Chi controlla la narrazione controlla il verdetto e orienta le coscienze. Da decenni il conflitto mediorientale viene raccontato come l’aggressione di un Golia nucleare dispotico (quasi onnipotente) contro un Davide disarmato. La fredda contabilità dei numeri racconta tutt’altro. Ho catalogato con pazienza e metodo ben 81 eventi occorsi dal 1882 al 2026, classificando dati attinti da fonti diversificate come: B’Tselem, UNRWA, IDF, OCHA, Amnesty International, ISPI, Benny Morris e Ilan Pappé. Dieci sono eventi politico-diplomatici, e rappresentano pietre miliari nella storia di questo conflitto ultra centenario. Ci sono 71 atti violenti con aggressori chiaramente identificabili .
Chi aggredisce chi
47 aggressioni dal fronte arabo, palestinese, e iraniano con il corollario dei proxy (Hezbollah, Hamas, Houthi). 28 provengono dal fronte israeliano. ll Rapporto è 1,7:1! Questo destabilizza un pelo la vulgata che descrive ebrei prima e israeliani poi come aggressori endemici.
Le vittime
Circa 48.000 morti sul fronte israeliano, 160.000 su quello arabo: rapporto 3,3:1. Ma chi invoca lo squilibrio come prova di colpevolezza compie un’abduzione callida e un filo squallida, perchè chi subisce più perdite in una guerra che ha iniziato non ne diventa vittima. Nessuno, infatti, definirebbe la Germania del ’45 come “aggredita”.
Il terrorismo come metodo
14 attentati terroristici di matrice arabo/palestinese contro 2 israeliani. 6 kamikaze + 140 nella sola 2ª Intifada, tutti arabi. 3 dirottamenti aerei, Monaco ’72, il volo Swissair, Ma’alot, l’Achille Lauro. Un quadro e un metodo sistematico.
Il “popolo palestinese”
Prima del 1964 il termine “palestinese” come identità nazionale non esisteva. Fu Arafat a costruirlo con l’OLP, la bandiera e il mito fondativo. Le rivolte del 1920, ’21, ’29 e ’36 furono rivolte arabe del Gran Muftì al-Husseini. Retrodatare l’identità palestinese al 1882 è un falso storico consapevole.
I dati non assolvono mai nessuno: Deir Yassin, Sabra e Shatila, Qibya restano macchie indelebili. Ma il quadro è tetragono: in 144 anni il fronte arabo ha aggredito con frequenza parossistica e quasi doppia, ha adottato il terrorismo come metodo e ha rifiutato ogni proposta di spartizione dal 1947 in avanti, trasformando la sconfitta in vittimismo permanente. Il supporto internazionale alle popolazioni colpite, come un sussidio permanente ed ereditabile (caso unico al mondo) con l’istituzione di una specifica organizzazione che si occupa solo dei palestinesi (UNRWA) mentre le crisi umanitarie nel resto del mondo sono gestite dal UNHCR (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), dove l’ereditarietà dello status di profugo non è contemplata. Il mondo ha creduto al posizionamento palestinese nonostante i numeri e le dinamiche innescate da una mole così elevata di aggressioni costanti volte a cancellare (tutt’ora) Israele dalle cartine geopolitiche.
Giulio Galetti, 12 maggio 2026
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