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La menzogna dell’euro “irreversibile”

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Lo scorso 15 febbraio Eurostat (l’Istat europeo) ha pubblicato i dati del commercio internazionale nell’area Ue. Dentro quelle tabelle ci sono dati interessanti. Anche se le statistiche si riferiscono ai soli beni e non anche ai servizi. Questi ultimi ammontano mediamente al 10% dei primi. I numeri sono comunque significativi.

Germania, in arrivo segnali importanti

Si comincia col sottolineare che l’Italia ha un surplus commerciale di +64 miliardi. A tanto ammonta infatti la differenza fra il nostro export ed il nostro import; in aumento rispetto ai 56 miliardi del 2019. Valuta di residenti stranieri che supera quella che esce dalle nostre frontiere. Peraltro, Banca d’Italia ci dice che l’Italia sta diventando un creditore netto nei confronti dell’estero visto che le sue partite attive superano le passività con i non residenti di circa 3 miliardi. Ad inizio 2019 eravamo a -49 miliardi. Dovrebbero essere tutte buone notizie. E invece no. O comunque non troppo.

Intanto fissiamoci in testa che il 90% del surplus commerciale italiano è fatto con paesi extra Ue. Quindi esiste vita fuori dei confini europei. E chi l’avrebbe mai detto? Addirittura, la Germania è diventato un importatore netto nei confronti dell’Ue (-12,5 miliardi) a fronte di un avanzo complessivo pari a 195 miliardi (erano +228 del 2019). Anche questa non è buona notizia per noi. Tutt’altro. È un segnale importante. La Germania ha preso sul serio il problema Covid e ha cercato di rilanciare la domanda interna. Più un Paese consuma più importa. E viceversa. Quindi il suo import complessivo è diminuito meno del suo export. Berlino ha quindi sostenuto i consumi interni più di quanto abbiano fatto gli altri.

Eurozona, problemi in vista

La diminuzione dell’Iva in terra di Germania ha avuto i suoi effetti. Ecco perché questi numeri non sono una buona notizia. Quando saremo infatti fuori dal Covid la frattura fra Italia e Germania sarà ancora più profonda. Ricordatevi che quando Romano Prodi ha sciaguratamente deciso di farci entrare dentro la moneta unica il nostro reddito era pari al 93% di quello tedesco. A fine 2022 sarà pari al 70%. Lo dico perché Mario Draghi ha un bel dire che sostenere il suo governo “significa condividere l’irreversibilità della scelta dell’euro”. Eh già anche perché è stato proprio lo stesso Draghi a spiegarci il 23 maggio 2015 che “in un’unione monetaria non puoi permetterti di avere grandi e crescenti divergenze strutturali. Tendono a diventare problemi esplosivi e minacciano l’esistenza della moneta unica”. E lui di questa roba ne sa certo più di chiunque altro.

L’Eurozona convive con tassi zero (anzi negativi) praticamente dal 2015. Dal 2014 la Bce ha addirittura aggiunto la bellezza di 5 mila miliardi al suo bilancio. Tutti creati dal nulla. E teoricamente non eravamo in crisi. La mia opinione – e sono sicuro pure quella di Mario Draghi – è che questa roba sia servita a tenere in piedi un’eurozona piena di fratture al suo interno. Quelle fratture di cui parlavamo prima. Ed ora siamo nel pieno di una crisi. Praticamente abbiamo vissuto sotto morfina da anni. Mi spiace. A me non sembra normale. E da Berlino arrivano rumori adorabilmente sinistri per qualsiasi euroscettico. La Bundesbank, per bocca del suo presidente Weidmann, ha messo in guardia la Bce. In Germania la prospettiva di un’inflazione al 3% non è affatto teorica. Quindi bisognerà dire basta alla politica di accomodamento quantitativo. Basta coi soldi facili.

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16 Commenti
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Geogio
23 Febbraio 2021 10:43

che la Germania si avvantaggi dell’Euro (hanno esordito barando per chi non lo sapesse) ormai lo sanno tutti, da 20 anni. Forse quando dicono che e’ irreversibile intendono che ormai e’ troppo tardi, ci hanno gia’ tagliato la giugulare e i pro euro ci hanno scoperto le reni per farci dare l’ultima stilettata. poi la Germania uscira’ perche’ non gli conviene piu’ e noi saremo gia’ belli spacciati.

Marcom
Marcom
23 Febbraio 2021 8:34

Se poi pensiamo che i Paesi economicamente più sani sono quelli con la propria moneta ( Polonia,Ungheria,GB,Norvegia etc), questo avviene in quanto possono autoregolarsi nell’emettere moneta in caso di bisogno. Infine rammentiamo ai più che conta solo il potere di acquisto per capire la vera ricchezza individuale e nazionale .Mah, de gustibus ecc.

alessandro
alessandro
22 Febbraio 2021 14:00

Nel 2017, il debito globale totale ha raggiunto il massimo storico di 184 trilioni di dollari (225% del PIL mondiale) o, in termini pro capite, 86.000 dollari di debito pro capite sul pianeta. I primi tre mutuatari nel mondo – Stati Uniti (256% del PIL), Cina (254% del PIL) e Giappone (395% del PIL) – hanno rappresentato più della metà del debito globale, superando la loro quota di produzione globale. Per effetto della pandemia, il debito pubblico italiano a livello pro-capite e cioè per ogni italiano in media passa da 39.864 € del 2019 a 42.913 € del 2020. Nel G20 si colloca al terzo posto insieme al Canada e dopo Stati Uniti e Giappone e nel 2021 arriva a 45.285 euro………. Per quanto riguarda la Russia, nel 2020 il suo debito è stato pari all’19% del PIL…… NIENTE ……….. Jajajajajajaja!!!!!!! L’impegno della Russia per l’indipendenza, sia politica che economica, sembra aver spinto il paese in una fase nuova. In risposta alle sanzioni occidentali e al crollo dei prezzi del petrolio, le autorità hanno intrapreso la strada dell’accumulo di riserve per garantire la stabilità finanziaria. Come risultato di questa rigorosa disciplina sul debito, il debito pubblico netto del paese è sceso ora sotto lo zero.Le statistiche ufficiali rivelano quindi che il Cremlino, in caso di necessità, potrebbe ripagare facilmente tutti… Leggi il resto »

art3mide
art3mide
22 Febbraio 2021 9:15

Di irreversibile c’è solo la morte.

alessandro
alessandro
22 Febbraio 2021 8:37

Lo scenario, tuttavia, sembra peggiorare, senza buone notizie per DB. Funzionari americani ritengono che la Deutsche Bank sia stata presumibilmente coinvolta nella frode finanziaria di Jeffrey Epstein, che è stato arrestato con l’accusa di traffico sessuale e, secondo le autorità, si è suicidato in una prigione federale. La banca non solo gli ha fornito grandi prestiti, ma ha anche aperto molti conti bancari per lui con nomi fittizi. Attualmente, il DB è il principale manutentore delle economie europee, nonostante la sua fragilità e difficoltà finanziarie. DB ha molti bonus da Italia, Spagna, Portogallo e altri paesi europei. La paura più grande di questi paesi è una situazione di peggioramento economico o di bancarotta, in cui la banca sarà costretta a vendere questi valori a prezzi bassi, al fine di estinguere i propri debiti, che potrebbero davvero spezzare diverse economie europee. L’anno scorso, il Financial Stability Board ha lanciato un rapporto con l’elenco dei cosiddetti “too big to fail”, composto da istituzioni finanziarie le cui dimensioni e potere sono così grandi che il loro fallimento potrebbe rappresentare una crisi globale sistematica, a effetto domino , le cui conseguenze sarebbero senza precedenti e minaccerebbero la sopravvivenza stessa del sistema finanziario. L’elenco serve soprattutto da monito ai governi dei paesi di tali istituzioni: se le banche devono fallire, lo Stato deve iniettare denaro… Leggi il resto »

stefano
stefano
21 Febbraio 2021 21:30

Invece di banca centrale europea dovrebbero chiamarla Banca Centrale Cinese.

titobias.al60
titobias.al60
21 Febbraio 2021 20:17

“…Faccio così ho deciso…nel dubbio ringiovanisco!”

Il curioso caso di Fabio Dragoni
https://youtu.be/Q7h8sBvc118

giùalnord
giùalnord
21 Febbraio 2021 20:14

Nulla dura per sempre e nulla è immutabile,la natura insegna!