L’energia verde da sfruttare per l’idrogeno (Marco Alverà) - Seconda parte

Rivoluzione Idrogeno

Autore: Marco Alverà
Anno di pubblicazione: 2020
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Insomma sembra una prospettiva suggestiva. Si utilizzerebbero meglio miliardi di inefficienti investimenti verdi e, come prodotto collaterale, si ridurrebbe la produzione di Co2 che oggi è così malvista. Bene, a patto che le ragioni economiche sopravanzino quelle ideologiche. Artigiani,commercianti, imprese e cittadini italiani oggi e per i prossimi quindici anni pagheranno una tassa aggiuntiva annuale che varia tra i 15 e i 20 miliardi per incentivare il «green» fotovoltaico. Se la rivoluzione idrogeno dovesse contribuire ad alleviare questo assurdo conto, ben venga.

Nicola Porro, Il Giornale 25 settembre 2020

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16 Commenti

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  1. Tutto molto bello se non fosse per un particolare di cui nessuno parla mai. La pericolosità di utilizzare idrogeno nelle mani di comuni cittadini. È un gas estremamente pericoloso, una molecola piccolissima difficile da confinare. Un conto i prototipi, un altro una gestione diffusa. Finché si resta sotto il 5% in miscela non ci sono problemi, poi diventa esplosivo al contatto con l’aria. Personalmente non credo sia una soluzione fattibile per un uso diffuso da parte della popolazione. Alcune persone hanno paura del GPL, figuriamoci dell’idrogeno. Se dovessero esserci incidenti si potrebbe fermare tutto rapidamente per via dei sistemi di sicurezza imposti e quindi i costi esponenziali. Gestire l’idrogeno è molto complicato, come per il nucleare. Bisognerebbe cercare di realizzare fuel Cell a metanolo, combustibile molto meno pericoloso. Certo non è facile.

    • Anni fa, in Toscana, hanno sviluppato un generatore a idrogeno che era utilizzato principalmente dagli orefici per fondere l’oro ecc.

      I problemi erano numerosi e per produrre l’idrogeno c’era bisogno, fra l’alto, di parecchia energia…

      Ciononostante, a partire da quell’esperienza si sperava con insistenza di poter applicare la soluzione anche sulle vetture, ma ben preso l’idea si è scontrata, appunto, sulla sicurezza…

      Sembra che in Giappone abbiano, nel frattempo, fatto qualche progresso; ma i dubbi sulla sicurezza ci sono ancora; infatti, se prendiamo come esempio la vettura a basso prezzo sviluppata, anni fa, in India – la Nano (a benzina, è sottinteso) – alla fine, è stata bocciata dal mercato proprio per seria mancanza di sicurezza; evidentemente, la sicurezza comporta dei costi, no?

  2. L’idrogeno è un’opzione vera solo se prodotto senza emissioni di CO2. La tecnologia più ragionevole apparentemente è l’elettrolisi dell’acqua con energia elettrica prodotta da eolico o/e fotovoltaico.
    Il vero problema è l’enorme richiesta di tale energia e l’enorme occupazione di territorio (o di superficie marina) che i parchi eolici e le centrali fotovoltaiche richiedono.
    Senza dimenticare che per produrre pale eoliche e pannelli fotovoltaici servono comunque acciaio, alluminio, rame, silicio o semiconduttori organici, quindi acciaierie, metallurgia pesante, materie prime organiche, ecc

  3. I tedeschi lo hanno cpito gia e il Bundestag ha approvato la zspesa di due miliardi di euro per pianificare la struttura di distribuzione dell’idrogeno per le automobili a idrogeno.
    Il primo che si mette sul serio a fabbbricare auto a idrogeno e lo stato che ne incoraggia la infrastruttura di distribuzione sará un campione tipo Ford e i politici meriteranno una medaglia.
    Attenzione che ci sono in giro giá due marche di auto a idrogeno
    manca ancora l’intervento massiccio di stato e uomini, le auto elettriche non hanno futuro e riempiranno l’ecosistema di resti di pile esaurite e inquinanti.

    • Inoltre l’impiego di nuovi materiali come il GRAFENE renderanno sempre piu utilizzabile l’utilizzo dell’idrogeno (vedi motori a celle di combustione).

    • Certo, è pur vero che per generare l’energia per le batterie si ricorre a combustibile fossile, ma almeno le città saranno un po’ meno inquinate.

      Ci sono, tuttavia, già progetti abbastanza avanzati di batterie rivoluzionarie che sfruttano tecnologie al grafene, molto più compatte, efficienti e che principalmente si caricaricheranno in pochi minuti; pare che fra qualche anno le batterie attuali saranno obsolete. Speriamo…

  4. Climate change: “congetture che diventano fede”… già anche in senso inverso! Poi non si capisce perché territori con molto vento e sole debbano far ricorso al solo idrogeno… vedi p.e. I programmi nel nordovest o sud della Sardegna. Inoltre lo sviluppo con l’idrogeno di SNAM è molto più semplice e lineare e non è stata ventilata alcuna tassa aggiuntiva. DI TASSE IN BOLLETTA CE NE SONO GIÀ PIÙ CHE A SUFFICIENZA!

  5. Sono piuttosto scettico. L’idrogeno stoccato in bombole mi pare un’idea un po’ balzana. Almeno Carlo Rubbia lo voleva liquefare e conservarlo così. Mi piacerebbe comunque leggere un commento del prof. Franco Battaglia.

  6. Sono contento di aver letto commenti di gente preparata. Tutti le problematiche epresse e i dubbi mi paiono condivisibili. Ne aggiungo una non trascurabile. Se partiamo dall’acqua facciamo un pessimo affare. L’acqua dolce è risorsa scarsa sul pianeta. Quella del mare necessità di un ulteriore processo, prima di essere utilizzata. Siamo sicuri che il bilanciamento energetico finale sia vantaggioso?

    • Paradossalmente, il consumo d’acqua sarebbe prossimo a zero: fornendo energia si separa l’idrogeno dall’ossigeno, trasformando l’acqua in volatili, combinandoli per ottenere energia si produce vapore. Che condensa ridiventano acqua, anche in un circuito chiuso. Sarebbe davvero una figata…

  7. Esistono già, sia pure a livello poco più che sperimentale, apparecchi domestici che convertono l’elettricità fotovoltaica in idrogeno, e poi con l’inversione del fenomeno, lo impiegano per generare elettricità. Una serie di celle a combustibile, pompe, valvole, un piccolo compressore, scambiatori di calore, per il momento mi pare troppo complicato per piazzarne uno in centrale termica, ma quello è il futuro. Migliaia di Km di gasdotti pronti a trasformarsi in bombe H a cura degli scienziati che girano sui pick-up con la mitragliatrice in certi territori.. molto ottimista. Certo, lavorandoci su, invece che buttare i miliardi per andare su Marte o per comprare banchi di plastica a rotelle, tutto è possibile. L’idrogeno in gel diventa quasi ininfiammabile, stanno progettando un mega-yacht alimentato così.
    In Italia, naturalmente. Che sia anche per questo che l’UE dalle mille ventole ce l’ha con noi?

  8. In un mondo ideale, cioè nella nostra testa, viviamo nel Paradiso Terrestre dove “tutto è bene e niente può andare male”.
    Non ho letto il libro ma ho letto qualcosa sul procedimento.
    Acqua+Elettricità=HH+O. Ossigeno attualmente disperso nell’atmosfera e Idrogeno compresso a 500-1000 Atmosfere. Quindi da Idrogeno+Ossigeno (cella di combustione) si genera Corrente elettrica e Acqua. Ogni passaggio comporta perdite, siamo sicuri che non esistano alternative?

  9. Certamente come “batteria” ha un senso.
    Il problema è che si perde comunque energia con produzione e trasporto in maniera non trascurabile.
    Trasporto e stoccaggio presentano sempre problemi di sicurezza.

    Produrre energia elettrica con fv e simili rimane costoso ed inefficiente, e la cosa di certo non migliora aggiungendo un’ulteriore perdita a valle.

    Usarlo per compensare l’irregolarità di produzione credo sia comunque un uso secondario.

  10. L’idrogeno come serbatoio e vettore di energia è senza dubbio affascinante. L’aspetto più incerto è a mio avviso stoccaggio/trasporto e la sicurezza connessa. Tutti fanno gli schizzinosi a proposito del nucleare – proprio per l’aspetto sicurezza – e credono che non vi siano problemi enormi per l’idrogeno?

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