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La strana storia del no Tav convertito - Seconda parte

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Non è scandaloso cambiare idea. Ma dovrebbe avvenire con un’abiura pubblica, per non dare adito a doppiezze. E sarebbe auspicabile che proprio da presidente della Sitmb, Sorial se ne uscisse con una difesa delle grandi opere del Paese, una lode degli effetti benefici delle infrastrutture per la società delle relazioni e per l’economia degli scambi, e un’accusa senza incertezze delle indecenti bravate dei suoi ex compagni di contestazione.

Per ora non abbiamo sentito nemmeno un fiato. Eppure, Dio solo sa quanto abbia bisogno il Paese della realizzazione di grandi opere. Soprattutto di quelle che ci rendono più connessi ai traffici commerciali con l’Europa, il nostro nuovo spazio domestico.

Antonio Mastrapasqua, 21 aprile 2021