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Migranti, Berlino sposa la linea Meloni: il piano di Merz

Il governo tedesco sceglie la linea dura e convoca un vertice sulle norme in materia di asilo

merz migranti Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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La Germania cambia passo sull’immigrazione e sposa la linea di Giorgia Meloni. Il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt ha convocato un vertice europeo sull’immigrazione per mettere a punto norme più severe sul dossier migranti. Come riportato da Politico, il braccio destro del cancelliere Friedrich Merz avrà colloqui con i colleghi di Francia, Polonia, Austria, Danimarca e Repubblica Ceca. Al tavolo è invitato anche il commissario europeo Magnus Brunner.

“I cittadini si aspettano giustamente ordine, maggiore controllo e cooperazione dai politici, invece di impotenza. Vogliamo inviare questo segnale”, ha dichiarato Dobrindt. L’obiettivo del vertice è una dichiarazione contenente proposte  concrete – tra cui la protezione delle frontiere e l’espulsione dei richiedenti asilo respinti verso i cosiddetti Paesi terzi, o Paesi al di fuori dell’Ue – che devono essere promosse congiuntamente a livello europeo.

Come ben sappiamo, la Germania è stata a lungo tra i Paesi dell’UE con un approccio più liberale in materia di immigrazione. Ma l’attuale governo, guidato da Merz, ha promesso di ridurre drasticamente l’afflusso di richiedenti asilo sotto la pressione dell’Afd, ora il maggiore partito di opposizione nel parlamento tedesco. Pochi giorni dopo il suo insediamento questa primavera, il Ministro dell’Interno di Merz ha rafforzato i controlli alle frontiere tedesche e ha promesso che la polizia tedesca avrebbe respinto gli immigrati clandestini, compresi i richiedenti asilo – una mossa che la maggior parte degli esperti ha ritenuto contraria al diritto dell’Ue.

La Ripartenza

La difesa delle frontiere ha fomentato tensioni tra la Germania e i Paesi vicini, tanto da instaurare un clima rovente con i governi di Francia, Polonia e Austria. All’inizio di questa settimana, il Primo Ministro polacco Donald Tusk ha dichiarato che la pazienza di Varsavia nei confronti della Germania “si sta esaurendo”, annunciando nuovi controlli ai confini del suo Paese con Germania e Lituania. Dobrindt e Merz hanno difeso i controlli alle frontiere nazionali sostenendo che si tratta di una misura temporanea in attesa delle riforme migratorie a livello Ue.

“Dobbiamo rafforzare la possibilità di rimpatrio” dei migranti, ha dichiarato Dobrindt alla rivista tedesca Focus: “Ciò richiede l’eliminazione dell’elemento di collegamento, come previsto dal CEAS, in base al quale i rifugiati devono avere un legame con il Paese in cui vengono rimpatriati. Vogliamo abolirlo e allo stesso tempo ampliare i nostri partenariati strategici con i Paesi terzi”, ha aggiunto, senza nominare Paesi specifici.

Da tempo la Germania sta seguendo la linea Meloni. Già con Scholz erano stati mossi i primi passi, ora con Merz è arrivata la sterzata definitiva, soprattutto per quanto concerne rifugiati politici e richiedenti asilo, che non si sono mai integrati nel tessuto sociale. “Non si tratta solo di criminali provenienti dalla Siria” ha tenuto a sottolineare Merz in una recente dichiarazione. Come per Roma, Berlino fa una distinzione tra chi si è integrato e arricchisce l’economia locale e chi invece no, soprattutto coloro che provengono da contesti culturali molto lontano da quelli occidentali, connotati da mancanza di rispetto nei confronti di donne e polizia.

La proposta avanzata da Friedrich Merz prevede che i criminali stranieri vengano posti in custodia in attesa dell’espulsione. A partire da dicembre 2024, sono ripresi i rimpatri verso l’Afghanistan, una novità assoluta da quando i talebani sono tornati al potere. Le autorità tedesche stanno dando priorità ai cittadini afghani condannati per reati penali o considerati pericolosi per la sicurezza pubblica. Per quanto riguarda i rifugiati siriani, sempre da dicembre 2024, Berlino ha sospeso temporaneamente le decisioni sulle domande d’asilo ancora in esame. Il governo tedesco ha precisato che la situazione in Siria resta troppo instabile per pianificare rimpatri su larga scala. Tuttavia, il Ministro dell’Interno ha annunciato l’avvio della preparazione di piani per espulsioni e rimpatri. Nel frattempo, la Germania ha anche deciso di interrompere i finanziamenti previsti per le ONG attive nel Mediterraneo, cancellando milioni di euro di aiuti futuri.

Franco Lodige, 5 luglio 2025

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