Esteri

La flottiglia dei radical chic va a fondo

Pacifisti in crociera tra lusso e fanfaronate: zero coerenza. Dall’ambiente al terrorismo, sempre a spese nostre

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I comunisti conquistano i caveau, vanno in Parlamento con la Tesla, si sfondano di crociere solidali con se stessi, per gli sponsor, ma resta in loro una retro-anima imbarazzante. Saranno le cause perse, sarà quel cinismo di mettersi in mezzo ai mali del mondo col sorriso da selfie, quella rogna morale sotto i veli bianchi dell’indignazione, ma ogni volta che intraprendono qualcosa, con largo spreco di mezzi, di lussi, gli si ritorce contro e fanno la figura dei coglioni. Fanfare e fotografi, pose e stive piene per la Flotilla che punta a portare tonnellate di derrate ai compagni di Hamas, che subito le requisiscono, le fanno sparire, le mettono a borsa nera, ma non fanno in tempo a consumare il pantagruelico pasto, filmato più o mano maldestramente, che debbono tornare indietro praticamente senza lasciare il porto. Eh, il vento a 30 nodi. Si sa mai.

Intrepidi però questi pirati del Bene condotti dalla kapitana Greta che ha sostituito la Carola nell’immaginario marinaro sovversivo: basta una brezza che tornano in rada. Eh, i cambiamenti climatici (se non ci fossero, bisognerebbe inventarli). A vederla, questa Thunberg ripiena, saranno le spanciate sugli yacht solidali, sempre più simile al paggio Fernando, uno si chiede: turbolenza o flatulenza? Già, tu puoi avere dietro i Soros, i Fratelli Musulmani, il Qatar che inonda di soldi le “Flotilla”, puoi fartela con gli emissari di Hamas, ma finisci per coprirti di ridicolo.

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Questa Greta che ci malediva tutti perché le avevamo rubato il futuro, pretendeva treni personali senza scorie, senza plastiche e adesso non si fa scrupolo di solcare i settemari con i panfili o le bagnarole che buttano kerosene a fiumi – dal fiume al mare, proprio – e tutti scaricano i tossicissimi cellulari in acqua “per non farsi tracciare” dal perfido governo giudeo. Espediente non resistente, ma ridicolo. Difatti i sionisti li hanno avvertiti i nostri sovvenzionati speciali: fate di uscire tanto così e vi veniamo a ripescare per scaricarvi in cella come terroristi. Safety first, sicurezza prima di tutto: la loro, di questi insopportabili sciacalletti narcisi che si effigiano ilari, gioiosi, come per una gita, una crociera: e che altro sarebbe la mascalzonata in questione senza ombra di speranza di riuscita, di approdo? Lo sanno, lo sanno, del resto non hanno alcuna intenzione di arrivarci, l’ambiguità verso Hamas va bene qui, da qui, dal Mediterraneo cialtrone, Barcellona o Genova, Ada Colau o Riccardo Magi, e in mezzo Greta e i gretini, ma sia chiaro che è tutta una farsa, serve ai finanziatori, agli sponsor, alle copertine, Flottilla come Big Pharma, Greta come Gimbe, i marinaretti come i virologi, i conflitti d’interesse come concerti, non è mai per soldi: è sempre per soldi.

Rotta per la Sicilia! Pirlati dei Caraibi, a noi! Sbraitano che “stanno uccidendo il mare” e lo soffocano coi loro giocattoli di lusso. Volevano abolire gli alimenti capitalisti e si sfondano di banchetti on board. Ce l’hanno col petrolio e l’hanno scelto come propellente solidale. Gli fa orrore sprecare l’acqua ma ne bruciano a tonnellate per i loro gesti su monumenti, fontane, strade, musei. Tutti per Hamas, Hamas per tutti. I bambini palestinesi? Di loro a nessuno importa meno che a questi cialtroni pronti a salpare dalla Spagna, ma alla maniera di Stanlio e Ollio: ariveduorci, adìo.

Tu chiamala, se vuoi, missione umanitaria: se no, missione disumana per conto di Io. Buffonata era cominciata, buffonata va a finire. Passata la tempesta, odo gretini far festa: si riparte! Non dimenticate di fare il giro dei media, che più ce n’è e più i fatturati salgono. È una questione di immagine, di immaginario, immagina la paggia Gretina a Gaza: non puoi, non ci vuole andare davvero, neanche sottobraccio a Francy Albanese, non più di quanto abbia voglia di dare un’occhiata al film del 7 ottobre, gente squartata e neonati cotti nei forni.

Israele, comprensibilmente, non si fida. Né di questi macabri pagliacci in posa, né dei loro carichi. Vorrebbe andare a sfruculiare in cambusa, a frugare tra gli aiuti umanitari, non sai mai cosa ci puoi trovare. Questa farsa macabra puzza di ambiguità da capo a piedi, è immonda già dalla pretesa di recare sollievo a una popolazione stritolata da Hamas sulla quale nessuno spiffera il refolo di una critica: silenzio di omertà quando non malcelato o perfino aperto sostegno. E lo sanno, come lo sa il mondo, che gli aiuti, se mai arrivano, vengono immediatamente requisiti, che neppure gli eserciti riescono a portarli in porto. E ci riesce questa ipocrita per tutte le stagioni, dal clima al gender, dai vaccini (per i quali donò 100mila euro) ad Hamas. Una volta tanto speriamo nei cambiamenti climatici, negli eventi estremi, e a chi tocca tocca.

Max Del Papa, 2 settembre 2025

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