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Lite su video e foto

Lo stupro no, l’omicidio “razzista” sì: la doppia morale Pd

Letta a In Onda si arrampica sugli specchi: “Grave pubblicare il video di Piacenza”. E Civitanova Marche?

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Qualcosa più di tre minuti che se uno dovesse rappresentarli con un suono sceglierebbe lo scivolare delle unghie sul vetro. Enrico Letta a In Onda si è arrampicato sugli specchi, lo si capisce anche dall’espressione. Contestualizziamo. Ieri Pd e Fratelli d’Italia si sono scontrati su due temi: l’opportunità di pubblicare il video del presunto stupro di Piacenza; e la surreale polemica sulle “devianze minorili”, problema reale ma per cui il segretario dem “esulta”.

Partiamo da Piacenza. Questi i fatti: di prima mattina, in pieno centro, un richiedente asilo viene fermato con l’accusa di aver aggredito sessualmente una donna ucraina; un residente ha prima chiamato la polizia, che è intervenuta tempestivamente, e poi ha filmato alcuni secondi con il suo cellulare. Giorgia Meloni, per condannare il gesto, ha ripubblicato quel video sulla sua pagina Facebook. Apriti cielo. La sinistra, Pd in testa, ha accusato la leader di Fdi di fare campagna elettorale sulla pelle di quella donna. “Trovo gravissimo che in campagna elettorale si prenda quel video, con quei rumori e si butti tutto questo in pasto” ai follower. Legittimo, ma un tantino ipocrita. Primo: il video è stato pubblicato da alcuni quotidiani. Secondo: quando qualche settimana fa a Civitanova Marche un italiano ha ucciso un ambulante straniero, l’account ufficiale del Pd (e di tanti dirigenti) rilanciò un commento indignato di Letta mostrando un frame del video (visionato in quel caso da tutti e pubblicato da ogni giornale) con tanto di volto scoperto della vittima. In quel caso, ci chiediamo, non era “gravissimo” gettare “in pasto” agli italiani l’immagine di un pover’uomo che perdeva la vita?

E arriviamo alle devianze minorili. Come abbiamo spiegato ieri, si tratta di una problematica sociale che allarma gli psicologi e anche la polizia. Il ministero dell’Interno, come rivelato da Giuseppe De Lorenzo sul Giornale, recentemente ha addirittura pubblicato un report in materia per cercare di comprendere, e combattere, quella che è nei fatti una piaga giovanile. Al netto del tweet di Fratelli d’Italia, che ha poi inserito anche l’obesità e l’anoressia nell’elenco delle devianze, il video originale della Meloni era tutt’altro che scandaloso. In sintesi: FdI vuole copiare l’Islanda, istituire il diritto allo sport e cercare di strappare i giovani dai comportamenti “devianti” (baby gang, bullismo, cyberbullismo). E Letta che fa? Prima scrive “viva le devianze”, scambiandole per “diversità”. E poi a In Onda ci piazza il carico da 11, anziché abbozzare: “Io credo che la diversità sia ricchezza”, dice, e critica il desiderio di “mettere le devianze al bando, come qualcosa di negativo che va rimosso”. Siamo seri?