La sinistra ha un problema: sé stessa

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

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Qui al bar aspettiamo con trepidazione i risultati del referendum, avendo resistito per l’intera nottata di ieri alla tentazione di unirci alla giostra di aruspici dell’affluenza. Intanto, abbiamo guardato ad altre elezioni: quelle francesi, con l’ennesimo successo del Rassemblement national e con la conventio ad excludendum contro la sinistra, de facto antisemita, di La France insoumise; e quelle tedesche, con il balzo di 12 punti di Afd nell’Ovest della Germania. In un momento in cui la sinistra ufficiale, quella socialdemocratica, governa insieme alla destra ufficiale, quella cristiano-democratica, ed è assediata dalla sinistra radicale dei Verdi.

Vedremo come andrà la consultazione italiana: ma anche dovesse vincere il No – e non sarebbe un bel segnale per Giorgia Meloni – l’armata Brancaleone del campo largo sarebbe ben lungi dall’aver costruito un’agenda di governo davvero proponibile. Il dispetto più grande che si potrebbe fare a Elly Schlein, insomma, sarebbero elezioni anticipate. Anche perché l’agenda dei progressisti è un minestrone di radicalismi che in Europa e nell’Occidente faticano a trovare spazi di rispettabilità, anche se vengono sponsorizzati dal carrozzone di Sanchez, che però con una mano toglie le basi agli americani e con l’altra (quella nascosta) gliele concede.

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E il Pd che farebbe, nel mezzo di una delle più gravi crisi internazionali degli ultimi decenni? La stampella ideologica del duo Bonelli-Fratoianni? Evidentemente, agli elettori del Vecchio continente non sta piacendo nemmeno quello che fanno in Inghilterra i laburisti di Keir Starmer, ormai alla frutta. E dove la sinistra la spunta – nelle sue roccaforti – lo fa divisa in sé stessa: Verdi tedeschi contro socialdemocratici, appunto; socialisti francesi contro Mélenchon e, a Parigi, pure contro macroniani. E intanto la destra continua a raccogliere consensi. Noi aspettiamo i risultati del referendum e incrociamo le dita: eravamo abituati ai vecchi politici di razza, che dicevano di avercelo duro; ora, viste le simpatie di un pezzo di campo largo, non vorremmo ritrovarcelo Ma-duro…

Il Barista, 23 marzo 2026

 

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