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Lo Stato è come il Marchese del Grillo

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1. Lo Stato sa tutto e voi non sapete niente. Lo Stato, come il Marchese del Grillo, dice: “Io so’ io e voi non siete un cazzo” (ma senza l’umana simpatia del divin marchese).

2. Milano, Roma, Napoli (e altre città potrei aggiungere) è riuscito nel Capolavoro Capovolto di perdere senza giocare partite già vinte. Giù il cappello!

3. Se anche tutti i pochi non vaccinati si vaccinassero, non usciremmo – per quella che è la logica dello stato d’emergenza del governo e il suo racconto dei fatti – dall’emergenza e dal controllo sociale. Ecco perché la vera emergenza non è più l’epidemia ma il ritorno all’ordine costituzionale.

4. Quindi, riepilogando, gli insegnanti italiani sono vaccinati, hanno il lasciapassare, se non ce l’hanno sono sospesi dal lavoro e poi perdono lavoro e stipendio, mettono la mascherina in una classe con ragazze e ragazzi impauriti e soggiogati, fanno lezione con la mascherina, con una dovuta distanza fisica, con le finestre aperte. Questa mortificazione intellettuale, morale e affettiva la chiamano scuola. Io mi vergogno profondamente di questa Italia ma fino a quando avrò forza per pensare e agire sarò al mio posto per “corrompere i giovani”.

5. Comunque, ciò che vi salva, Covid compreso, è il capitalismo. Il resto son cazzate.

6. Al Festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo il tema in discussione è stato la libertà. Ogni partecipante ha tenuto la sua lezione in solitaria (avrei seguito volentieri Michael Ignatieff). Ma cos’è concretamente la libertà? È la lotta con un ostacolo più grande che ci schiaccia: un governo organizzato (come il tempo che viviamo), una passione che morde, un prepotente che minaccia, un monopolio che requisisce, un’angoscia che inquieta, un dubbio che tormenta. Ognuno di noi, lo voglia o no, è attraversato da queste lotte nelle quali ora prevale e ora soccombe, ora pecca e ora si redime. La libertà è la nostra dolente umanità di cui nessuno è padrone assoluto né in bene né in male. Ecco perché ciò che sconforta in questi tempi in cui ritorna la dissimulazione onesta è la pretesa da parte dello Stato/governo di essere il padrone della verità e farsi padrone delle vite e libere lotte umane (venendo meno al suo dovere di essere solo limitato potere statale).