Esteri

La scintilla della guerra civile è più vicina di quanto pensiamo

La lettura del saggio di Erik Larson "Il demone dell'Inquietudine. L'alba della guerra civile americana", oggi è più attuale che mai

trump kirk USA Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Dopo l’assassinio di Charlie Kirk e dopo il molto meno clamoroso, ma non meno drammatico, cecchino ventinovenne che ha sparato questa settimana contro una sede della polizia di frontiera a Dallas, uccidendo due persone, non si può non fare una riflessione sulla violenza politica in America. La vittoria dei MAGA ha cambiato le carte in tavola. E a ben vedere essa ha fatto l’esordio, per così dire, con il fallito assassinio dello stesso candidato Donald Trump. Ecco perché la lettura del saggio di Erik Larson Il demone dell’Inquietudine. L’alba della guerra civile americana (Neri Pozza), oggi è più attuale che mai.

Non si tratta di roba da archivio polveroso. È la cronaca di una società che implode tra radicalismi, errori di leadership e fazioni che si guardano in cagnesco. Abramo Lincoln, dipinto quasi come un uomo spaesato di fronte al Sud in ebollizione, assomiglia tanto ai leader di oggi: pieni di retorica, ma incapaci di fiutare l’aria che cambia. Ieri fu Fort Sumter, oggi l’assassinio di Charlie Kirk. Cambiano i secoli, non i meccanismi. C’è sempre un demone che rode la società, la spacca in due, la fa tremare. Il Nord contro il Sud, allora. Oggi progressisti contro conservatori. Non importa se parliamo di stati schiavisti o di campus universitari: il veleno è lo stesso, quello dell’intolleranza travestita da morale superiore.

Lincoln tentava compromessi impossibili, come certi presidenti americani che fanno i pompieri col secchiello bucato. Intanto i radicali Edmund Ruffin allora, i fanatici dell’odio ideologico oggi preparavano il terreno all’inevitabile.

L’assalto a Fort Sumter fu l’innesco di una guerra civile. L’uccisione di Charlie Kirk rischia di diventare il simbolo di un’altra frattura insanabile, meno visibile ma non meno violenta: quella di un’America che ha perso la bussola e si diverte a demonizzare l’avversario.

Erik Larson – firma di Time, New Yorker, Atlantic Monthly, Harper’s e altre prestigiose riviste americane – ci ricorda che i conflitti non scoppiano mai all’improvviso: covano, fermentano, esplodono per una scintilla.

E la scintilla, oggi, è più vicina di quanto pensiamo. Se la storia serve a qualcosa, è a insegnarci che l’inquietudine non è mai neutrale. Diventa demone, diventa sangue, diventa tragedia. Speriamo davvero che la storia non si ripeta.

Nicola Porro, da IlGiornale, 29 settembre 2025

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