La prima violenza sulle donne è quella islamica - Seconda parte

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Oggi, nelle piazze, si è sentito molto imprecare contro il femminicidio, con il sottinteso che si tratta di un omicidio diverso e molto più diffuso rispetto al semplice omicidio. Ora, a parte che le statistiche ridimensionano tutte drasticamente il fenomeno, la diversità aggravante del femminicidio dipenderebbe dal fatto che esso sarebbe figlio di certi retaggi culturali che generano insicurezze maschili. Sarà! Ma intanto come non osservare, ancora una volta, sta che proprio ove certa “cultura” ha ancora un peso, e non può essere considerata un semplice “retaggio”, proprio lì le nostre sedicenti femministe non osano gettare lo sguardo. Un caso di strabismo, forse. O, molto più probabilmente, del “doppiopesismo” a cui la sinistra coi suoi comportamenti ci ha da sempre abituati.

Corrado Ocone, 25 novembre 2019

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Un commento

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  1. Per trovare donne che combattono contro l’obbligo del velo e per la liberazione dai precetti islamici, bisogna andare nei paesi islamici. Molte donne si battono per questo rischiando la vita, come in Iran dove recentemente delle ragazze sono state condannate a galera e frustate perché si oppongono al velo.
    Le femministe-jihadiste italiane sono oscurantiste.

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