Politica

La maestrina Albanese nelle scuole? Il caso s’ingrossa: “Non eravamo informati”

Dopo le segnalazioni in Toscana, ora anche in Emilia Romagna emergono due casi. Una dirigente: "Non eravamo a conoscenza dell’iniziativa presa dalla docente"

Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Si allarga il caso dei webinar con Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu per i territori palestinesi occupati, tenuti in alcune scuole italiane. Dopo le prime segnalazioni arrivate dalla Toscana, l’attenzione del Ministero dell’Istruzione e del Merito si è estesa anche ad alcuni istituti dell’Emilia-Romagna, dove sono in corso verifiche sulle modalità con cui gli incontri si sono svolti. I Comuni coinvolti sono quelli di San Lazzaro di Savena in provincia di Bologna e in provincia di Reggio Emilia, a Castelnovo Monti.

Al centro delle polemiche c’è un webinar promosso dalla rete Docenti per Gaza, seguito da alcune classi senza che – secondo quanto emerso – vi fosse una preventiva comunicazione formale né alla dirigenza scolastica né al Consiglio d’istituto. In uno dei casi finiti sotto osservazione, quello bolognese, una docente avrebbe collegato la propria classe all’incontro online dopo una normale ora di lezione.

La vicenda ha provocato la reazione di diversi genitori, che hanno contestato l’assenza di informazione preventiva e la mancata possibilità di esprimere un consenso consapevole alla partecipazione dei figli (che sono in quinta superiore). Proprio a seguito delle proteste, la dirigenza dell’istituto ha avviato una ricostruzione interna dell’accaduto.

Leggi anche:

La preside ha chiarito la posizione della scuola spiegando di aver chiesto una relazione alla docente coinvolta: “Sono in attesa della relazione didattica da me personalmente richiesta alla docente che ha preso l’iniziativa. Relazione che ho richiesto nel rispetto della libertà didattica, ma anche del pluralismo necessario per un apprendimento consapevole. Non eravamo a conoscenza dell’iniziativa presa dalla docente, né io come organo monocratico né il Consiglio di istituto come organo collegiale”, ha detto il dirigente scolastico al Resto del Carlino.

Secondo le ricostruzioni, durante il collegamento Francesca Albanese avrebbe presentato il suo libro Quando il mondo dorme, illustrando la propria esperienza e il suo punto di vista sulla situazione in Palestina e nei territori occupati. Proprio i contenuti dell’incontro e il contesto in cui sono stati proposti hanno alimentato il dibattito politico e istituzionale. “Da quello che mi è stato raccontato nella prima fase del collegamento Albanese ha presentato il suo libro ‘Quando il mondo dorme’ per, poi, spiegare che ora vive all’estero e che tutti i suoi conti sono stati bloccati a seguito di una serie di indagini sul suo conto. Da lì avrebbe, poi, parlato del suo passato, della sua conoscenza della Palestina, di Gaza, e di quanto sta accadendo“, ha dichiarato un genitore al quotidiano bolognese.

La questione, infatti, non riguarda solo il singolo episodio ma investe un tema più ampio: il confine tra libertà didattica, pluralismo dell’informazione e opportunità di trattare temi geopolitici altamente divisivi all’interno delle aule scolastiche, soprattutto in assenza di un confronto strutturato o di voci alternative.

Il ministero ha disposto accertamenti per verificare se le iniziative siano state svolte nel rispetto delle procedure previste e delle competenze degli organi scolastici. Gli sviluppi delle verifiche sono attesi nei prossimi giorni e potrebbero portare a ulteriori chiarimenti o provvedimenti.

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra