Cronaca

Mi chiedo perché loro sì e i figli dei rom invece no

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In merito alla vicenda che vede protagonisti i bambini che sono stati tolti ai loro genitori e affidati ai servizi sociali non posso che sottolineare che le indagini devono e dovranno fare il loro corso. Certamente, ma lo dico basandomi su quello che apprendo dalla stampa, le condizioni in cui questi bambini vivevano non sono, a mio avviso, adeguate ma, lo ripeto, è una mia opinione basata non su dati di cui ho diretto riscontro.

A monte, tuttavia, ritengo che sia una vicenda che vada chiarita nel dettaglio, anche perché allontanare i figli dai loro genitori è sempre un provvedimento grave e pesante per le persone che vi sono coinvolte, figli e genitori. Mi chiedo, però, perché questi figli siano stati tolti a questi genitori e la stessa cosa non avviene con i figli dei rom che vivono nei campi in condizioni ben peggiori ai due genitori di Chieti. Tutti i minori devono poter godere delle stesse garanzie. Da anni vado affermando che in Italia vige una concezione statalista dei figli che vuole lo Stato come unico educatore, mentre i genitori sono relegati al ruolo di spettatori passivi. In uno Stato di diritto tutti i diritti vanno garantiti, a tutti.

La vicenda di Chieti ci deve dunque far riflettere sul ruolo educativo che è in capo alla famiglia e sul ruolo che lo Stato deve avere nel campo dell’istruzione: allo Stato, infatti, compete il ruolo di controllore e garante del diritto all’istruzione e non quello di gestore unico e controllore di se stesso. Sono certa del fatto che, se in Italia fosse garantita ai genitori la possibilità di scegliere liberamente, ossia a costo zero, la scuola per i propri figli, non ci saremmo trovati in situazioni come quella di Chieti.

Questo lo dico anche e soprattutto in questi giorni in cui ancora sento levarsi gli scudi di chi pervicacemente insiste nel dire che il buono scuola è un contributo per i ricchi, quando, in realtà, è l’esatto opposto. Ma andiamo avanti: mi auguro che le indagini portino alla luce la verità per il bene di quei bambini e, per il loro tramite, di tutti i bambini, di tutti i ragazzi, di tutti i giovani italiani.

Suor Anna Monia Alfieri, 24 novembre 2025

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