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L’avanzata pericolosa del politicamente corretto

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Ho l’età per appartenere a quelle persone (perbene) che tanti anni fa di fronte agli studenti che affermavano a voce alta “il sapere è l’arma di pressione di una società bianca, fallocratica, eterosessuale” hanno sorriso, scosso la testa, detto “son ragazzi”. Erano i nonni di quelli che oggi depositano un fiore sulle confezioni di carne nel banco frigo dei supermercati dandoci degli “assassini” (di vacche e di pecore, of course). E noi sorridiamo: “son ragazzi”.

Evoluzione del politicamente corretto

Ci è sfuggita allora, ci sfugge oggi, la pericolosità del politically correct e della sua evoluzione. Mi ha confidato un amico, professore universitario in Usa (mi ha pregato di non citarlo!) che colà le Università controllano, per conto degli studenti e delle loro famiglie, il diversity statement dei professori. Chi concorre per occupare una cattedra deve documentare per iscritto (sic!) che nell’insegnamento “illustrerà e commenterà criticamente l’esperienza dei gruppi di diseredati, passati e presenti”. In quel “passati” ci sono i libri di Dante e di Shakespeare bollati come omofobi, e le statue (da distruggere) di chi ha fatto la Storia.

Era il sistema in auge al tempo del fascismo italico, del nazismo tedesco, del comunismo sovietico, del nazi-comunismo maoista, mantenuto tal quale dal loro compagno di merende Xi Jinping. Il documento richiesto dalle università liberal americane altro non è che l’adesione al pensiero unico di novecentesca memoria, rendendo irrilevante le capacità didattiche, la competenza riferita alla materia di insegnamento, la meritocrazia.

Uno dei miei miti è Allan Bloom, il suo libro “La chiusura della mente americana”, dal 1987 staziona sul mio comodino, proteggendomi da questi barbari, sempre più ignoranti e aggressivi. Fin dalla sua prima edizione il libro venne violentemente attaccato dalla sinistra liberal americana, si associarono le sinistre europee, pure quella italiana. Oggi, la parte migliore della sinistra e della destra americana, con alla testa un altro mito (Noam Chomsky) in un Manifesto hanno detto: “Basta!”. John McWhouter professore alla Columbia, afroamericano, cita un’inchiesta ove 445 accademici interpellati su questo tema, preferiscono non esprimere la loro posizione per timore di compromettere il proprio posto di lavoro (sic!).

Intellettuali del pensiero unico

È ciò che sta avvenendo, ormai da molti anni, anche da noi, persino nel mondo dei media ove il conformismo politico culturale dovrebbe essere, per definizione, assente. Un gruppo di facinorosi (scrittori, giornalisti, magistrati, musici, persino ridicoli influencer) sta dettando l’agenda del pensiero unico e funge pure da giudice seguendo i dettami del vecchio Tribunale speciale del 1926. I colleghi dei media mainstream, di impronta dichiaratamente liberale, sono ridotti a una sparuta minoranza (ne ho contati una decina) e il loro destino pare segnato.

Mi preoccupa la Svizzera, ultima terra liberale, starà mica collassando anche lei? La Swiss, in verità ora è tedesca, quindi “merkellizzata”, non distribuisce più a bordo i deliziosi cioccolatini Läderach perché Jürg Läderach si è dichiarato contro l’aborto (sic!). A Zurigo una pacifica marcia di cristiani è stata vietata con una motivazione incredibile: “pericolo di violenze”. La Polizia ha precisato: non i cristiani, ma i loro avversari politically correct sono facinorosi e fanatici.

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Luca
Luca
28 Settembre 2020 19:38

Io aggiungerei pacche sul sedere alla collega d’ufficio come si faceva una volta e fumata libera nei luoghi chiusi, meglio se con donna in gravidanza.
Più politicamente scorretto di così!

Tigre
Tigre
28 Settembre 2020 15:45

perfettamente d’ accordo con l’autore dell’ articolo .Il problema è che tutti coloro che NON si sentono politically correct ,non hanno il coraggio di sottrasi a ciò , perchè hanno timore di perdere qualcosa o di non essere più parte del cosiddetto “Branco ” sia esso di Elite sia normale -medio.
Esempio lampante sono i cosiddetti Giornaloni (Repubblica,,Stampa,Corriere della Sera,) e le trasmissioni a sfondo politico soprattutto sulla Sette TV testimonianza di “una deriva socialista-statalista= Fascism fattosi potere” come afferma l’ autore di questo articolo ..
Magari si riuscisse a formare un gruppo consistente che riuscisse a farsi ascoltare !!!

Valter Valter
Valter Valter
28 Settembre 2020 13:55

Come uscirne ? Lavorare per una restaurazione conservatrice in Europa come auspicato da Orban. Gli argini all’imbecillità del pensiero unico politicamente corretto sono Trump e l’ Europa Orientale, Russia compresa. In Italia con le sole forze di opposizione non siamo in grado di vincere questa guerra. Dopo la lotta al nazifascismo ed al comunismo quella contro la tirannia del politicamente corretto, che non a caso é diventato il nuovo catechismo bergogliano e liscia il pelo all’islam radicale, sarà di nuovo una lotta decisiva per la sopravvivenza della libertà e della dignità della persona. Andrá combattuta con ogni mezzo: più con la clava che con il fioretto.

adl
adl
28 Settembre 2020 13:09

Siamo in perfetta sintonia, Ruggeri, il fascism odierno fa di nome Politically correct o S.S.S. (Sinistratissima Sinistratia Sardinopatetica) che dir si voglia. Ma la vera domanda da fare alla comunità cattolica mondiale, l’unica potenzialmente in grado di opporsi alla nuova dittatura è proprio: “HOW POLITICALLY CORRECT YOU ARE ???”
Non conosco Bloom, ma conosco Papini, che nel 1914 si domandava, esistono ancora i cattolici ? Catalogandone sin da allora, diverse sottocategorie: I cattolici misticizzanti, quelli modernisti, quelli belve; quelli affaristi, i pinzocheri, i machiavellici e quelli per modo di dire.
Ma poi concludeva: “Cattolici che vivono nella chiesa, in Cristo, dentro la dentro la chiesa spirituale, dentro la chiesa materiale, nel Cristo di carne, nel Cristo di spirito, nel Cristo che è spirito e carne insieme. Ci sono ? Dicon di si. Io dico di no.” Cosa direbbe oggi, su certa chiesa modernista, è facile da intuire.

Rosy
Rosy
28 Settembre 2020 12:38

Bell’articolo con cui concordo appieno ma temo che sia un pò tardi, che il politicamente corretto sia già stato inculcato nelle menti dei più…

Mario B.
Mario B.
28 Settembre 2020 11:23

Ci è toccato vivere nel medio evo (con tanto di tribunale dell’inquisizione e oscurantismo religioso del politicamente corretto)
Corsi e ricorsi: “Intorno all'(X)XI secolo si ha in Europa la fine delle invasioni: i magiari sono definitivamente sconfitti, i saraceni smettono di saccheggiare le coste italiane e i normanni si stabilizzano in Normandia e nel sud Italia (questo ancora manca)

Marcoc74
Marcoc74
28 Settembre 2020 11:16

Completamente d’accordo con l’articolo.
Bisogna resistere, tutti quelli che hanno ancora un pensiero critico e sono liberi da conformismo devono cercare di illuminare le menti offuscate dal pensiero unico.
“Se le persone che cercano di rendere questo Mondo un mondo peggiore non si prendono neanche un giorno di ferie, come potrei farlo io. Illumina l’oscurità”.

Giorgio Colomba
Giorgio Colomba
28 Settembre 2020 10:35

“Politicamente corretto”: cancro del Terzo millennio ad eziopatogensesi progressista. Purtroppo l’opportunità della radicale exeresi chirurgica adombrata con l’insediamento di Trump, non si è ancora profilata, ma confidiamo nel secondo mandato per neutralizzare gli esiziali effetti della grave neoformazione sia nella sede primaria degli States, che nelle numerose e perniciose metastasi europee.