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“L’articolo è sbagliato”. Colpo di scena sullo scontro Germania-Italia

Merz stronca l'indiscrezione della Welt sull'esclusione di Roma dai partner strategici di Berlino

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Italia depennata dai “partner strategici” della Germania su input della Spd? Una fesseria. Con buona pace di chi, a sinistra, sperava di racimolare qualche consenso. Nelle ultime ore si è parlato molto di un articolo firmato dal quotidiano Die Welt: secondo quanto affermato, nel nuovo patto di coalizione di governo sarebbe stato raggiunto l’accordo per tagliare fuori Roma dal formato Weimar+. Un autogol clamoroso per Berlino per diversi motivi. Ma, come evidenziato in apertura, non c’è niente di vero.

Le indiscrezioni pubblicate sulla decisione della Germania di escludere l’Italia come partner strategico “sono false”. Questo quanto dichiarato dal portavoce del ministero degli Esteri tedesco, Christian Wagner: “L’Italia è un importante partner del formato Weimar+ e ha un ruolo rilevante nei vari formati che cercano di trovare una soluzione per l’Ucraina”. “Il ruolo dell’Italia è assolutamente prioritario anche sulla questione ucraina”, e il cancelliere Friedrich Merz è “molto lieto” di collaborare con il governo di Giorgia Meloni, ha aggiunto un altro diplomatico, Steffen Meyer, rispondendo ad una domanda a Berlino. Netta smentita anche da parte dei socialdemocratici: “L’Italia è un partner importante per la Germania e per la Spd”, la conferma di un portavoce all’Agi.

Nessun caso diplomatico alla vigilia dell’incontro tra Merz e Meloni, dunque, anche se qualcuno ci sperava. Secondo quanto sostenuto dalla Welt, nella bozza di accordo di governo la Cdu avrebbe proposto di citare, oltre a Francia e Polonia, anche altri partner del formato Weimar Plus, come la Repubblica Ceca e, appunto, l’Italia. Ma per volontà dei socialdemocratici tedeschi il Belpaese sarebbe stato depennato dalla lista, anche se gli stessi popolari tedeschi parlerebbero di un “errore”, ricordando che con Roma i rapporti sono stretti anche grazie al Piano d’azione firmato nel 2023.

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Marginalizzare l’Italia è un obiettivo irrealizzabile anche per i più accaniti avversari di Roma, soprattutto in questa fase che vede il governo protagonista sulla scena internazionale. Anche perchè, in base alla versione della Welt, sarebbe stata una scelta meramente ideologica, distante anni luce dal buonsenso. Per carità, la sinistra italiana/europea ci ha abituati a castronerie di questa fattura e il celebre “mai dire mai” assume sempre grande valore.

Fortunatamente Berlino non punta alla rottura e anzi il vertice di domani tra i due primi ministri rappresenterà l’occasione per parlare di difesa, economia, competitività e magari Green Deal. Tutti temi che “saranno al centro dei colloqui, così come quelli dell’immigrazione, su cui credo di poter dire che, almeno dal punto di vista delle dichiarazioni programmatiche, si evince già una certa sintonia tra i due governi” ha sottolineato l’europarlamentare di FdI Carlo Fidanza: “Del resto la linea Meloni sull’immigrazione oggi fa scuola: vedete Keir Starmer in Albania. Abbiamo ogni giorno conferme del fatto, anche da sinistra, che la linea che Giorgia Meloni ha intrapreso e su cui ha condotto l’intero Unione Europea in questi mesi sta diventando – conclude il capodelegazione dei meloniani a Bruxelles – la linea prevalente e riconosciuta, accettata e seguita anche dai governi di sinistra”.

Franco Lodige, 16 maggio 2025

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