Avete votato, lo avete fatto in massa. E avete scelto il “No”. Non vi dirò che non avete capito, ma vi dirò questo: avete difeso lo status quo e siete stati determinanti. Sì, proprio voi che vi pensate anti-sistema. Stavolta lo avete fatto per difendere l’attuale sistema di ordinamento giudiziario, anziché riformarlo. Ma dagli slogan che si sentono nelle vostre piazza organizzate dai capetti dei partiti della sinistra, ma anche della estrema destra è chiaro che siete immersi in un bel brodo di propaganda statalista che anziché combattere difendete.
Il sistema vero non è quello che vi raccontano. Non è un nemico astratto. È quello in cui vivrete tra poco, quando uscirete dalla comfort zone delle scuole e delle università. Fuori vi renderete conto che in Italia in massima parte è lo Stato che decide, che rallenta, che tassa, che blocca, che vi toglie qualsiasi anelito e creatività imprenditoriale. È questo ciò che incontrerete quando inizierete a lavorare davvero. È questo ciò che volete?
Quando proverete a costruire qualcosa di vostro, lì capirete che lo Stato sarà un vostro nemico e un socio maggioritario occulto e avido. O vi aggancerete alla sicurezza del sistema pubblico, come anche questo governo vi ha consigliato di fare con assurdi spot pubblicitari pro impiego statale, e vi adatterete alle sue regole, i suoi compromessi, al suo appiattimento sociale, oppure rincorrerete i vostri sogni di libertà andando a lavorare per conto vostro a produrre nel privato e allora scoprirete cosa significa combattere ogni giorno contro lo Stato la sua burocrazia, tasse e vincoli, pur di essere liberi.
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Altro che le belle favolette che vi hanno raccontato e gli slogan con le bandiere rosse o nere. Vedrete la realtà con occhi diversi. Oggi pensate di fare i rivoluzionari difendendo il sistema statalista che non avete ancora vissuto fino in fondo e che vi opprime. Domani ci sbatterete contro, sarete costretti ad andare via da qui per poter portare avanti i vostri sogni.
Fatevi una domanda semplice: se voglio davvero essere anti-sistema, perché difendo il sistema?
Non c’è nulla di ribelle nel chiedere più Stato, è ciò che il sistema vuole di più. È la scelta meno coraggiosa e conformista che potete fare. La vera rottura con il sistema è un’altra: lottare per meno Stato e più libertà! Ma questo slogan non lo sentirete nelle scuole e nelle università statali e questi principi libertari non li troverete nei testi obbligatori. Chiedete piu spazio per costruire, più responsabilità individuale. Meno vincoli.
Questa è la differenza tra vivere davvero… o restare dentro un meccanismo che decide per voi. Non vi sto chiedendo di essere d’accordo. Vi sto chiedendo di iniziare a dubitare. Perché quando entrerete davvero nella vita, la domanda non sarà più ideologica. Sarà brutale: quanto siete liberi davvero? E quanto avete contribuito e combattuto davvero per la vostra libertà.
Andrea Bernaudo, 24 marzo 2026
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Immagine generata da AI tramite DALL-E di OpenAI


