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L’Italia di Craxi e Andreotti: atlantista ma non sottomessa

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Grande fermento in Paradiso: “Bettinoooo, Giulioooo, nemesi! Nemesi storica!”, va urlando Francesco Cossiga, collegato via satellite con i lavori del Senato, dove Stefania Craxi è stata appena eletta Presidente della Commissione Esteri determinando l’ennesima débâcle M5Stelle.

“Giuseppi è finito in pellicceria in meno di niente”, commenta Craxi, armeggiando con le sue scarpe di tela, tagliate in punta, per lasciare ai suoi alluci quella libertà smarrita da vivo.

Andreotti, alle ultime battute del suo nuovo libro “I Santi visti da vicino”, ridacchia ironico: “Fare simultaneamente il compare dei cinesi e degli americani è complicato per tutti, figuriamoci per uno che viene da Volturara Appula.”

Cossiga: “Eppure ha avuto un grande maestro, il professor Guido Alpa che avrei voluto alla Consulta. Ma era troppo giovane…”.

Andreotti: “Alpa non ha colpe. Del resto, anche Gesù tra gli apostoli aveva Giuda”.

Craxi: “Su Conte se ne sta accorgendo pure Grillo, al quale ho perdonato, ma non dimenticato, quella battuta infame su di me”.

Cossiga: “Lascia stare, su quella stagione di manettari tu e Giulio non avevate capito nulla”.

Andreotti: “Riflettendoci, tutto iniziò con l’accordo sulla moneta unica europea. Me lo fece notare Guido Carli tornando in aereo”.

Carli: “La tua memoria è infallibile. Dissi che avevamo creato un vincolo europeo più forte di quello Atlantico e che a Roma non avevano capito nulla”.

Cossiga: “In compenso lo capirono molto bene a Washington scatenando, poco dopo, Mani Pulite per “sfarinarci”, come direbbe Rino Formica. E non solo a Washington, anche a Londra”.

Andreotti: “Addirittura la regina?”.

Cossiga: “Non la regina. Il Britannia, lo yacht reale che approdò a Civitavecchia per dar via alle privatizzazioni”.

Craxi: “In Russia le privatizzazioni le hanno fatte gli oligarchi. Da noi, invece, la finanza anglo giudaico massonica”.

Andreotti: “Sul Britannia Ciampi spedì a fare il discorso inaugurale il mio bravo Mario Draghi. Ed era in buona compagnia, da Barclays a Goldman Sachs. Ma anche Bazoli e Andreatta”.

Cossiga: “Draghi ringraziò “gli invisibili britannici” e se la svignò. Forse si era già pentito”.

Craxi: “Da allora hanno svenduto l’Italia! Mancava solo Alessandra Ricci alla Sace, imposta dal solito duo Giavazzi-Funiciello, in passato nemica numero uno delle aziende pubbliche italiane, da Fincantieri a Finmeccanica.

Andreotti: “Si ha la sensazione di assistere ad una cessione di sovranità. Speriamo che Mattarella li mandi tutti a casa”.

Serafica, come sempre, sopraggiunge Santa Madre Teresa di Calcutta che, zittendoli, mette tutti in preghiera: “Dovreste essere felici. La Fondazione Craxi è riuscita a organizzare un Convegno sulla vostra meritoria azione in terra, coinvolgendo eminenti storici come Giovanni Orsina, Antonio Varsori, Lucia Coppolaro e Andrea Spiri”.

Andreotti: “Almeno per una giornata non sono Belzebù e il presidente Craxi non è il cinghialone”.

Cossiga: “Brava Stefania per il Convegno e bravo tuo figlio Stefano, insieme al mio amico Sessa, l’ambasciatore, hanno saputo come rendervi omaggio con lavoro di verità e ricordi. Invece i miei figli…di me, laggiù, non parla più nessuno”.

Andreotti: “La mia presentazione come un papalino romano mi è piaciuta”.

Craxi: “Io come garibaldino lombardo un po’ calvinista mi ci vedo proprio”.

Andreotti: “Nonostante ciò molti sono i punti in comune tra noi”.

Madre Teresa: “Penso all’ingiusto calvario che avete subito: un cattolico che crede nella Provvidenza e nel Disegno Divino e un garibaldino con le sue sofferenze, appunto, che si ribella e contrattacca innanzi alle ingiustizie”.

Cossiga: “Pragmatici direi. L’ambito internazionale rappresenta il vostro lascito più significativo. Entrambi atlantisti; di un atlantismo della ragione che rendeva l’Italia un interlocutore credibile”. E malinconicamente aggiunge: “Non come questi pupazzi di oggi”.

Madre Teresa: “C’erano anche punti di dissenso”.

Andreotti: “Certo! Ma eravamo avversari, non nemici. Rammento ancora poco prima del mio sesto governo, nel 1989, che parlammo a quattrocchi in un salottino di Villa Madama dove mi diede il viatico del PSI”.

Craxi ridendo: “Lo ricordo bene. A volte mandavi Peppino Ciarrapico, che ci metteva del suo”.

Andreotti: “In pochi mi mettevano di buonumore come il Ciarra, gli perdonavo tutto”.

Cossiga: “Anche l’assegno a vuoto a Gorbaciov per il Premio Fiuggi?”.

Andreotti: “Mai avremmo pensato che lo incassasse subito. A coprirlo provvide il caro Geronzi”.

Madre Teresa: “Sempre questi gossip, serietà! Quindi? I punti salienti di maggior dissenso?”.

Cossiga: “Il Primo? Una lettura completamente diversa del compromesso storico. Andreotti veniva ancora percepito come l’uomo del dialogo con i comunisti. Una percezione che gli è costata addirittura la diffidenza iniziale di San Karol Wojtyla. E poi la vicenda Moro”.

Andreotti: “Hai sentito Bettino che hanno fatto un’altra fiction su Aldo Moro? Una serie, come dicono ora! Una nuova mascalzonata dopo quella de ‘Il Divo’ ”.

Craxi: “Sono sempre loro. Stavano coi russi e spiegavano come difendere la democrazia a noi democratici. Mi viene da sorridere a pensare alla fermezza che si evocava per Moro contro la trattativa socialista quando poi si è trattato, giustamente, grazie all’AISE, per ogni nostro singolo ostaggio. E adesso la sinistra illuminata riscopre la trattativa anche per l’Ucraina”.

Cossiga: “A me han dato pure del bipolare e hanno mandato uno psichiatra al Quirinale perché dicesse che ero pazzo”.

Craxi: “Rinnegati! Hanno perso ovunque: nella politica, nell’economia, nella storia, nella società e continuano a raccontare al mondo l’Italia enfatizzando il peggio. E dove non lo trovano lo inventano”.

Andreotti: “Arriverà anche per loro l’onda che li travolgerà. E sarà quella dell’incompetenza, dalla quale è impossibile difendersi”.

Cossiga: “E pensare che un po’ di questo casino l’ha messo su la famiglia del mio caro amico Mieli. Paolo, con la pubblicazione dell’avviso di garanzia a Berlusconi del 1994 – in pieno simposio internazionale sulla criminalità organizzata-, e il figlio producendo le serie su tangentopoli per SKY. E ora, questo indegno “Esterno notte” di Bellocchio.

Craxi, tornando sui suoi passi: “Ricordate la vicenda Sigonella, quando gli americani cercarono di riprendersi l’assassino di Klinghoffer?”

Andreotti: “E ricordo anche che con gli alleati non si sta mai sugli attenti”.

Craxi: “Altro che alleati. Ce l’hanno fatta pagare cara: a te con accuse infamanti quanto ridicole e a me costringendomi all’esilio”.

Nel frattempo, Cossiga, vestito da Appuntato d’onore dei Carabinieri dice loro: “Il 12 giugno prossimo si votano i referendum sulla giustizia. Marcello Sorgi bene ha fatto a ricordare che ad un mafioso, condannato all’ergastolo, è stato concesso di lasciare il carcere per motivi di salute mentre un Presidente del Consiglio, gravemente malato, l’hanno lasciato morire esule in terra tunisina”.

Andreotti: “Provai perfino ad intercedere presso la Procura di Milano, attraverso la Santa Sede, dopo che mi venne a trovare Stefania, pochi mesi prima del tuo lungo viaggio fino a qui. Ma Il procuratore Borrelli non ne volle sapere”.

Irrompe San Pietro: “Il Signor Borrelli non è ancora arrivato quassù. Se e quando arriverà gli farete le vostre rimostranze. Ora basta! Torniamo a pregare, anche per lui. Credo ne abbia bisogno.”

Luigi Bisignani, Il Tempo 22 maggio 2022