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L’utopia dell’auto elettrica

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Se mi si chiede come vedo il futuro dell’autotrazione, rispondo che potrebbe anche essere elettrico. Ciò precisato, credo sia importante essere coscienti dei limiti di questo futuro. Non mi riferisco a limiti economici che potrebbero essere superati con la diffusione della tecnologia. Mi riferisco ai limiti insormontabili, o per lo meno che ci appaiono oggi tali, visto che nessuno ha la sfera di cristallo. Credo sia necessario esserne consapevoli per evitare di cullarsi in illusioni che potrebbero farci imboccare una strada sbagliata con rischi di conseguenze dolorose.

Innanzitutto: perché l’auto full electric non si è sviluppata? Forse perché l’hanno inibita i petrolieri cattivi? No; semplicemente perché noi non sappiamo come immagazzinare energia elettrica in un contenitore trasportabile da un’automobile che abbia le caratteristiche delle automobili che usiamo. Non fatevi ammaliare da chi vi mostra un’auto apparentemente simile alla vostra, che sarebbe elettrica e con costo che dovrebbe abbattersi con la produzione su larga scala. Non vi stanno raccontando tutta la storia. Perché quell’auto, sostanzialmente priva di bagagliaio a meno di averla enorme, è in realtà una batteria di accumulatori elettrici in movimento. L’energia da essi accumulabile dipende da quel che si chiama potenziale elettrochimico della sostanza attiva ed è inversamente proporzionale alla massa atomica della stessa. La tavola periodica degli elementi è nota, e noto è il potenziale elettrochimico di tutte le possibili sostanze attive, che è dell’ordine di grandezza di 1-10 volt, un valore, questo, che ha una ragione teorica consolidata per essere tale. Detto diversamente, questo valore è un limite naturale, che nessuna ricerca e nessun avanzamento tecnologico potrà superare.

Inversamente proporzionale alla massa atomica della sostanza attiva, abbiamo detto. Se si scorre la tavola periodica degli elementi, i primi in ordine di massa sono idrogeno, elio e litio. L’elio è inerte. L’idrogeno ha quattro difetti cruciali: non esiste sulla Terra, è gassoso, è la molecola più piccola che c’è, è esplosivo; circostanze, tutte, che rendono utopica l’autotrazione a idrogeno, elettrica o a combustione che sia. Lo scrivevamo 17 anni fa, quando il presidente americano Bush era ubriacato dalle prospettive che vendeva tale Jeremy Rifkin, tuttologo, dalle idee poche ma sicuramente fisse e confuse sui temi ove si è autonominato esperto. Bush lanciò il programma Freedom car, che avrebbe dovuto liberare il paese dalla sudditanza al petrolio arabo. Pochi anni dopo Obama dovette prendere atto che quel programma era nato morto, e lo ha seppellito. Quanto al litio, le batterie ci sono già, cioè nel settore della propulsione elettrica, siamo già al limite della tecnologia.

Una nostra utilitaria richiede una potenza di 50 kW e quindi ha bisogno un accumulo di 200 kWh per avere una autonomia di 4 ore. Il potenziale elettrochimico dell’elettrodo al litio è di 3 volt, cioè, facendo l’aritmetica, per garantire quella autonomia ci vogliono 20 kg di litio attivo, cioè 1000 kg di batterie al litio: la vostra auto, se elettrica, peserebbe almeno il doppio. Scadute le 4 ore, ce ne vogliono altre 4 per fare il pieno: vi invito solo a riflettere al tempo necessario che impiega il vostro telefonino per ricaricarsi (e vi sono ragioni tecniche perché deve essere così).

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Dario
Dario
3 Gennaio 2021 21:55

Purtroppo per Battaglia con 200kwh un’auto elettrica mediamente percorre circa 1200km. Non so cosa intenda per 4 ore di autonomia. Ha sbagliato il ragionamento al primo passaggio, che sfortuna…

Marco Pedroni
Marco Pedroni
20 Dicembre 2020 14:18

Bell’articolo sul realismo della mobilità elettrica. Ed io aggiungo…Non esiste linfrastruttura sufficiente.
Se molti veicoli caricassero a 22kw contemporaneamente nella stessa zona, si sciolglierebbero i cavi sottoterra.

Fra 28
Fra 28
20 Dicembre 2020 8:46

Grazie.finalmente qualcuno che dice la verità

Gaetano79
Gaetano79
5 Marzo 2020 16:39

Vorrei segnalare alcuni articoli dell’ing. Giuseppe Chiaradia relativi all’auto elettrica:

http://www.lineaitaliapiemonte.it/2020/02/16/mobile/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/per-inseguire-greta-il-governo-conte-sta-mandando-litalia-in-recessione-di-giuseppe-chiaradia.html

http://www.lineaitaliapiemonte.it/2020/01/21/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/trump-rottama-greta-ed-il-business-dellauto-elettrica-di-giuseppe-chiaradia.html

http://www.lineaitaliapiemonte.it/2019/11/03/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/prime-vittime-della-guerra-al-diesel-450-licenziamenti-alla-mahle-di-giuseppe-chiaradia.html

http://www.lineaitaliapiemonte.it/2019/10/23/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/guerra-al-diesel-la-sciagurata-resa-degli-industriali-di-giuseppe-chiaradia.html

In breve, questi articoli spiegano che:

1. L’elettricità è un VETTORE energetico, non una fonte di energia.

2. In questo momento il bilancio energetico della FILIERA dell’auto elettrica (centrale elettrica, trasmissione, ricarica batterie, consumo) è sfavorevole rispetto alle auto diesel. Rimane il problema della scelta della fonte energetica di inizio filiera (Fossili? Nucleare? Rinnovabili?).

3. Quasi tutti i produttori di batterie al litio sono ASIATICI (in particolare CINESI !).

4. La costruzione dell’auto elettrica, al contrario delle auto a carburante, necessita di pochissimo know-how di meccanica. Di conseguenza, le auto elettriche possono essere assemblate da OPERAI SCARSAMENTE QUALIFICATI, in particolare da quelli dei Paesi in via di sviluppo.

5. A breve termine, incentivare l’auto elettrica, oltre a non risolvere il problema energetico e ambientale, fornirebbe un enorme vantaggio competitivo alla Cina, causando un COLPO MORTALE alle industrie METALMECCANICHE occidentali (in particolare quelle TEDESCHE e ITALIANE, decisamente esperte nei motori diesel), con conseguente impennata della DISOCCUPAZIONE nei Paesi Occidentali. Guarda caso, in California stanno tagliando gli incentivi governativi alle auto elettriche.

Giulo
Giulo
4 Marzo 2020 14:00

Il futuro non potrà essere a mobilità elettrica, elettrico uguale green non matematicamente così, ci vogliono nuove tecnologie ancora sconosciute

antonio
antonio
17 Novembre 2019 16:26

antonio. scusate signori io dico la mia: e se il futuro ci riservasse la bellissima realtà di avere energia elettrica dalla fusione a freddo?lascio a voi tutti i commenti

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La buffonata dell’auto elettrica | PianetaX - Quotidiano di informazione controcorrente
25 Ottobre 2019 9:03

[…] e funzionamento. Un ulteriore passo verso la robotizzazione dell’individuo. Un articolo di Franco Battaglia, può aiutare a chiarirsi le idee in proposito: Se mi si chiede come vedo il futuro […]

GIORGIO PULICI
GIORGIO PULICI
23 Ottobre 2019 15:10

Per me avrebbe molto più senso ed efficacia incentivare la sostituzione della caldaia a gas, a gasolio o la stufa a legna e pellet con una pompa di calore. La tecnologia esiste, è collaudata, funziona bene (in Francia è diffusissima) e non si porta dietro il problema delle batterie da smaltire che, con le auto elettriche, sarà dominante in futuro. Elettrificare il parco auto è uno sforzo enorme e sostanzialmente inutile se non si diversifica il modo di produrre e energia elettrica. Solare ed eolico sono assolutamente insufficienti (oltre che costosissime e variabili) e non saranno mai in grado di soddisfare i nostri consumi che, con l’auto elettrica, aumenteranno a dismisura. Senza energia nucleare la CO2 emessa non diminuirà mai. Che senso ha puntare tanto sul trasporto elettrico e poi lasciare che i consumi per riscaldamento e cucina siano ancora a gas: sarebbe molto più facile eliminare una caldaia a gas e mettere una pompa di calore elettrica.