forse non ci sarebbero questi dibattiti e persone come Sansonetti e Vauro dovrebbero trovare altri argomenti ( clandestini a parte ) per guadagnarsi un gettone di presenza nei talk show.

  8. Purtroppo si getta comunque fumo negli occhi, il caso di Peveri è stata una veloce esecuzione in strada (fuori dall’abitazione) con gli operai che avevano immobilizzato il ladro e lo avevano pure malmenato….
    Cerchiamo di essere almeno onesti se si vuole essere credibili….
    Cordiali Saluti

  9. Ma certo! Quelli, proprietari di un’isola sarda o di un attico a Manhattan o di un palazzetto da 2 milioni di euro a Firenze o proprietari di 1 miliardo di beni immobili hanno sempre proclamato che “la proprietà è un furto”, no?
    Quindi, per coerenza, lo Stato non si deve impicciare se qualche bravo ragazzo proletario attenta alla tua proprietà.
    Alla tua, non alla loro…

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