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La manifestazione di Torino e il solito vizietto del Pd

Un weekend, molti fatti interessanti e – a mio modo di vedere – due errori su cui riflettere.

1. Il primo riguarda la bella manifestazione “Sì Tav” di Torino, una giusta reazione alla decrescita grillina, un sano “vaffa” al loro regressismo ormai perfino inconsapevole. Ottimo. Peccato però per il tentativo Pd di metterci il cappello sopra: manipolando i fatti, e fingendo di non sapere che in piazza a Torino c’erano anche elettori di centrodestra e leghisti. Peggio del Pd, solo alcuni editorialisti desiderosi di farsi avanguardia leninista pronta a spiegare alle masse “che fare”: il vizietto è sempre quello, usare i cittadini e gli elettori nei giorni pari, e invece disprezzarli nei giorni dispari. Senza mai provare a capirli, a interpretarli, ad ascoltarli.

2. Il secondo errore riguarda i grillini, esultanti per l’assoluzione della Raggi. Ma, ben al di là delle questioni giudiziarie, Roma resta il tragico biglietto da visita dei M5S: dopo due anni e mezzi di governo, la Capitale (che già era ridotta male con le giunte precedenti) è ora totalmente allo sfascio. Trasporti, rifiuti, giardini, condizione “libanese” delle strade: tutto sa di catastrofe. I romani hanno molto sopportato, disgustati com’erano verso chi c’era prima in Campidoglio, ma la sabbia nella clessidra della pazienza si va rapidamente esaurendo.

Daniele Capezzone, 11 novembre 2018

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6 Commenti

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  1. Buongiorno Dr. PORRO mi spiega come mai ogni volta che accedo alla sua pagina mi chiede se voglio o meno ricevere notifiche ???
    La saluto cordialmente ( dal casentino

  2. Ma la merda che invade Roma non si esaurisce, anzi è in continua crescita, così come l’accidia dei Romani ! Si lamentano, si lamentano, ma il fallimento del referendum sull’ Atac ci dice che in fondo “nun je ne po’ frega’ de meno” !

  3. I romani hanno votato soltanto nella percentuale del 16% al referendum consultivo su anac.
    I casi sono due.
    O se ne fottono della loro città.
    O ne condividono lo sfascio per gretto interesse.
    Sono due punti accomunati dal menefreghismo sociale.

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