Scuola

L’università senza selezione: l’errore che paghiamo ancora oggi

La legge del 1969 aprì le porte a tutti, ma finì per cancellare ogni criterio selettivo, penalizzando preparazione, impegno e responsabilità

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Ci tengo a rispondere all’articolo pubblicato su questa testata a firma di Gianpiero Samorì. La democratizzazione dell’accesso all’università, attuata con la legge n. 910 del 1969, comportò, purtroppo, l’abolizione indiscriminata di ogni criterio selettivo e finì per mortificare il merito, generando demotivazione in chi aveva affrontato percorsi scolastici più rigorosi, come il liceo classico.

La realizzazione dell’uguaglianza attraverso l’equiparazione di preparazioni profondamente diverse ha penalizzato il merito, oltre all’impegno e alle competenze acquisite. In poche parole, ha cancellato le differenze prodotte dal talento, dall’impegno e dalla responsabilità individuale, sostituendo la libertà con il livellamento verso il basso.

Giovanni Terrano, 31 luglio 2026

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