Max Mariola lascia Milano e trasferisce il centro della propria vita in Indonesia. Una decisione maturata dopo due anni trascorsi nel capoluogo lombardo, durante i quali il celebre chef e volto televisivo racconta di essere stato assorbito dal lavoro fino a mettere a rischio gli equilibri familiari.
La sua non è soltanto la storia di un trasferimento dall’altra parte del mondo. Nel racconto affidato a Fanpage, Mariola traccia infatti un ritratto particolarmente critico della vita milanese: una città delle opportunità e del successo, ma anche dei ritmi esasperati, dell’ossessione per la produttività e di un benessere che non sempre coincide con la serenità.
“A Milano ho rischiato di perdere la mia famiglia”
Il periodo milanese dello chef è stato segnato dall’apertura del ristorante che porta il suo nome, inaugurato nel 2024 in via San Marco 26, nel quartiere di Brera. Il locale ha attirato fin da subito una grande attenzione, diventando noto anche per la carbonara proposta a 30 euro, prezzo che ha acceso il confronto tra pubblico e critica gastronomica.
Dietro l’immagine del cuoco energico e sempre sorridente, tuttavia, si sarebbe progressivamente fatto strada un profondo disagio. Mariola ha spiegato che la ricerca continua di traguardi professionali più ambiziosi lo aveva portato a trascurare gli affetti: “Per due anni ho vissuto a Milano e ho rischiato di perdere la mia famiglia”.
Il lavoro era diventato il centro quasi esclusivo delle sue giornate. Pur continuando ad amare ciò che faceva, lo chef si era accorto di non riuscire più a vivere con serenità: “Pensavo solo a produrre, perché mi diverto e mi piace quello che faccio, ma sono diventato un mostro”.
La critica alla vita milanese: “Tutti già col muso dalla mattina”
Nel racconto di Mariola c’è spazio anche per una riflessione più ampia sul modello di vita proposto da Milano. Lo chef abitava nella zona di Parco Sempione, uno dei quartieri più centrali e apprezzati della città, ma ciò che osservava ogni mattina gli restituiva l’immagine di una metropoli attraversata dalla tensione. Mariola descrive la zona come bellissima e prestigiosa, ma ricorda soprattutto le espressioni delle persone incontrate per strada, a suo giudizio “tutte già col muso dalla mattina”. Una sensazione diventata il simbolo di una quotidianità scandita dagli impegni, dalla necessità di correre e dalla ricerca costante di nuovi risultati.
Nella sua critica entrano anche alcuni status symbol tipici della vita nelle grandi città: l’orologio, la borsa firmata e la palestra esclusiva. Elementi che, secondo lo chef, rischiano di trasformarsi in bisogni indotti, allontanando le persone da uno stile di vita più semplice. Milano emerge così come il luogo nel quale Mariola ha raggiunto il successo imprenditoriale, ma ha anche compreso il prezzo personale di quella corsa.
Il ristorante di via San Marco resta aperto
Il trasferimento non comporterà però una rottura definitiva con la città. Dopo aver ceduto le altre attività, lo chef ha deciso di mantenere il ristorante milanese, che continuerà a seguire tornando periodicamente in Italia.
La sfida sarà comprendere quanto un locale costruito anche attorno alla forte personalità del suo fondatore possa continuare a funzionare durante le sue assenze. Il successo del ristorante, infatti, non è stato legato soltanto ai piatti, ma anche alla presenza scenica del cuoco, ai video sui social, agli incontri con i clienti e a una comunicazione diventata parte integrante del marchio.
Il trasferimento in Indonesia mette quindi alla prova il modello costruito a Milano: il ristorante dovrà dimostrare di poter vivere anche senza la presenza quotidiana del suo principale protagonista.
La nuova vita in Indonesia e i progetti per il futuro
Mariola si è trasferito con la famiglia in Indonesia, dove il figlio di otto anni ha iniziato a frequentare la scuola a Bali. Insieme a un socio, lo chef ha inoltre avviato un progetto sull’isola di Sipura, nell’arcipelago delle Mentawai, che prevede la realizzazione di abitazioni immerse nel verde e di una biofarm tropicale.
Il progetto imprenditoriale accompagnerà dunque la ricerca di una vita meno frenetica e maggiormente legata alla famiglia. Milano, intanto, resterà presente attraverso il locale di via San Marco: l’ultimo legame professionale con la città che gli ha dato visibilità e successo, ma dalla quale Mariola ha scelto di prendere le distanze per ritrovare un equilibrio personale.
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immagine presa dai profili social di Max Mariola


