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Ucraina, l’accusa di Mosca: “Giustiziati prigionieri russi. Zelensky ne risponderà”

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Dopo settimane in cui sia Zelensky che il suo governo avevano sempre posto come limite della guerra la riconquista di tutti i territori, compresa la Crimea, oggi Podolyak sostiene che la guerra potrebbe finire anche prima. Magari, è la sintesi, basterà la conquista di una grande città come Luhansk. Per poi arrivare alla fine del conflitto.

L‘inverno renderà difficili le operazioni di guerra e il freddo, con la Russia che ha bombardato le infrastrutture ucraine, non è affrontabile con il rischio di blackout su tutte le città. Inoltre è di ieri l’appello del generale americano Mark Milley secondo cui con l’inverno alle porte la vittoria dell’Ucraina si allontana e si aprono spiragli per la pace. Gli Usa, anche dopo l’incidente in Polonia, sembrano sempre più propensi a spingere Kiev verso la pace, anche a costo di perdere qualche territorio o di rinunciare ad una loro immediata riconquista totale.

Le dichiarazioni di Podolyak in un primo momento, per come rilanciate da un flash Ansa, potevano apparire come una apertura alle trattative con Mosca. Ma il testo integrale sembra portare in un’altra direzione.

Qui sotto la diretta live della giornata.


07.00 Papa: “Pace possibile, Vaticano pronto a mediare”

Intervistato da La Stampa, Papa Francesco si mostra disponibile a mediare per “una pace possibile” in Ucraina.  “Però bisogna che tutti si impegnino per smilitarizzare i cuori, a cominciare dal proprio, e poi disinnescare, disarmare la violenza. Dobbiamo essere tutti pacifisti – dice – Volere la pace, non solo una tregua che magari serva solo per riarmarsi. La pace vera, che è frutto del dialogo. Non si ottiene con le armi, perché non sconfiggono l’odio e la sete di dominio, che così riemergeranno, magari in altri modi, ma riemergeranno”.

10.15 Kiev, colpo di scena: “Guerra può finire prima della liberazione”

A dirlo è il consigliere presidenziale ucraino, Mykhail Podolyak, citato dall’agenzia Unian e ripreso dall’Ansa. “La guerra con la Russia può finire anche prima della liberazione totale dei territori ucraini occupati”. Ma poi ha anche aggiunto: “Qualsiasi ‘compromesso territoriale’ non porterebbe la pace ma moltiplicherebbe le vittime. Ogni concessione alla Federazione Russa sarà la vittoria di Putin, legalizzerà l’assassinio e renderà la guerra uno strumento nelle relazioni internazionali. Questa sarà la fine del diritto internazionale. C’è qualcuno che vuole davvero questo?”. Il consigliere di Zelensky ha spiegato quale è la posizione di Kiev: “Una vittoria militare completa” potrebbe non essere necessaria per finire la guerra. Potrebbe bastare che la Russia perdesse “una grande città occupata dal 2014” per porre fine al conflitto. “Ad esempio, avanzare nella regione di Luhansk o Donetsk, far cadere una grande città che è stata sotto occupazione russa per otto anni, diciamo Luhansk. Come conseguenza inizierebbero dei processi irreversibili, sia nelle élite politiche russe che nella società. E così la guerra potrebbe finire anche prima che i nostri militari liberino tutto”. Visto che a quel punto la Russia avrebbe “perso la guerra”.

Dichiarazioni aperte a interpretazioni: potrebbe infatti essere una frecciata agli Usa, che sembrano allentare gli sforzi (“Ricorderò semplicemente che il 24 febbraio dissero che la probabilità che l’Ucraina resistesse era dello zero per cento”).

10.30 Russia, Ryabkov: “Aperti a nuovi contatti con gli Usa sul disarmo nucleare”

Il viceministro degli Esteri della Federazione Russa, Serghej Ryabkov, non ha escluso nuovi contatti con gli Stati Uniti dopo l’incontro al Cairo sul Trattato sulla riduzione e limitazione delle armi strategiche offensive: “Se gli americani mostrano interesse e disponibilità per questo, non rifiuteremo”, ha detto Ryabkov ai giornalisti, citato da Ria Novosti.

11.00 Dialogo telefonico Putin-Erdogan

Nel contatto telefonico tra Ankara e Mosca, Erdogan si sarebbe nuovamente proposto come mediatore nel conflitto ucraino. Putin ieri ha allargato l’accordo sul grano e il Sultano lo ha ringraziato per questo.

11.05 Cremlino: escluso vertice Biden-Putin

12.00 Mosca: colpiti obiettivi militari e infrastrutture

“Tutti gli obiettivi sono stati ragggiunti”, ha detto oggi il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, parlando degli attacchi diretti “alle infrastrutture militari ed energetiche” di Kiev.

13.10 La Polonia: avviati negoziati con Kiev per l’inchiesta sul missile

15.00 Putin presiede per la prima volta il consiglio di sicurezza

15.10 Zelensky invita la popolazione a prepararsi ai blackout

“Stiamo cercando di stabilizzare la situazione”, ha detto il presidente russo, “sapete che dovremmo prepararci al peggio. Il nemico vuole distruggere il nostro sistema energetico, per causare lunghi blackout. Stiamo lavorando per impedirgli di farlo”.

17.30 Mosca accusa Kiev: “Crimini di guerra”

Da Mosca arrivano accuse di crimini di guerra contro Kiev. Al centro delle accuse ci sarebbe la presunta uccisione di 10 soldati russi presi prigionieri dall’Ucraina e giustiziati. “L’uccisione intenzionale di oltre 10 militari russi immobilizzati da parte delle forze armate ucraine, con colpi diretti alla testa, non può essere presentata come una ‘tragica eccezione’ sullo sfondo del presunto rispetto generale dei diritti dei prigionieri di guerra da parte del regime di Kiev”, ha detto il ministero della Difesa russo. Mosca sostiene di avere le “prove”, ovvero un video in cui si vedrebbero “prigionieri di guerra russi disarmati” uccisi a sangue freddo. “Non si tratta nè del primo, è dell’unico crimine di guerra”, insiste Mosca, ma è “pratica comune nelle forze armate ucraine, attivamente sostenuta dal regime di Kiev e semplicemente ignorata dai suoi protettori occidentali. Ma Zelenskiy e i suoi scagnozzi saranno costretti a essere processati dal tribunale della storia, dai popoli della Russia e dell’Ucraina, per ogni prigioniero torturato e assassinato”. Nei giorni scorsi l’Onu ha diffuso un dossier in cui sono denunciate torture sia da parte russa che da parte ucraina di prigionieri catturati in battaglia. Tra le accuse rivolte a Kiev anche quella di esecuzioni sommarie.

articolo in aggiornamento