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La libertà della scuola e della cultura





Per gentile concessione dell’autore, un estratto da “Croce ed Einaudi. Teoria e pratica sul liberalismo”, libro di Giancristiano Desiderio, uscito da poco per Rubbettino. Per una settimana, tutte le sere, sul nostro sito troverete un’anticipazione, un piccolo boccone del libro appena uscito. Ecco la quinta puntata.

Ma la cultura è utile? (…) Il valore per eccellenza è qui proprio la libertà della cultura che deve trovare in sé stessa la forza per restare libera e non vendere l’anima al diavolo come, invece, è accaduto nel Novecento con il “tradimento degli intellettuali”.

E Luigi Einaudi? Era proprio ciò che Croce non fu: un professore, un uomo di scuola, un accademico, un insegnante (…) Dunque? Dunque, Einaudi è uno dei più grandi difensori della libertà della cultura e della libertà della scuola in un paese e in uno Stato che, purtroppo, hanno fatto della dipendenza della cultura dalle istituzioni e della scuola dallo Stato un vero e proprio dogma “falso e bugiardo” invertendo così quello che è davvero il caposaldo del liberalismo e della libertà: non è la cultura che deve fondarsi sulle istituzioni ma sono le istituzioni che devono fondarsi sulla cultura.

Da autentico liberale, non solo da profondo conoscitore delle libertà economiche, Einaudi, proprio perché insegnante e educatore, capì che il valore legale dei titoli di studio altro non era che una forma di monopolio statale dell’istruzione, che introduceva nel sistema scolastico e accademico un veleno che avrebbe finito con l’intossicare la scuola e l’università, fino a trasformarle in una sorta di grande macchina burocratica intenta a rilasciare diplomi il cui valore culturale è inferiore agli stessi “pezzi di carta” che li certificano.

Non è un caso che il maggior interprete della sua critica è stato un crociano come Salvatore Valitutti che ben sapeva che la crisi della scuola italiana era ormai irreversibile e per rimetterla in sesto non occorreva più, ormai, una riforma ma ripensarla nei suoi fondamenti giuridici per passare dal sistema della “scuola di Stato” al modello della “scuola libera”, come è illustrato nel libro La libertà della scuola in cui ho riunito proprio alcuni scritti di Einaudi e di Valitutti su questo tema delicatissimo della nostra vita civile che, non casualmente, è all’origine della crisi dello Stato e della democrazia italiana.

Giancristiano Desiderio, Croce ed Einaudi (Rubbettino 2020)

(5. segue)

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