in

Le scuse conformiste al Grande Fratello sociale

Dimensioni testo

Il coprifuoco, dunque, passa dalle 22 alle 23. Ci sono maggiori riaperture e addirittura l’Europa si accorge dopo otto anni che il processo nei riguardi di Silvio Berlusconi forse non è stato del tutto equo. In qualche modo ci avviciniamo a un ritorno alla “normalità”. Tuttavia, vi vorrei parlare di coloro che chiedono scusa. A cosa mi riferisco? A due episodi minori: uno riguarda il musicista Angelini che nel suo ristorante di sushi a Roma aveva delle persone assunte in nero e, dopo essere stato multato per 15 mila euro, ha prima scritto un post bello duro nel quale parla di “pazza incattivita della vita” e poi ha chiesto subito scusa: “Mi scuserò anche con lei personalmente devo mettere in regola chi fa le consegne e bla bla bla bla…”

Insomma, Angelini non chiede scusa alla persona, ma chiede scusa alla società. Chiede scusa a una massa indistinta. Chiede scusa a tutti quanti noi. Ecco, siccome le scuse secondo me sono qualcosa di personale e intimo che presuppongono anche un una sorta di pentimento, dovrebbero essere rivolte a qualcuno che ha un volto, un’identità. Non possono essere rivolte a una società intera. Se sono rivolte a una società intera, infatti, diventano un ulteriore atto di ipocrisia e soprattutto un atto di sottomissione al conformismo, accettando idee e situazioni che magari invece intimamente non si condividono.

La situazione si ripete con un’altra notiziona che riguarda Fedez e il prete social don Alberto, protagonisti di un litigio sui social. A un certo punto Fedez blocca don Alberto, poi, quando questi lo accusa di censura, fa un passo indietro e chiede scusa. Anche in questo caso, a chi chiede perdono? Chiede scusa a tutti quanti noi, alla società, perché ha sbagliato. Anche in questo caso non si tratta di scuse in cui ci si rivolge a qualcuno, ma alla società intera. Un atto, cioè, di sottomissione all’opinione pubblica. La nostra vita ha un senso e una dignità nel momento in cui ci sappiamo opporre con il coraggio del petto e con la legittimità delle nostre idee proprio a questo enorme Grande Fratello del conformismo.