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L’ultimo agghiacciante proclama di Speranza

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Intervistato da Lucia Annunziata nel suo talk domenicale in onda su Rai3, Roberto Speranza si candida a divenire il Lenin del terzo millennio, dal momento che vorrebbe dare “tutto il potere ai soviet sanitari”. Tant’è che ad una domanda della compiacente conduttrice ha pronunciato il suo slogan definitivo: “Mi fa piacere dirle che io rappresento tutte le persone che credono nella sanità pubblica e chi pensa che il diritto alla salute conti più di tutto.”

Una frase dai risvolti agghiaccianti e che definisce ancora una volta la cifra di questo impresentabile personaggio politico il quale,  vorrei sottolineare,  non è egli stesso il problema, bensì solo il sintomo assai grave di un sistema democratico oramai privo di adeguati contrappesi di libertà.

Già proprio quella tanto bistrattata libertà che dovrebbe rappresentare il principio fondamentale di ogni comunità civile, oltre ad essere il presupposto ineliminabile per garantire quella salute che il nostro eroe potentino utilizza come una clava.

A tale proposito e a beneficio di chi continua a bersi le pozioni tossiche del ministro della Salute (rigorosamente biologica), vorrei ricordare cosa intende l’Organizzazione mondiale con il termine “salute”: “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente assenza di malattie o infermità.”

Dunque, non una mera esistenza vegetativa, alla quale siamo stati ridotti dalle insensate misure fortemente volute da Speranza, bensì una condizione psico-fisica sana ed equilibrata che solo nei regimi ispirati alla libertà ed al senso di responsabilità dei singoli si può dire che sia stata massivamente raggiunta.  Una condizione relativamente felice che la terrificante visione di Speranza e compagnia cantante sta trasformando in un incubo senza fine. Credo che sia giunto il momento di rimuovere definitivamente dal governo questo ingombrante sintomo.

Claudio Romiti, 19 aprile 2021