Milano si avvicina a un nuovo fine settimana sotto stretta osservazione. Dopo le violenze e i saccheggi del 17 e 18 ottobre, prefettura e forze dell’ordine hanno predisposto per sabato 24 ottobre un dispositivo di sicurezza potenziato nelle zone più sensibili, mentre nel centro diversi commercianti scelgono di non aprire.
Il sindaco Giuseppe Sala respinge però l’idea di un capoluogo in assetto militare. A margine della presentazione delle prove aperte della Filarmonica della Scala, ha spiegato come verranno impiegati i paracadutisti giunti in città, parlando di una presenza più diffusa nei punti in cui la tensione potrebbe riaccendersi.
Cinquemila agenti, droni e controlli alle stazioni
Ai circa 5mila uomini delle forze dell’ordine già operativi si aggiungeranno 500 paracadutisti della Folgore arrivati da Siena. La Polizia locale schiererà tutte le unità disponibili e userà i droni per il monitoraggio dall’alto. Sono previsti controlli nelle stazioni ferroviarie sugli arrivi da fuori città, squadre mobili pronte all’intervento e una sorveglianza costante della rete da parte della Polizia postale per intercettare in anticipo gli appelli alla mobilitazione. Il piano non si limita al centro storico. Le autorità ritengono possibile che la pressione sulla zona del Duomo spinga eventuali gruppi verso altri quartieri, e per questo il dispositivo alternerà presidi fissi a unità in movimento.
Pattuglie di cinque militari tra negozi e università
Sulla base delle indicazioni del prefetto, i militari opereranno in nuclei da cinque nei luoghi considerati più a rischio, a partire dalle vie dello shopping e dalle sedi universitarie, finite al centro delle chat in cui circolano gli appelli alla mobilitazione. “Saremo laddove presumiamo che ci possono essere momenti di tensione”, ha spiegato Sala, precisando che la distribuzione dei presidi terrà conto anche di quanto emerge dai social.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiarito che i paracadutisti affiancheranno polizia, carabinieri e guardia di finanza nelle attività di prevenzione e contrasto, secondo un piano di impiego dettagliato stabilito dal prefetto. Potranno pattugliare, fermare persone e intervenire su quanto rilevato, esercitando di fatto “poteri di polizia” nell’ambito delle funzioni di pubblica sicurezza già attribuite alle forze armate.
Presidi proibiti in centro
Il timore della Digos è un replay del 17 ottobre. Per questo sono stati proibiti presidi e cortei nell’area compresa tra San Babila, piazza Duomo e Cairoli, oltre che a Garibaldi e Porta Venezia. L’appuntamento pro Palestina del sabato si terrà dalle 16, ma lontano dal centro, in piazza Leonardo da Vinci. In mattinata è attesa anche la manifestazione di Blocco Studentesco, l’organizzazione giovanile legata a CasaPound, in piazza XXV Aprile.
Non dovrebbero mobilitarsi gli anarchici, che avevano convocato senza preavviso un presidio di solidarietà con gli indagati nell’inchiesta sugli attentati all’Alta Velocità. In un messaggio diffuso nelle chat, i promotori hanno spiegato di voler evitare di dividere le piazze, dato che per lo stesso giorno è già prevista un’altra mobilitazione in Duomo. Una rinuncia che Sala legge come un segnale incoraggiante.
L’allerta resta comunque alta, perché le mobilitazioni di questi giorni nascono spesso da autoconvocazioni lontane dai canali tradizionali e quindi più difficili da anticipare. Gli occhi degli investigatori sono puntati sul Movimento 17 ottobre, sigla nata sui social, in particolare su TikTok e Instagram, che rivendica i disordini dello scorso fine settimana e sembra annunciarne il bis. Anche il sindaco seguirà l’evolversi della situazione dal comando della Polizia locale in piazza Beccaria.
Paura tra i negozianti, l’appello del sindaco: “Non chiudete”
In via Orefici, a due passi da Cordusio, almeno quattro negozi resteranno chiusi, tra cui Timberland, The North Face e Tommy Hilfiger, marchi già presi di mira nei saccheggi dello scorso fine settimana. Le vetrine verranno protette con pannelli di compensato e, in almeno un caso, la chiusura è stata suggerita dalle stesse forze dell’ordine. Clima di incertezza anche in via Torino, teatro di scontri domenica scorsa, dove molti commercianti stanno ancora decidendo se aprire.
Linea diversa nella Galleria Vittorio Emanuele II, dove le boutique del lusso, da Louis Vuitton a Rolex, resteranno operative. La paura però non manca: in uno dei negozi gli appuntamenti con i clienti sono stati annullati, dopo che lo scorso weekend dipendenti e clienti erano rimasti bloccati all’interno per due ore prima di poter uscire in sicurezza dal retro. Anche in corso Buenos Aires i negozi resteranno aperti con orari regolari. “Siamo tutti in allerta, ma le nostre saracinesche restano su”, spiega all’Adnkronos Luigi Ferrario, presidente dell’associazione dei commercianti Real Baires. Alcuni tengono pronti i pannelli per le vetrine e il personale è stato preparato a gestire eventuali emergenze, ma la linea è chiara: “Milano inizia ad avere le scatole piene di chi è violento”.
Il sindaco Sala invita i commercianti a non abbassare le serrande per evitare che il panico finisca per paralizzare la città, pur rispettando la loro libertà di scelta. E sabato sarà lui stesso a dare il segnale, facendo acquisti in un negozio del centro.
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