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Medici no vax, la bufala in diretta di Massimo Galli

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Malgrado la decisione del governo Meloni di procrastinare l’obbligo delle mascherine negli ospedali e nelle Rsa, che secondo i ben informati rappresenterebbe un compromesso con i “liberali” delle restrizioni che compongono la maggioranza, non si tacitano le polemiche in merito al reintegro anticipato del personale sanitario che non si è voluto piegare al ricatto vaccinale.

Il servizio sui medici no vax

In merito a ciò, mi sembra doveroso segnalare e denunciare un servizio realizzato dal Tg3, trasmesso ieri, in cui si è raggiunto un livello scandaloso di pura disinformazione. E chi si poteva interpellare alla bisogna, se non l’illustre Massimo Galli, medico in pensione che ha sempre considerato i numeri reali della pandemia di Sars-Cov-2 del tutto irrilevanti? Intervistato da Maria Teresa Palamà, la quale ha tenuto a farsi inquadrare con la mascherina Ffp2, il genio inascoltato in pensione ha così commentato il rientro, si spera definitivo, dei cosiddetti medici no-vax: “È mettersi nelle mani di persone che negano il presupposto stesso della loro professione, dal punto di vista tecnico e scientifico. Negano, inoltre, di avere il dovere di tutelare i propri pazienti, evitando di esporli ad infezioni che possono essere prevenibili nel personale sanitario.”

Ebbene, quest’ultima affermazione, totalmente destituita di fondamento, ha trionfalmente chiuso l’inguardabile servizio giornalistico, se così lo vogliamo definire. In tal modo è stata fatta passare ancora una volta l’idea che gli attuali e scadutissimi vaccini sarebbero in grado di bloccare i contagi. Una vera e propria tesi truffaldina, la quale ha rappresentato uno dei principali argomenti alla base di una manipolazione di massa senza precedenti, che è stata ampiamente smentita non solo dai numeri incontrovertibili, ma soprattutto dagli stessi produttori dei vaccini, che hanno negato in radice il presunto effetto sterilizzante dei medesimi vaccini.

I numeri del covid

Ora, dal momento che i citati numeri incontrovertibili hanno dimostrato che anche i vaccinati con quattro o cinque dosi, non solo contraggono il Covid, ma lo trasmettono allo stesso modo dei non vaccinati, i cittadini che pagano il canone dovrebbero porsi una domanda delle cento pistole: “È accettabile questo livello di pura disinformazione da parte del servizio pubblico?”. Ovvero, è accettabile che alla luce della montagna di evidenze che hanno clamorosamente smentito le argomentazioni dei medici del terrore, da sempre allineati con la visione cinese dell’ex ministro Speranza, ancora oggi il loro giudizio viene considerato insindacabile, tanto da essere mandato in onda senza alcun contraddittorio?

Informazione a senso unico

Oramai si è raggiunto un livello di intollerabile schizofrenia, con una grande informazione, trainata proprio dalla Rai, che continua a raccontare di un virus mortale per tutti quando la sua evoluzione in senso benigno è oramai acclarata (domenica scorsa Matteo Bassetti ha ribadito in diretta televisiva ciò che tanti altri suoi colleghi che operano i prima linea sostengono da tempo: i casi di polmoniti interstiziali bilaterali non si riscontrano più da tempo, e i decessi attribuiti al Covid sono legati a persone affette da altre gravi patologie incidentalmente positive al tampone).

E sotto questo profilo, trattare i medici e gli infermieri che non si sono piegati all’obbligo vaccinale come appestati, costituisce un pezzo importante della colossale impostura che ancora oggi detta legge nel nostro disgraziato Paese.

Claudio Romiti, 2 novembre 2022