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Le 4 verità sulle violenze di Capodanno a Milano

Le violenze di Milano sono state ignorate dai media progressisti. E Beppe Sala che fa?

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Certe notizie fanno fatica a farsi spazio nei media: prima vengono ignorate, poi sottovalutate e ridotte quasi a semplici smargiassate, poi prendono una qualche consistenza ma con tanti, troppo, distinguo. Solo dopo molti giorni assumono la loro reale dimensione, ma ormai non sono più “fresche” e vengono relegate nelle pagine interne di cronaca. Quel che è successo la notte di Capodanno a Milano, con almeno cinque casi di donne circondate e aggredite, minacciate e molestate, da branchi di energumeni, segue questo copione. Che fu lo stesso che fu messa in scena sui media tedeschi sei anni fa dopo un’altra drammatica e simile notte di Capodanno a Colonia. Perché ciò sia potuto e possa accadere è presto detto: la notizia, i suoi dettagli, sembra fatta apposta per smentire più di uno dei miti progressisti che i media, anche quelli che fingono di essere “imparziali” (e forse, chissà?, lo credono veramente), hanno fatto acriticamente propri. Proviamo ad elencarli, almeno i principali.

1. Il luogo. Milano, la capitale “morale” dell’Italia. Non un’oscura periferia, ma il centro pulsante e ideale della città: Piazza Duomo. Una smart city ove tutti sono felici e “sostenibili”.

2. Il primo cittadino. Milano è guidata da un sindaco, Beppe Sala, che non si accontenta di essere quel bravo city manager che probabilmente è (le cui qualità sono riconosciute anche dagli avversari e che comunque è stato votato dalla maggioranza dei suoi cittadini); ma vuole anche essere il paladino della Milano figa e ipocrita dei salotti e della “sinistra al caviale”. Di qui non solo la retorica dell’innovazione e della modernità, industriale o post-industriale poco cambia, ma anche quella dell’ inclusività, del no gender gap, dell’ambientalismo ideologico à la Greta, e chi più ne ha più ne metta. Scoprire che, dopo tanta retorica sui diritti e le quote di genere, una donna a Milano può anche essere umiliata in questo modo, e semplicemente non essere sicura quando esce, mette a nudo tutta l’ipocrisia di un certo modo di fare e di pensare.

3. Gli autori del gesto. Le testimonianze parlano chiaro: gli assalitori parlavano arabo, quindi molto probabilmente erano di religione islamica come quelli di Colonia. Ovviamente, ciò non giustifica nessun automatismo mentale, ma segnala, da una parte, un cortocircuito nella retorica progressista del sindaco e della Milano benpensante e correttista che lo sponsorizza, e dall’altro, richiama i problemi dell’integrazione che non sono affatto scontati e che sono sicuramente ostacolati dall’ideologia dell’inclusività acritica e dell’apertura delle frontiere a prescindere. Il cortocircuito consiste nel fatto che non puoi predicare e praticare il multiculturalismo, mettere sullo stesso piano tutte le culture,  e poi lagnarti se le donne vengono considerate poco più che degli oggetti. Quanto invece all’apertura delle frontiere, non puoi stendere tappeti rossi a Carola Rackete quando viene a propagandare il suo verbo nella tua città, e avallare quindi il suo agire illegale e la sua idea di far entrare chiunque senza permesso, quindi senza controllo, e poi pretendere che tutti i nuovi entrati siano integerrimi seguaci di un modo di vivere, il tuo, che fra l’altro non hanno mai conosciuto.

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Dario Bellocchi
Dario Bellocchi
14 Gennaio 2022 21:55

Sull’ Islam Oriana Fallaci aveva perfettamente ragione: l’ Europa ( e l’Italia) si stanno suicidando a colpi di multiculturalismo e “politically correct”. Viva la Polonia e l’ Ungheria.

paolop
paolop
13 Gennaio 2022 14:07

Mah scrivo il 13/1/22 ore 14. la notizia ignorata dai media è ANCORA tra le prime notizie riportate da repubblica (sle prime tre notizie sono Vaccini-salvini-stupri milano). la stampa (sul sito il primo titolo è sulle zona arancioni, il SECONDO è sugli stupri di milano) sul corriere gli articoli in webpage sono: Gren pass, zona arancion lombardia, Sassoli, Salvini&quirinale,Anniversario costa concordia e stupri milano).
notizia ancora ampiamente coperta dalla stampa,nonostante siano passati vari giorni.è bello perchè voi altri partite da una notizia Falsa (i media non ne parlano) e su quella falsità ci costruite teorie, congetture

Luisa
Luisa
11 Gennaio 2022 17:13

Mi scuso per gli errori non avevo voglia di correggere

Luisa
Luisa
11 Gennaio 2022 16:46

Sono basita, sconvolta, senza parole, mi pare un incubo, un sogno orrendo,stiamo pparlando del nosteo paese in cui accade di tutto e tutto passa nel tritacarne mediatico senza lasciare traccia alcuna nella coscienza. Femminicidi, infanticidi, stupri a carico di autoctoni e altri a scenario multietnico. Cosa cambia? La matrice è identica :sopruso, disprezzo, delirio di onnipotenza da parte di nani psicologici, vittime di modelli di sottosviluppo a cui amano appartenere. La stoltezza della finta integrazione ha integrato il peggio. Forse non occoreva aggiungere! Del resto i propalatori del nulla non conoscono remore. Solo danno assertivo

Shane
Shane
10 Gennaio 2022 17:46

No.l articolo nn mi è piaciuto….parla di forze dell’ ordine che poverine …ma anche quando ti multano per il green pass?….Ocone magari te ne sei dimenticato

Milano
Milano
10 Gennaio 2022 16:01

Sate restare le persone

sergino
sergino
9 Gennaio 2022 22:46

Queste 4 verità non sono altro che una parte di ciò che la sensazione lasci intuire dove si stia scivolando , e mi riferisco ad un po a tutto in generale . E’ palpabile e grave che aleggi ormai un certo senso di rassegnazione a non lottare neppure più perche i presupposti per riemergere sembrano non esserci , e sembra non esserci coloro degni e capaci di tutelarci perche troppo impegnati a tutelare loro stessi . Si andrà avanti con tristezza rassegnazione e un po di speranza. ( esse minuscola mi raccomando )

Werner
Werner
9 Gennaio 2022 21:37

Mentalità progressista dominante e mentalità retrograda e oscurantista degli arabo-islamici, non posso coesistere nello stesso territorio. La ragione suggerisce che la presenza degli allogeni afroislamici qui in Italia e in generale in Occidente, dove la donna è libera nei costumi, non è sostenibile e va cancellata. In quanto essendo portatori di una determinata visione delle cose anni luce differente da quella nostra, non riescono a controllare la propria libidine. Anche se qui più che un fattore mentale è soprattutto genetico. La libidine incontrollata è una caratteristica tipica delle popolazioni maschili dell’Africa.