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Allarme sbarchi

Migranti, Piantedosi parte col botto: un decreto anti-Ong

Sei barconi sono sbarcati a Lampedusa durante la notte. Hotspot sempre più in emergenza. Meloni: “Basta business immigrazione”

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Prosegue l’allarme sbarchi sull’isola di Lampedusa. Nel corso di questa notte, fino alle prime ore della mattinata, sei barconi sono giunti al largo delle coste italiane con più di 500 migranti a bordo, trasferiti successivamente presso l’hotspot di contrada Imbriacola. L’emergenza non sembra fermarsi: a fronte di 350 posti disponibili nel centro di prima accoglienza, attualmente si contano quasi 1200 rifugiati, mentre altri 1400 attendono aiuto tra le zone di Italia e Malta.

Allarme sbarchi

Una situazione insostenibile, di cui, sul sito nicolaporro.it, avevamo già discusso quest’estate, riprendendo alcune immagini delle gravissime condizioni di sicurezza – e di salute – in cui versano questi spazi di primo soccorso. Lo stesso Matteo Salvini, attuale vicepremier e ministro delle Infrastrutture, si era recato sull’isola di Lampedusa per testimoniare l’allarme sbarchi, insieme alla vera e propria bomba sociale nascente in questi centri di immediata accoglienza. Ma la musica, rispetto alla fallimentare gestione Lamorgese, sembra essere già cambiata.

Divieto di ingresso

L’ex braccio destro del leader leghista, durante il governo gialloverde, nonché attuale ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha disposto una direttiva ai vertici delle forze di polizia e della Capitaneria di porto, circa le condotte delle due navi Ocean Viking e della Humanity 1 in navigazione nel Mediterraneo (battenti rispettivamente Norvegia e Germania). La ragione è chiara: “Non sono in linea con lo spirito delle norme europee e italiane in materia di sicurezza e controllo delle frontiere e di contrasto all’immigrazione illegale”.

Risultato? Si ritorna subito al 2019: “Le condotte, sulla base dell’articolo 19 della Convenzione internazionale delle Nazioni unite sul diritto del mare, saranno valutate ai fini dell’adozione da parte del titolare del Viminale, in qualità di Autorità nazionale di pubblica sicurezza, del divieto di ingresso nelle acque territoriali“. Insomma, in poche parole: chi non ha diritto di sbarcare, con il governo di centrodestra, non potrà più farlo.

Stop al traffico di essere umani

La stessa Giorgia Meloni, nel suo primo discorso alla Camera in qualità di Presidente del Consiglio, ha offerto un taglio netto sull’emergenza immigrazione: “Questo governo vuole fermare le partenze illegali, spezzando finalmente il traffico di esseri umani nel Mediterraneo. La nostra intenzione è sempre la stessa, ma se non volete che si parli di blocco navale vi dico che vogliamo recuperare la missione Sophia, che nella terza fase prevedeva proprio il blocco dei barconi“. Le intenzioni sono chiare, saldamente distinte rispetto a quelle dell’ultimo triennio, in cui era la sinistra a presenziare a Palazzo Chigi.

Le priorità, a livello di sicurezza interna, saranno essenzialmente tre: lotta al traffico di persone via mare, potenziamento delle forze dell’ordine e misure contro il dilagare delle baby-gang. Il ministro Piantedosi, fresco di nomina, ha già iniziato il lavoro. E questa mattina ne è stata data una prima dimostrazione, soprattutto ai trafficanti del Mediterraneo.

Matteo Milanesi, 25 ottobre 2022